Cabotegravir Long Acting (CAB LA) è la prima opzione iniettabile a lunga durata d’azione per la profilassi pre-esposizione (PrEP) da HIV
Cabotegravir è indicato, in associazione con pratiche sessuali sicure, per la profilassi pre-esposizione da HIV. Obiettivo: ridurre il rischio di infezione da HIV-1 acquisita per via sessuale negli adulti e adolescenti di peso corporeo di almeno 35 kg, ad alto rischio.
“Oggi l’innovazione in HIV punta a superare la cronicità legata alla terapia quotidiana con formulazioni a lunga durata d’azione, come cabotegravir LA sia in terapia che in prevenzione- spiega Vincenzo Palermo, Presidente e Amministratore Delegato di ViiV Healthcare Italia – Questo permette di minimizzare la percezione costante della malattia, offrire follow-up regolari con il team medico-infermieristico e garantire l’aderenza. Fondamentale per limitare la trasmissione del virus”.
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LA NOTIZIA IN UN MINUTO
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I risultati supportati da studi internazionali
La disponibilità di CAB LA per la PrEP è stata supportata dai dati di due studi internazionali che hanno valutato la sicurezza e l’efficacia di CAB LA per la PrEP in uomini HIV-negativi che hanno rapporti sessuali con uomini, donne transgender e donne cisgender che potrebbero beneficiare di opzioni di prevenzione dell’HIV.
Un ruolo centrale nella valorizzazione di CAB LA come opzione di PrEP a lunga durata d’azione in popolazioni selezionate hanno avuto anche le evidenze di pratica clinica derivanti dall’utilizzo del farmaco in alcuni centri clinici delle Regioni Lombardia e Lazio. Principali centri intercettori del bisogno di prevenzione non soddisfatto dall’uso della PrEP orale e dalle altre opzioni preventive di HIV disponibili. Queste evidenze costituiscono la prima dimostrazione in Europa che CAB LA può essere integrato con successo nei servizi di prevenzione dell’HIV. E che la PrEP con CAB LA si è dimostrata altamente accettata, ben tollerata e associata a una migliore percezione di aderenza, praticità e protezione dall’HIV.
Cabotegravir a lunga durata d’azione per la PrEP viene somministrato come iniezione intramuscolare sei volte all’anno e viene iniziato con una singola iniezione da 600 mg (3 ml) somministrata a distanza di un mese l’una dall’altra per due mesi consecutivi.
Dopo la seconda iniezione iniziale, la dose raccomandata per le iniezioni di mantenimento è una singola iniezione da 600 mg (3 ml) ogni due mesi. Cabotegravir in compresse orali può essere somministrato per circa un mese prima di iniziare la prima iniezione per valutare la tollerabilità del medicinale.
CAB LA è una promettente strategia di prevenzione dell’HIV incentrata sul paziente
Lo conferma la Professoressa Antonella Castagna, primario di Malattie Infettive dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e ordinaria di Malattie Infettive all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Primo centro in Europa che ha utilizzato CAB LA in ambito preventivo su persone che non avevano altre alternative. “L’annuncio rappresenta un importante passo avanti per chi in Italia cerca opzioni preventive alternative contro l’HIV. Ovvero, soluzioni più aderenti ai bisogni individuali e in grado di contenere efficacemente l’insorgenza di nuove infezioni. I dati italiani supportano in particolare l’impiego di cabotegravir a lunga durata come strategia preventiva centrata sulle persone a rischio. Capace di superare i principali limiti della PrEP orale quotidiana.”
Concorda il Professor Andrea Gori, Professore Ordinario di Malattie Infettive presso l’Università di Milano e Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive presso l’Ospedale Sacco, Milano. “Per porre fine all’epidemia di HIV è fondamentale ampliare gli strumenti di prevenzione e adottare opzioni farmacologiche a lunga durata d’azione, come il cabotegravir. Che consentono anche un monitoraggio periodico complessivo della salute sessuale dell’individuo. Intercettando precocemente possibili fattori di aumento del rischio di trasmissione di HIV, come di altre infezioni a trasmissione sessuale”.
Il Prof. Andrea Antinori, Direttore del Dipartimento Clinico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS di Roma, ha aggiunto che “Cabotegravir iniettabile a lunga durata d’azione, somministrato in sei dosi all’anno, può contribuire a superare le barriere della PrEP orale. Rendendo la prevenzione dell’HIV più accessibile a chi finora non ha trovato questa soluzione praticabile. Inoltre, questa formulazione offre vantaggi per le popolazioni fragili, talvolta più esposte all’HIV o difficili da intercettare, come le donne, le persone transgender, le lavoratrici del sesso, i migranti, che spesso hanno difficoltà di accesso ai servizi sanitari. Riducendo la necessità di dosi giornaliere, migliorando la riservatezza e facilitando il collegamento ai servizi di prevenzione“.
La situazione HIV nel mondo
Secondo gli ultimi dati di UNAIDS (Joint United Nations Programme on HIV/AIDS) relativi alla fine del 2024, nel mondo quasi 41 milioni di persone vivono con l’HIV, 1,3 milioni sono i nuovi casi diagnosticati. E circa 31 milioni di persone hanno accesso alla terapia antiretrovirale, coprendo così il 77% di tutte quelle con HIV.
Inoltre, l’87% delle persone che vivono con l’HIV è a conoscenza del proprio stato di sieropositività, l’89% di questi è in trattamento e il 94% di chi è in trattamento ha ottenuto una soppressione virale.
In Europa, secondo i dati forniti dall’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) e dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), nel 2024 sono state diagnosticate 105.922 nuove infezioni da HIV. Il tasso di diagnosi è stato di 11,8 per 100.000 abitanti. Con una leggera diminuzione del 7,8% rispetto al 2023. Complessivamente, 11 dei 49 Paesi Europei hanno riportato nel 2024 un aumento delle diagnosi di HIV rispetto all’anno precedente.
In Italia, nel 2024 sono state segnalate 2.379 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a un’incidenza di 4,0 nuove diagnosi ogni 100.000 residenti. Dal 2012 al 2020, si osserva una diminuzione delle nuove diagnosi HIV, con un aumento dal 2021 al 2023 e una stabilità nel 2024.
Il numero complessivo di persone che vive con l’infezione da HIV in Italia è intorno a 150.000 unità (130.000-170.000) con tasso di prevalenza pari a 0,3% residenti.
Nel 2024 le incidenze più alte (≥4,5 casi per 100.000 residenti) hanno riguardato Lazio, Toscana ed Emilia-Romagna. Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2024 sono maschi nel 79% dei casi.
L’età media è di 41 anni, più alta nei maschi (41 anni) rispetto alle femmine (40 anni). L’incidenza più alta è tra le persone fra i 30 e i 39 anni (10 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età 30-39 anni). In questa fascia di età l’incidenza nei maschi è 3 volte superiore a quelle delle femmine.
Nel 2024 la maggior parte delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile ai rapporti sessuali, che costituiscono l’87,6% di tutte le segnalazioni. In particolare, i maschi che fanno sesso con maschi (MSM) sono il 41,6%, i maschi eterosessuali il 27,9% e le femmine eterosessuali il 18,1%. Dal 2012 al 2024 la proporzione di stranieri oscilla intorno al 30% (±5%), nel 2024 è pari al 35,9% di tutte le nuove diagnosi. Tra gli stranieri, il 55,6% delle nuove diagnosi è attribuibile a rapporti eterosessuali (femmine 29,8%; maschi 25,8%).
