Pfizer: risultati positivi nell’emofilia A e B con Marstacimab

Lo studio BASIS di fase 3 evidenzia una riduzione del tasso annualizzato di sanguinamenti. Con un profilo di sicurezza generalmente ben tollerato rispetto al trattamento al bisogno nei pazienti di età pari o superiore a 12 anni. Marstacimab prevede una semplice iniezione sottocutanea settimanale. 

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LA NOTIZIA IN UN MINUTO

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L’emofilia viene diagnosticata durante l’infanzia e colpisce oltre 800.000 persone in tutto il mondo. Comprende un gruppo di rare malattie genetiche del sangue causate da una carenza di fattori della coagulazione (FVIII nell’emofilia A, FIX nell’emofilia B). Che impedisce la normale coagulazione del sangue. L’incapacità del sangue di coagulare correttamente può aumentare il rischio di sanguinamenti dolorosi all’interno delle articolazioni. Che possono causare cicatrici e danni articolari. Le persone affette da emofilia possono subire danni articolari permanenti a seguito di sanguinamenti ripetuti.

Per decenni, l’approccio terapeutico più comune per l’emofilia A e B è stato la terapia sostitutiva con fattori della coagulazione, che consiste nel reintegrare i fattori mancanti. Queste terapie aumentano la quantità di fattore della coagulazione nel corpo fino a livelli che migliorano la coagulazione. Riducendo così i sanguinamenti. Tuttavia, il carico rappresentato dalle infusioni endovenose è considerato un ostacolo all’aderenza al trattamento per alcune persone affette da emofilia. A causa del disagio, della mancanza di tempo e della difficoltà di accesso venoso.

Inoltre, circa il 20% delle persone con emofilia A e il 3% di quelle con emofilia B non possono continuare la terapia sostitutiva con fattori della coagulazione perché sviluppano inibitori contro FVIII e FIX (gli  anticorpi che neutralizzano le terapie sostitutive del fattore carente rendendole inefficaci). Questi pazienti affrontano spesso un carico terapeutico maggiore, che può includere complicazioni da sanguinamento come ospedalizzazioni e, nei casi più gravi, la morte, oltre a costi di trattamento più elevati.

Ecco perchè è particolarmente importante quanto evidenziato dallo studio BASIS condotto da Pfizer. Che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di marstacimab in adolescenti e adulti di età compresa tra 12 e <75 anni con emofilia A grave o emofilia B da moderatamente grave a grave con o senza inibitori.

Lo studio, infatti,  ha dimostrato la superiorità di Marstacimab somministrato settimanalmente per via sottocutanea nel migliorare gli esiti dei sanguinamenti rispetto al trattamento on-demand, in una popolazione di pazienti per la quale sono necessari approcci terapeutici meno gravosi.

Scoperto dai ricercatori di Pfizer, Marstacimab ha un meccanismo d’azione differente rispetto ai trattamenti sostitutivi con FVIII e FIX. Invece di sostituire i fattori della coagulazione mancanti o insufficienti, il prodotto agisce sull’inibitore della via del fattore tissutale (TFPI – Tissue Factor Pathway Inhibitor). Uno dei meccanismi naturali dell’organismo che inibisce l’inizio della coagulazione del sangue. Marstacimab, dunque, potrebbe contribuire a ristabilire l’equilibrio tra sanguinamenti e formazione di coaguli. Con l’obiettivo di offrire una combinazione di protezione dai sanguinamenti, buona tollerabilità e somministrazione semplice.

«I pazienti con inibitori tendono a presentare complicazioni frequenti, e orientarsi nel panorama terapeutico può introdurre complessità e aumentare il carico della malattia –  ha dichiarato il Dott.</strong> Davide Matino, M.D., M.Sc., ricercatore principale dello studio BASIS e Professore Associato di Medicina presso la McMaster University – La forte riduzione dei sanguinamenti osservata con marstacimab rispetto al trattamento on-demand nello studio di Fase 3 BASIS, unita alla modalità di somministrazione settimanale, offre un potenziale importante per questi pazienti che hanno un grande bisogno di opzioni terapeutiche.”

Lo studio BASIS ha dimostrato che il trattamento con marstacimab ha ottenuto una riduzione rilevante del tasso annualizzato dei sanguinamenti trattati nelle persone affette da emofilia A o B grave con inibitori.

48 persone con emofilia sono state trattate con marstacimab per un periodo di 12 mesi, rispetto a un regime endovenoso on-demand con agenti bypassanti. Somministrato come parte della cura abituale in un periodo iniziale osservazionale di sei mesi. Marstacimab si è dimostrato superiore al trattamento on-demand. Con una riduzione del 93% dei sanguinamenti in 12 mesi. Il farmaco ha dimostrato la superiorità anche negli gli endpoint secondari legati ai sanguinamenti. Ovvero, anguinamenti spontanei, sanguinamenti articolari, sanguinamenti in articolazioni bersaglio e sanguinamenti totali.

Durante l’ATP, i partecipanti hanno ricevuto una profilassi (una singola dose di carico sottocutanea di 300 mg, seguita da 150 mg per via sottocutanea una volta a settimana). Con possibilità di aumentare la dose a 300 mg settimanali.

Marstacimab ha registrato una buona tolleranza, in linea con quanto osservato nel gruppo senza inibitori dello studio BASIS e con i risultati della Fase 1/2. Il trial di Fase 3 non ha registrato decessi. né eventi tromboembolitici nella popolazione con inibitori.

«Questi risultati incoraggianti dimostrano il potenziale di marstacimab nell’aiutare le persone affette da emofilia A o B con inibitori. Rispondendo a un importante bisogno per i pazienti con anticorpi che neutralizzano la maggior parte delle opzioni profilattiche a base di fattori utilizzate per gestire i sanguinamenti», ha dichiarato Michael Vincent, M.D., Ph.D., Chief Inflammation & Immunology Officer di Pfizer. «Marstacimab rappresenta il più recente contributo di Pfizer in oltre 40 anni di impegno per il progresso nella cura dell’emofilia. Come opzione terapeutica generalmente ben tollerata che, se approvata per questa popolazione di pazienti, potrebbe offrire protezione dai sanguinamenti con una semplice somministrazione sottocutanea settimanale tramite penna preriempita.»

Le analisi complete dei dati di Fase 3 relativi al gruppo con inibitori dello studio BASIS sono ancora in corso. Ulteriori dati verranno presentati nei prossimi congressi medici. Pfizer prevede di discutere questi dati con le autorità regolatorie. Con l’obiettivo di avviare le procedure di autorizzazione per marstacimab nel trattamento dei pazienti con emofilia con inibitori.

Marstacimab è approvato negli Stati Uniti e in Europa per i pazienti idonei affetti da emofilia A senza inibitori del fattore VIII o da emofilia B senza inibitori del fattore IX.

È stato il primo farmaco per l’emofilia approvato in questi mercati ad essere somministrato tramite penna preriempita con auto-iniettore. Per le persone idonee affette da emofilia B, rappresenta il primo trattamento profilattico sottocutaneo a somministrazione settimanale. Marstacimab può offrire un’opzione terapeutica sottocutanea con un regime di dosaggio settimanale e una preparazione minima richiesta per ogni somministrazione.

Pfizer, infine, sta conducendo lo studio BASIS KIDS, che indaga la sicurezza e l’efficacia del farmaco nei bambini di età compresa tra 1 e <18 anni con emofilia A grave o emofilia B da moderatamente grave a grave, con o senza inibitori.

 Per ulteriori informazioni  https://clinicaltrials.gov

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