Regione Lombardia: le strategie a contrasto della Sclerosi Multipla

 La Lombardia, tra le prime Regioni d’Italia, ha un organismo di coordinamento dei centri regionali per garantire ai pazienti condivisione di competenze e di informazioni, risposte tempestive e appropriate in tutto il territorio

 

Solo in Lombardia sono 23.000 i pazienti colpiti da Sclerosi Multipla. Con circa 600 casi ogni anno. Ecco perchè parte dalle istituzioni locali   un tavolo tecnico di coordinamento dedicato alla Sclerosi Multipla (Co.Re.SM), dando così seguito alla raccomandazione inserita nel PDTA emanato da Agenas nel 2022.

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LA NOTIZIA IN UN MINUTO

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Si tratta di un organismo di governance in grado di coordinare la rete dei centri che operano sul territorio lombardo, armonizzando i modelli organizzativi e garantendo una maggior coerenza tra programmazione sanitaria e pratica clinica.

Nell’intento di creare i presupposti migliori per una forte incisività operativa del tavolo tecnico, la rivista di politica sanitaria Italian Health Policy Brief (IHPB), con il contributo non condizionante di Merck, ha promosso, presso la Sala del Gonfalone di Palazzo Pirelli, una occasione di confronto tra rappresentanti delle istituzioni sanitarie della regione, clinici, mondo scientifico, gestori dei servizi sanitari sul territorio e associazioni dei pazienti. Obiettivo: dare evidenza di quali siano le condizioni necessarie per fare del Co.Re.SM uno strumento davvero incisivo per l’innalzamento delle risposte sanitarie.

Istituendo un organismo di coordinamento per la gestione della SM rafforziamo un modello sanitario che punta sulla qualità, sull’integrazione e sulla capacità di fare rete – ha dichiarato Marco Alparone, Vicepresidente e Assessore al Bilancio e Finanze della Regione Lombardia-. Mettere in connessione competenze già presenti sul territorio significa garantire ai cittadini affetti da sclerosi multipla risposte tempestive, appropriate e uniformi in tutta la regione. L’innovazione si configura come leva strategica per l’evoluzione del sistema. Attraverso l’integrazione di tecnologie avanzate, strumenti di data analytics e modelli organizzativi evoluti. Finalizzati al miglioramento dell’appropriatezza assistenziale, dell’efficienza dei processi clinico-organizzativi e della sostenibilità nell’allocazione delle risorse”.

In Lombardia oltre 30 centri specializzati

La Lombardia, infatti, si caratterizza già oggi per un sistema di assistenza sanitaria capillare per questa patologia che si articola in oltre 30 centri distribuiti in modo omogeneo su tutto il territorio. Una infrastruttura clinica che rappresenta un punto di forza del servizio sanitario lombardo e che consente di intercettare precocemente i bisogni di cura. Accompagnando le persone lungo tutto il percorso della malattia.

La sclerosi multipla rappresenta una sfida emblematica per l’efficienza della sanità pubblica e regionaleha dichiarato la Consigliera regionale Silvia Scurati –. Disporre in Lombardia di uno strumento di governance capace di rafforzare la continuità assistenziale e l’aggiornamento costante delle opzioni terapeutiche costituisce un passaggio significativo. Verso una presa in carico multidisciplinare sempre più strutturata e omogenea su tutto il territorio lombardo, in coerenza con le indicazioni nazionali”.

 

La sclerosi multipla è una delle principali cause di disabilità neurologica nei giovani adulti

Oltre 140 mila persone in Italia sono colpite da questa patologia, con circa 3600 nuovi casi ogni anno; la prevalenza è in costante aumento anche grazie al miglioramento delle prospettive di vita.

In Lombardia si stima che le persone con sclerosi multipla siano oltre 23.000, con circa 600 nuovi casi ogni anno. “ In questo scenario epidemiologico – ha sottolineato la Consigliera regionale e Presidente dell’Intergruppo regionale Malattie rare, malattie neurodegenerative e neuroscienze, Lisa Nojaè fondamentale disporre di strumenti di coordinamento capaci di ridurre la disomogeneità. E assicurare pari accesso alle cure più avanzate. La governance non è un concetto astratto ma deve essere una leva concreta di equità e qualità dei servizi sanitari”.

Modelli organizzativi che integrano ricerca, assistenza, riabilitazione e qualità della vita

Il Co.Re.SM si configura non solo come un organismo di coordinamento ma come una piattaforma stabile di condivisione delle conoscenze e delle migliori pratiche cliniche maturate nei diversi centri lombardi. La crescente disponibilità di terapie innovative che stanno modificando la storia della malattia impone un costante aggiornamento clinico e organizzativo.

Negli ultimi anni l’armamentario terapeutico per la sclerosi multipla si è ampliato in maniera significativa – ha sottolineato il Prof. Massimo Flippi, Professore Ordinario di Neurologia e Direttore delle Unità Complesse di Neurologia, Neurofisiologia e Neuroriabilitazione presso l’IRCCS San Raffaele di Milano. Da un lato ciò comporta maggiori opportunità per i pazienti e dall’altro la necessità di condividere criteri di appropriatezza, monitoraggio e valutazione degli esiti terapeutici. Disporre di un organismo regionale di coordinamento rappresenta un salto di qualità in quanto facilita l’allineamento tra i centri e accelera il trasferimento delle innovazioni nella pratica clinica quotidiana”.

 

Un percorso virtuoso che si completerà a breve con un PDTA

Accanto all’innovazione terapeutica, nuove evidenze emergono anche in una logica di real world evidence e di misurazione sistematica della qualità della vita dei pazienti. Grazie al tavolo tecnico potrà consolidarsi ulteriormente la cultura del dato condiviso. Capace di integrare ricerca clinica, esperienza assistenziale e bisogni delle persone, orientando la programmazione sanitaria su basi misurabili e trasparenti.

E’ essenziale che le innovazioni scientifiche si traducano rapidamente in benefici concreti per le persone con la sclerosi multipla – ha dichiarato l’Avv.  Paolo Bandiera, Direttore Affari Generali e Relazioni Istituzionali di AISM, Associazione  Italiana Sclerosi Multiplaun tavolo tecnico di coordinamento regionale, in questo senso, può facilitare questo processo. Promuovendo modelli organizzativi che integrino ricerca, presa in cura neurologica e riabilitativa e percorsi assistenziali. Con un’attenzione costante alla qualità della vita e alla partecipazione sociale. Valorizzando metodi e approcci fondati sul PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) e sul Progetto di Vita”.

Un ulteriore obiettivo del Co.Re.SM è quello di facilitare l’accesso dei pazienti alle migliori competenze disponibili e ai servizi più avanzati in ambito diagnostico, terapeutico e riabilitativo, rafforzando la continuità tra ospedale e territorio. Oltre a ridurre eventuali disomogeneità. Il confronto odierno, con l’entrata a pieno regime del tavolo tecnico di coordinamento, rappresentano un passaggio chiave verso un modello di presa in carico dei pazienti sempre più coordinato, innovativo e orientato agli esiti. Nel quale governance e organizzazione diventano leve strategiche per potenziare la risposta sanitaria a una patologia ad alto potenziale epidemiologico, clinico e sociale.

 

 

 

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