L’aggiornamento approvato dall’ EMA migliora praticità e flessibilità per gli operatori sanitari e i pazienti idonei, mantenendo gli standard di sicurezza nella gestione delle terapie CAR T
“L’aggiornamento delle schede tecniche europee per axicabtagene ciloleucel e brexucabtagene autoleucel rappresenta un importante passo avanti nell’ottimizzazione della gestione dei pazienti sottoposti a terapia con cellule CAR T – ha dichiarato Dan Tovar, Head of Medical Affairs Cell Therapy, Australia, Canada and Europe (ACE) Region-. Attraverso la valorizzazione delle evidenze della pratica clinica e la promozione di un cambiamento del sistema organizzativo, stiamo lavorando per ridurre il carico dell’assistenza post-infusione per pazienti, caregiver e professionisti sanitari.”
Una revisione che migliora la gestione post-infusione
Questa revisione introduce diversi importanti cambiamenti che mantengono gli standard consolidati di Kite nella gestione della sicurezza delle terapie CAR T. Offrendo al contempo una maggiore flessibilità nell’assistenza post-infusione. Le modifiche in pratica riguardano:
- la possibilità per i clinici di valutare la somministrazione profilattica di corticosteroidi per i pazienti identificati come maggiormente a rischio di gravi reazioni avverse immunomediate;
- la riduzione, da quattro a due settimane, del periodo richiesto di permanenza del paziente in prossimità di un centro di trattamento qualificato o di una struttura clinica con adeguata formazione;
- la revisione delle restrizioni alla guida, da un minimo di otto a un minimo di quattro settimane dopo l’infusione.
- la possibilità per le strutture cliniche con adeguata formazione di assumere la responsabilità del monitoraggio post-infusione.
La decisione dell’EMA
L’aggiornamento da parte di EMA si basa su una revisione completa dell’insieme delle evidenze disponibili, inclusi i dati degli studi clinici, integrati da ulteriori dati di supporto provenienti da due studi.
Lo studio ZUMA-1 che ha riguardato pazienti adulti di età pari o superiore a 18 anni affetti da linfoma non-Hodgkin aggressivo recidivante/refrattario, inclusi il linfoma diffuso a grandi cellule B, il linfoma primitivo del mediastino a cellule B, il linfoma a cellule B ad alto grado o il linfoma follicolare trasformatoe ZUMA-24, insieme ad un’ampia esperienza clinica post-commercializzazione.
ZUMA-24invece è uno studio multicentrico di Fase 2, in aperto, volto a valutare la sicurezza e l’efficacia di axicabtagene ciloleucel in regime ambulatoriale, con uso profilattico di corticosteroidi, in pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivante/refrattario
Nel complesso, queste evidenze confermano gli standard di gestione della sicurezza delle terapie cellulari Kite Gilead, migliorando al contempo la praticità per i pazienti e supportando un approccio più flessibile alla gestione post infusione.
“La decisione dell’EMA rappresenta il riconoscimento dell’apprendimento maturato dalla Comunità Scientifica circa i migliorati aspetti di sicurezza delle terapie Kite Gilead. L’esperienza del mio Centro, presentata quest’anno durante il Congresso Annuale dell’EBMT (European Society for Blood and Marrow Transplantation), ha confermato come l’uso della profilassi con corticosteroidi in pazienti trattati con terapie CAR T abbia notevolmente ridotto il rischio di tossicità acute, senza compromettere l’efficacia- ha affermato il Prof. Enrico Derenzini, Direttore della Divisione di Oncoematologia e Trapianto di cellule staminali dell’Istituto Oncologico Europeo (IEO) di Milano-. Questa decisione, supportata da un’ampia quantità di dati real-world, ci consente una maggiore flessibilità del percorso di cura dei pazienti. Riducendo il carico gestionale post-infusione, e si traduce in un miglioramento della qualità di vita delle persone trattate in tutta Europa. Mantenendo al contempo un impegno costante e rigoroso per la sicurezza dei pazienti.”
I farmaci oggetto dell’aggiornamento delle informazioni sulla sicurezza
Axicabtagene ciloleucel
Axicabtagene ciloleucel è una terapia con cellule CAR T autologhe geneticamente modificate, diretta contro l’antigene CD19, approvata dalla Commissione Europea per il trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B e linfoma a cellule B ad alto grado che recidivano entro 12 mesi dal completamento.
Oppure risultano refrattari alla chemio-immunoterapia di prima linea. Per pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivante o refrattario e linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B dopo due o più linee di terapia sistemica. E per pazienti adulti con linfoma follicolare recidivante o refrattario dopo tre o più linee di terapia sistemica.
La terapia con cellule CAR T deve essere somministrata in un contesto clinico qualificato e richiede un attento follow-up. I centri di trattamento qualificati devono seguire un rigoroso percorso di formazione, in conformità con i requisiti di un Piano di Gestione del Rischio approvato, per ottenere l’autorizzazione a somministrare terapie con cellule CAR T.
Brexucabtagene autoleucel
È stata la prima terapia con cellule CAR T approvata in Europa per pazienti adulti con linfoma mantellare recidivante o refrattario dopo due o più linee di terapia sistemica, incluso un inibitore della tirosina chinasi di Bruton.
Nell’agosto 2022, la European Commission ha approvato brexucabtagene autoleucel anche per il trattamento di pazienti adulti di età pari o superiore a 26 anni con leucemia linfoblastica acuta a precursori delle cellule B recidivante o refrattaria.
