Obesità e sovrappeso: Tirzepatide più efficace nella riduzione del peso rispetto a Semaglutide

Lilly ha annunciato i risultati completi dello studio SURMOUNT-5, pubblicato su The New England Journal of Medicine, che mette a confronto le due principali terapie nella gestione dell’obesità e del sovrappeso. Tirzepatide conferma un’efficacia superiore in termini di riduzione del peso rispetto a semaglutide. I partecipanti hanno ottenuto una perdita di peso media del 20,2% con tirzepatide vs.13,7% con semaglutide. Ma non solo. Migliori sono stati anche i risultati relativi alla riduzione della circonferenza vita.

In Italia tirzepatide è approvato per il trattamento della gestione del peso negli adulti con IMC (Indice di Massa Corporea) ≥30 kg/m2 o in sovrappeso (IMC da ≥27 kg/m2 a <30 kg/m2) con almeno una comorbidità correlata al peso. In aggiunta a una dieta ipocalorica e a una maggiore attività fisica. Recentemente AIFA ne ha approvato la rimborsabilità per pazienti con diabete di tipo 2.

Lo studio SURMOUNT5 

SURMOUNT‑5 (NCT05822830) è uno studio di fase 3b, multicentrico, randomizzato, in aperto, di 72 settimane. L’obiettivo è di valutare efficacia e sicurezza di tirzepatide rispetto a semaglutide in adulti con obesità o sovrappeso e almeno una comorbidità (ipertensione, dislipidemia, apnea ostruttiva del sonno o patologia cardiovascolare) senza diabete. Entrambi i gruppi hanno ricevuto counseling su dieta ipocalorica e aumento dell’attività fisica. Lo studio ha randomizzato 751 partecipanti (USA e Porto Rico) 1:1 a dose massima tollerata di tirzepatide (10 mg o 15 mg) o semaglutide (1,7 mg o 2,4 mg). Con tirzepatide, l’89,3 % ha ricevuto almeno una dose da 15 mg; con semaglutide, il 92,8 % almeno una dose da 2,4 mg. Obiettivo primario: dimostrare la superiorità di tirzepatide nella variazione percentuale del peso corporeo dal basale a 72 settimane rispetto a semaglutide.

“Un numero crescente di medici e pazienti è oggi testimone di livelli di riduzione del peso mai raggiunti prima, grazie ai più recenti progressi nei farmaci per la gestione dell’obesità”, ha dichiarato Louis J. Aronne, MD, FACP, DABOM, direttore del Comprehensive Weight Control Center e Sanford I. Weill Professor of Metabolic Research al Weill Cornell Medicine, esperto di obesità al New York‑Presbyterian/Weill Cornell Medical Center e investigator di SURMOUNT‑5. “I risultati head‑to‑head dello studio SURMOUNT‑5 mostrano che tirzepatide porta a una maggiore riduzione del peso rispetto a semaglutide, fornendo ulteriori evidenze del suo valore come opzione efficace per la gestione dell’obesità”.

L’endpoint primario

I partecipanti trattati con tirzepatide hanno ottenuto una riduzione di peso media del 20,2% rispetto al 13,7% con semaglutide, pari a una perdita di peso relativa maggiore del 47%. Quelli trattati con tirzepatide hanno perso in media 22,8 kg, mentre quelli con semaglutide in media 15,0 kg.

Gli endpoint secondari

Tirzepatide è risultato superiore in tutti gli obiettivi di riduzione del peso. Il 64,6% dei partecipanti trattati con tirzepatide ha raggiunto almeno il 15,0% di perdita di peso rispetto al 40,1% con semaglutide. Inoltre, quelli trattati con tirzepatide hanno raggiunto una riduzione media della circonferenza vita di 18,4 cm, mentre quelli trattati con semaglutide hanno registrato una riduzione media di 13,0 cm.

“I risultati completi dello studio SURMOUNT-5 confermano la nuova e straordinaria opportunità che rappresenta oggi l’innovazione terapeutica nella gestione del peso e nel trattamento della malattia obesità, che come sappiamo impatta in modo importante su qualità e aspettativa di vita delle persone che ci convivono”, ha aggiunto Paolo Sbraccia, Professore Ordinario di Medicina Interna nel Dipartimento di Medicina dei Sistemi dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna e Centro Medico dell’Obesità del Policlinico Tor Vergata. “Accogliamo dunque con molto piacere questi dati positivi e significativi sull’efficacia di tirzepatide nello studio di confronto con semaglutide, che ci rendono fiduciosi sulle maggiori opportunità che possiamo offrire ai nostri pazienti di scongiurare rischi e complicanze dell’eccesso ponderale e dell’obesità: una vera e propria patologia cronica”.

Il profilo di sicurezza di tirzepatide in SURMOUNT‑5 è risultato consistente con gli studi SURMOUNT precedenti. Gli eventi avversi riportati erano principalmente gastrointestinali e per lo più da lievi a moderati. Durante lo studio, il 6,1% dei partecipanti trattati con tirzepatide ha interrotto il trattamento per eventi avversi, rispetto all’8,0% con semaglutide. Lo studio non era disegnato per confrontare sicurezza e tollerabilità tra i due farmaci.

“I risultati del Trial SURMOUNT-5 confermano Lilly come azienda di riferimento in Italia e nel mondo nel trattamento dell’obesità e del sovrappeso con soluzioni terapeutiche sempre più efficaci e innovative”, afferma Elias Khalil, presidente e amministratore delegato di Lilly Italia. “Nel nostro Paese, la solidità della nostra ricerca e dei nostri dati si inseriscono in un impegno a 360 gradi nel sistema salute, lavorando a fianco di tutti gli attori per il riconoscimento della patologia obesità che oggi colpisce quasi 6 milioni di persone. Con questa responsabilità e cooperazione, possiamo alzare gli obiettivi e raggiungere traguardi sempre più ambiziosi per i clinici e per i pazienti che vivono ogni giorno l’impatto di questa condizione”.

Tirzepatide

Tirzepatide è un agonista recettoriale duale di GIP (glucose-dependent insulinotropic polypeptide) e GLP‑1 (glucagon-like peptide‑1) a somministrazione settimanale. Tirzepatide è una singola molecola che attiva i recettori dell’organismo per GIP e GLP‑1, che sono ormoni incretinici naturali. Entrambi i recettori GIP e GLP‑1 si trovano in aree del cervello umano importanti per la regolazione dell’appetito.  È stato dimostrato che tirzepatide riduce l’assunzione di cibo e modula l’utilizzo dei grassi.

 

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