Una disabilità invisibile. Ma che colpisce, solo in Italia, almeno 6 milioni di persone. L’emicrania è una patologia invalidante. Complessa da diagnosticare. E ancora sottovalutata. Ma da Pfizer arriva la novità terapeutica che blocca il dolore e ne previene il ritorno.
Con 6 milioni di pazienti in Italia1, l’emicrania rappresenta una sfida per il Sistema Sanitario. Complessa da diagnosticare, variabile nelle manifestazioni cliniche e ancora sottovalutata nella percezione pubblica e sociale.
Il percorso verso la diagnosi dell’emicrania è difficile, impegnativo e lungo. In media, occorrono 5,3 anni dalla comparsa dei primi sintomi. Ma per alcuni può arrivare anche a 7- 8 anni.
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LA NOTIZIA IN UN MINUTO
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Per fortuna è in arrivo una novità terapeutica. Rimegepant è il primo, e ad oggi unico, anti CGRP orale approvato in Italia (in regime di rimborsabilità*) sia per il trattamento acuto, sia per la profilassi dell’emicrania. Un’innovazione che semplifica la gestione clinica e offre ai pazienti la possibilità di riconquistare spazi di vita e benessere.
L’emicrania, infatti, è una patologia neurologica cronica e disabilitante che oggi può essere affrontata con terapie capaci di ridurre frequenza e intensità degli attacchi. Restituendo alle persone la possibilità di tornare più rapidamente alla vita di tutti i giorni.
Rimegepant di Pfizer ha una duplice indicazione. Trattamento acuto dell’emicrania con o senza aura negli adulti, trattamento preventivo di emicrania episodica negli adulti che abbiano almeno 4 episodi di emicrania al mese.
L’emicrania è soprattutto donna
In Italia, l’emicrania ha una prevalenza tre volte superiore nelle donne rispetto agli uomini. Secondo i dati del Global Burden of Disease 20194, l’emicrania è la seconda causa al mondo di anni vissuti con disabilità e la prima causa di anni vissuti con disabilità tra le donne giovani, in particolare nella fascia di età fertile (15 – 49 anni).
Ogni anno il 2,5-3% dei pazienti con emicrania episodica evolve verso la forma cronica, che spesso significa per la maggior parte delle persone – per 15 o più giorni al mese – dover interrompere ogni attività, rifugiandosi in una stanza buia e silenziosa per cercare di contenere il dolore pulsante, reso insopportabile da rumori, luci o odori intensi.
«L’emicrania è una cefalea primaria, quindi una patologia neurologica non legata ad altre malattie, caratterizzata da attacchi ricorrenti e dolorosi che possono essere accompagnati da sintomi accessori – spiega il Prof. Alessandro Padovani, Professore Ordinario di Neurologia all’Università di Brescia, Direttore dell’Istituto di Neurologia Clinica e Presidente della Società Italiana di Neurologia (SIN). – La gestione clinica richiede due approcci distinti.</em> Quello acuto, per gli episodi meno frequenti, e quello preventivo, nei casi ad alta frequenza o cronici, quando il dolore è presente per almeno 15 giorni al mese. Un intervento tempestivo è fondamentale per ridurre il rischio di cronicizzazione, spesso aggravata dall’iperuso di farmaci sintomatici. Strategie integrate, che uniscano terapie farmacologiche e non farmacologiche con modifiche dello stile di vita, possono ridurre il burden della malattia e migliorare sensibilmente la qualità della vita».
Le ripercussioni sul lavoro e la vita sociale
L’emicrania dunque è tra le principali cause di disabilità e limitazione della vita professionale. Mina la capacità lavorativa con assenze e calo di produttività ed è spesso legata al continuare a lavorare stando male, con rendimento ridotto e peggioramento delle condizioni di salute. Il progetto Eurolight7 ha evidenziato che circa due terzi dei costi economici sono dovuti al presenteismo e solo un terzo all’assenteismo. Mentre studi internazionali stimano che fino all’89% della perdita complessiva di produttività sia imputabile a questo fenomeno silenzioso ma di grande impatto.
E il trend è in crescita: tra il 1990 e il 2021 la prevalenza dell’emicrania è aumentata del 58% e l’incidenza del 42%6. Con previsioni di ulteriore incremento fino al 2050. Un fenomeno che riguarda sempre più anche uomini e under 20.
«Vivere con l’emicrania significa affrontare non solo un dolore intenso e invalidante, ma anche la paura costante del dolore e degli attacchi. La fatica di spiegare una malattia invisibile. E la frustrazione di non essere creduti – spiega Alessandra Sorrentino, Presidente Associazione Alleanza Cafalalgici (Al.Ce) –. ll peso psicologico è troppo spesso sottovalutato: ansia, senso di colpa e di impotenza, rinunce e isolamento rendono questa patologia ancora più invalidante. Alle difficoltà personali si aggiungono quelle del percorso di cura. Ritardi diagnostici, scarsa consapevolezza tra alcuni operatori sanitari e disparità di accesso ai centri specializzati e alle terapie innovative».
Una nuova opzione terapeutica
«Il bisogno di flessibilità terapeutica è centrale, soprattutto per chi ha già sperimentato più trattamenti senza risultati soddisfacenti – spiega il Prof. Piero Barbanti, Presidente dell’Associazione Italiana per la Lotta contro le Cefalee (AIC), Ordinario di Neurologia presso l’Università San Raffaele di Roma e Direttore dell’Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore dell’IRCCS San Raffaele.- Rimegepant rappresenta un passo avanti perché è il primo gepante orale approvato in Italia con duplice indicazione. Trattamento acuto e prevenzione negli adulti degli attacchi nei pazienti con emicrania episodica. Agendo come antagonista del recettore del CGRP, interrompe rapidamente la cascata del dolore nella fase acuta. E, se assunto regolarmente, riduce frequenza e intensità degli episodi. Garantendo continuità e semplicità terapeutica».
Inoltre, la ormulazione orodispersibile è pratica, discreta e facilmente utilizzabile anche durante un attacco. Migliorando aderenza e percezione di controllo. «È un farmaco che si integra agevolmente nei percorsi di cura esistenti. –aggiunge il Prof. Barbanti – Sia come opzione per pazienti non responsivi o intolleranti ai triptani, sia come alternativa in chi non desidera trattamenti iniettivi. La possibilità di trattare e prevenire con lo stesso principio attivo riduce la complessità dei percorsi terapeutici e rappresenta un cambiamento sostanziale nella gestione dell’emicrania».
Uno studio pubblicato su Lancet dimostra come una singola dose di rimegepant consenta di ottenere una riduzione del dolore e dei sintomi associati all’emicrania già dopo due ore dall’assunzione rispetto al placebo. Con efficacia duratura fino a 24-48 ore. Lo studio sulla prevenzione, anch’esso pubblicato su Lancet, dimostra che il farmaco, se assunto a giorni alterni, determina una riduzione del numero di giorni mensili di emicrania rispetto al placebo. Risultato confermato anche dalla fase open label di dodici mesi10
Una singola dose di rimegepant, quindi, può alleviare rapidamente l’emicrania e i sintomi associati. Mentre l’assunzione a giorni alterni può ridurre significativamente gli attacchi.
«Rimegepant si è dimostrato efficace e sicuro nel trattamento acuto dell’emicrania, con ottima tollerabilità anche in pazienti complessi – sottolinea la Prof.ssa Cristina Tassorelli, Ordinario di Neurologia presso il Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università di Pavia e Direttore del Headache Science & Neurorehabilitation Center della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Nazionale C. Mondino di Pavia – La modalità orodispersibile favorisce un’elevata aderenza e porta benefici clinici, funzionali e relazionali. Con un impatto diretto sulla qualità della vita. Inoltre, il farmaco apre nuove prospettive nella gestione clinica dell’emicrania. In acuto, permette di trattare efficacemente gli attacchi anche nei pazienti che non rispondono ai triptani o che presentano controindicazioni. In prevenzione, offre un’opzione semplice e maneggevole che non richiede iniezioni né titolazioni complesse».
«Il nostro impegno non si limita allo sviluppo di nuove terapie – conclude la Dott.ssa Barbara Capaccetti, Direttore Medico di Pfizer in Italia – ma comprende iniziative di sensibilizzazione, prevenzione e supporto. Affinché l’emicrania venga riconosciuta come una patologia seria e disabilitante. Vogliamo restituire tempo, serenità e qualità di vita a chi convive con questa malattia, promuovendo percorsi di diagnosi e cura più tempestivi e accessibili».
* Indicazioni ammesse alla rimborsabilità: Trattamento acuto di emicrania con o senza aura negli adulti che non rispondono a due triptani e a un FANS oppure con controindicazioni ai triptani. Trattamento preventivo di emicrania episodica negli adulti che negli ultimi tre mesi abbiano presentato almeno otto giorni di emicrania disabilitante al mese già trattati con altre terapie di profilassi per l’emicrania. E che abbiano mostrato una risposta insufficiente dopo almeno sei settimane di trattamento o che siano intolleranti. O che presentino chiare controindicazioni ad almeno tre precedenti classi di farmaci per la profilassi dell’emicrania.
