Virus respiratorio sinciziale (RSV): l’infezione che può cambiare la vita anche da adulto

Il Virus Respiratorio Sinciziale può cambiare la vita dei bambini, ma anche delle persone più fragili, come gli anziani o di chi convive con patologie croniche

 

Per quasi una persona adulta su due il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV) lascia conseguenze sulla salute per almeno un mese e, per quasi il 10%, gli effetti si protraggono fino a un anno.

Ma nonostante la gravità dell’infezione, solo in un caso su due le persone ne parlano con il proprio medico. La prevenzione vaccinale negli anziani e in chi convive con la BPCO o patologie cardiovascolari croniche è, secondo gli esperti e i dati disponibili, uno strumento fondamentale per proteggere nel tempo un equilibrio di salute già fragile e mantenere sotto controllo la propria condizione clinica

Gli esperti raccomandano dunque quanto prima un inserimento della vaccinazione contro l’RSV nel piano di prevenzione vaccinale nazionale per gli adulti e le persone con patologie preesistenti.

 

Virus Respiratorio Sinciziale: una minaccia epidemiologica

Non solo i bambini ma anche le persone più fragili, come gli anziani o di chi convive con patologie croniche (come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) o l’insufficienza cardiaca) sono tra i soggetti più a rischio Sono proprio queste persone che pagano un prezzo elevato in termini di maggiore mortalità correlata alla patologia.

Tra i virus respiratori tipici dell’inverno, il virus respiratorio sinciziale (RSV) rappresenta, è una vera e propria minaccia ma la percezione del rischio resta ancora insufficiente. In Italia quasi l’80% teme che i virus respiratori possano peggiorare la propria condizione di salute. Tuttavia, la medesima percentuale degli intervistati non sa o non è sicuro di sapere cosa sia l’RSV.

Inoltre, quasi una persona su due non ha mai parlato di questa infezione con un medico o un altro professionista sanitario. Un divario informativo che pesa, soprattutto se si considera che il 70% degli adulti italiani con patologie croniche dichiara che i virus respiratori hanno influenzato negativamente la propria salute, la vita quotidiana o quella delle persone vicine.

Questi dati emergono da un sondaggio globale condotto da Human8 in 10 Paesi, e promosso da GSK, in occasione della RSV Awareness Week (2–8 novembre). Nel nostro Paese sono state intervistate oltre 500 persone adulte che vivono con una o più patologie croniche.

Chi rischia di più

Le conseguenze dell’infezione da RSV possono protrarsi a lungo. Circa metà degli intervistati riferisce un impatto sulla salute per almeno un mese dopo l’infezione e circa il 10% dichiara che il recupero ha richiesto oltre un anno o non è ancora completo.

L’RSV può inoltre aggravare patologie preesistenti come asma e BPCO. Quasi una persona su tre (31%) ha sperimentato un peggioramento del proprio stato di salute nel corso dell’infezione respiratoria. Quota che sale al 57% tra i pazienti con asma e al 43% tra quelli con BPCO. «Il virus respiratorio sinciziale può causare complicanze clinicamente rilevanti, soprattutto nei pazienti con patologie respiratorie e cardiovascolari – sottolinea Fabrizio Pregliasco, Direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva, Università degli Studi di Milano e Direttore Sanitario d’Azienda, I.R.C.C.S. Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano – Nei soggetti con BPCO, in particolare, prevenire gli episodi infettivi significa anche ridurre il rischio di riacutizzazioni. Che possono incidere in modo significativo sull’evoluzione della malattia. Le riacutizzazioni, infatti, rappresentano una delle principali cause di ospedalizzazione e di morte di questi pazienti».

I sintomi peggiorano la qualità di vita

I sintomi del Virus Respiratorio Sinciziale possono peggiorare seriamente la qualità di vita delle persone anziane o fragili. «In questi pazienti la perdita di autonomia – prosegue Pregliasco – e la rinuncia ai momenti di socialità hanno un impatto altrettanto rilevante. Per questo è fondamentale puntare sulla prevenzione del virus, per evitare un ulteriore deterioramento della loro quotidianità».

L’impatto dell’RSV e il valore della vaccinazione

Considerando l’elevato numero di persone potenzialmente esposte, i documenti internazionali e nazionali hanno da tempo posto l’accento sulla prevenzione vaccinale delle patologie da virus respiratori, includendo anche l’RSV. Le ultime stime indicano che, in Italia, negli over 60, l’RSV sarebbe responsabile ogni anno di circa 50.000 ospedalizzazioni e 1.800 decessi in ambito ospedaliero.

«Nei soggetti anziani e più fragili le infezioni respiratorie da RSV restano numerose e, con l’avvicinarsi della stagione invernale, tendono ad aumentare – afferma Massimiliano Franco, Medico di famiglia e Segretario SIMG Lombardia – Il reale impatto clinico di questo virus nella popolazione adulta e anziana è verosimilmente superiore a quanto riportato in letteratura. Perché la diagnosi non rientra ancora tra le pratiche di routine. Come medici di famiglia  conosciamo i nostri pazienti fragili e possiamo individuarli e proporre loro attivamente la vaccinazione: la raccomandazione del medico resta uno dei fattori più efficaci per l’adesione».

«La prevenzione vaccinale costituisce un diritto fondamentale per l’intera collettività, con particolare riguardo alle persone adulte in condizioni di fragilità, con comorbidità o in età avanzata, che risultano maggiormente esposte a rischio di complicanze gravi – sottolinea Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva – L’assenza del vaccino contro l’RSV per la popolazione adulta all’interno del Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV) genera inaccettabili disparità nell’accesso alle cure e alla tutela della salute. Sanare questo divario è un passaggio fondamentale per garantire il pieno rispetto del diritto alla salute in tutte le fasi della vita».

Il vaccino adiuvato di GSK per proteggersi

Il vaccino adiuvato contro il virus respiratorio sinciziale contiene la glicoproteina F ricombinante del RSV stabilizzata nella conformazione prefusionale (RSVPreF3).

Questo antigene è combinato con l’adiuvante proprietario AS01E di GSK. Il vaccino è stato approvato per la prevenzione della malattia delle basse vie respiratorie (LRTD) da RSV negli individui di età pari o superiore a 18 anni in più di 65 Paesi.

Tra i molti studi disponibili, le evidenze mostrano inoltre come la protezione offerta dalla vaccinazione si mantenga nel tempo. Nello studio registrativo di fase III, una singola dose del vaccino adiuvato contro l’RSV ha dimostrato efficacia nella prevenzione della malattia delle basse vie respiratorie da RSV per almeno tre stagioni consecutive.

A confermare questi risultati nella pratica clinica sono i più recenti dati di real world evidence dello studio americano CLEAR-VE RSV, che mostrano una riduzione delle ospedalizzazioni correlate all’RSV del 76% dopo una stagione e rimane confermata la riduzione delle ospedalizzazioni nell’analisi su due stagioni.

Ma il beneficio della vaccinazione emerge anche nella riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori (MACE) correlati all’RSV e delle riacutizzazioni severe di BPCO e asma, compresa tra il 62% e il 74% dopo la prima stagione e intorno al 58% nell’analisi cumulativa su due stagioni.

Il valore della prevenzione

Queste evidenze ampliano la prospettiva sul valore della prevenzione dell’RSV. Con un beneficio che va oltre la prevenzione dell’infezione e della relativa ospedalizzazione.

«Il paziente con BPCO, a ogni riacutizzazione, compie un passo verso il basso. Le  riacutizzazioni infatti aumentano mortalità e rischio di ospedalizzazione – sottolinea Dejan Radovanovic , Professore Associato di malattie dell’apparato respiratorio, Università degli Studi di Milano e Dirigente Medico, U.O.C. Pneumologia, Ospedale Luigi Sacco – ASST Fatebenefratelli Sacco – Per chi convive con patologie respiratorie e cardiovascolari proteggere nel tempo il proprio equilibrio di salute  è una priorità clinica.

Uno dei modi più efficaci per tenere sotto controllo la propria condizione e non lasciare che l’RSV comprometta lo stato di salute in queste persone è la vaccinazione. Recenti studi dimostrano che il vaccino anti-RSV di GSK riduce le ospedalizzazioni correlate al virus dal 70% all’85% nei pazienti affetti da patologia respiratoria cronaca. E recenti dati presentati al congresso ERS evidenziano benefici anche i  termini di riduzione di riacutizzazioni da BPCO e di riduzione eventi Cardiovascolari Maggiori, correlati e non all’RSV, nei pazienti affetti dalle rispettive patologie. Questo conferma il valore di questa vaccinazione e la necessità di inserirla quanto prima nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale».

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