Operazione maxillo facciale: pericoli e decorso post intervento

La chirurgia maxillo facciale rappresenta la terapia di elezione nel caso di gravi malocclusioni mascellari, difetti del palato e asimmetrie delle ossa del volto che minano in modo serio le funzioni masticatorie e respiratorie, ma anche l’aspetto estetico e, di conseguenza, la qualità della vita del paziente. Negli ultimi anni, anche in questo campo la scienza medica ha prodotto progressi eccellenti e, attualmente, molte tipologie di intervento vengono eseguite con tecniche endoscopiche e comunque adottando sistemi che riducono o azzerano il disagio per il paziente e gli esiti cicatriziali dell’operazione, garantendo risultati sicuri e definitivi. È il caso degli interventi chirurgici impiegati per il trattamento della sinusite mascellare, un’infiammazione cronica dei seni presenti a livello delle ossa mascellari, che può rivelarsi particolarmente insidiosa e fonte di grave disagio per il paziente. Un tempo, quando la terapia farmacologica falliva, l’unica via percorribile era rappresentata da interventi invasivi che imponevano lunghi tempi per la completa guarigione e il recupero. Oggi, grazie ai progressi nei protocolli medici della chirurgia endoscopica, patologie come la sinusite mascellare possono essere trattate dal chirurgo maxillo facciale con operazioni brevi e degenze raramente superiori alle 24 ore.

Nella pagina web dedicata alla terapia della sinusite mascellare  di HNstudio è possibile approfondire le caratteristiche della F.E.S.S. (Functional Endoscopic Sinus Surgery), la tecnica di chirurgia endoscopica che consente di operare attraverso le fosse nasali, azzerando gli esiti cicatriziali visibili e assicurando interventi sempre risolutivi. Il sistema sanitario italiano è all’avanguardia nel settore della chirurgia maxillo facciale e nel Paese si contano diversi Centri, pubblici e privati, che spiccano per la preparazione e le competenze dei loro specialisti.

Sia che si tratti di correggere un difetto osseo congenito che di provvedere a restituire la piena funzionalità dell’apparato stomatognatico a seguito di un evento traumatico, come un incidente automobilistico, le moderne metodiche di intervento della chirurgia maxillo facciale consentono di trattare il problema, riducendo al minimo la durata degli interventi e, soprattutto, i disagi a carico del paziente nel corso della fase postoperatoria. Ciononostante, l’eventualità di sottoporsi a un intervento di questa tipologia desta non poche preoccupazioni, anche in quei pazienti che necessitano di operazioni relativamente semplici e di routine, come quelle di riallineamento della mascella e della mandibola. Esistono effettivamente rischi concreti connessi con la chirurgia maxillo facciale oppure si tratta di paure del tutto infondate? Cerchiamo di rispondere a questa domanda.

Rischi generali e particolari della chirurgia maxillo facciale – Come per qualunque altro intervento medico e chirurgico, è fondamentale rivolgersi a professionisti preparati che operino all’interno di strutture moderne, sicure e attrezzate, per mettersi al riparo da qualunque inconveniente o complicazione legata a mancanze del personale o degli ambienti di lavoro.

Gli interventi di chirurgia maxillo facciale non presentano rischi particolari o problematiche comuni. L’unico elemento di pericolo è rappresentato dalla delicatezza insita in tutte le operazioni a carico dell’osso mandibolare, interessato dalla presenza del canale all’interno del quale è ospitato l’omonimo nervo, responsabile della sensibilità a livello della regione inferiore del viso.

Sebbene rientri tra le eventualità da prendere in considerazione, la rescissione del nervo mandibolare rappresenta un incidente molto raro, perché gli esami radiografici volumetrici eseguiti in preparazione a qualunque intervento consentono di studiare con estrema precisione la posizione del nervo, sia prima che durante l’operazione. In realtà, il rischio di lesioni a carico del nervo mandibolare con la chirurgia maxillo facciale è inferiore persino a quello degli interventi di estrazione dei denti del giudizio, un dato che conferma la sicurezza con cui, in generale, è possibile affidarsi ad un team specializzato in questa branca medica.

Le operazioni maxillo facciali si svolgono spesso in anestesia generale. Ancora una volta, i pericoli per la salute connessi con questo tipo di anestesia non differiscono da quelli esistenti nel caso di altri interventi. Tuttavia, occorre sottolineare che gli attuali protocolli seguiti dai medici anestesisti risultano assolutamente affidabili e, nelle maggior parte dei casi, l’unico disagio a carico dei pazienti è rappresentato dalla lieve sensazione di spossatezza e di stordimento sperimentata al momento del risveglio.

Indicazioni per il recupero post intervento – Se da un lato è vero che la chirurgia maxillo facciale non presenta controindicazioni o rischi particolari per l’incolumità del paziente, dall’altro è innegabile che questo tipo di interventi sottopongono sempre il paziente ad uno stress notevole e richiedono una buona dose di pazienza e di attenzione durante il decorso postoperatorio. Il tratto comune a tutti gli interventi di questo tipo è il forte gonfiore a livello del viso, che tende ad aumentare nei primi giorni dopo l’intervento per poi diminuire gradualmente, fino a sparire del tutto nell’arco di qualche settimana. L’edema, ovvero l’accumulo di liquidi nei tessuti sottoposti all’intervento rappresenta una fisiologica risposta dell’organismo allo stress subito. In alcuni casi, è possibile che si verifichi la comparsa di ematomi e quella di piccoli sanguinamenti che comunque non devono destare preoccupazioni particolari. Grazie alla terapia analgesica, la cui somministrazione in genere comincia già prima del risveglio dall’anestesia, la sintomatologia dolorosa inevitabilmente connessa con questo genere di interventi viene molto ridotta.

Il principale disagio a carico del paziente è rappresentato dalla difficoltà nel deglutire e nel parlare, caratteristica delle prime ore del dopo intervento, e nell’obbligo di seguire una dieta completamente a base di liquidi nel corso della prima settimana. In genere, per i primi due mesi il paziente è tenuto a evitare cibi duri, croccanti o elastici, per non sollecitare troppo l’apparato mascellare rischiando di provocare spostamenti nelle ossa ancora non completamente saldate.

Naturalmente, il paziente deve seguire con scrupolo la terapia farmacologica e le indicazioni fornite dal medico e, in particolare, osservare una perfetta igiene orale, indispensabile per scongiurare il pericolo di infezioni, durante tutto il decorso post operatorio. A queste linee guida generali, si aggiungono altri suggerimenti utili per accelerare i tempi di recupero, contribuendo al riassorbimento dell’edema e alla saldatura delle ossa.

Tra le indicazioni più importanti rientrano:

– concedersi tranquillità e riposo, evitando di fare sforzi e di preoccuparsi per l’aspetto del volto;

– riposare con la testa rialzata (appoggiandola su due o più cuscini) ed evitare di rimanere sdraiati troppo a lungo;

– in accordo con il proprio medico, assumere farmaci o integratori diuretici;

– per l’igiene orale, preferire acqua, acqua ossigenata o un collutorio specifico allo spazzolino;

– evitare frutta e verdura crude, ma anche pasta al dente, pane, pizza o qualunque alimento che richiede una masticazione intensa;

– assumere integratori di proteine in polvere, multivitaminici e supplementi a base di calcio, sempre su consiglio del medico;

– nel corso della giornata, dedicare vari momenti a esercitare la respirazione, la masticazione, l’articolazione delle parole e, in generale, tutti i movimenti della bocca.

Gli interventi di chirurgia maxillo facciale rappresentano ormai operazioni di routine, dall’esito certo e risolutivo. In caso di dubbi sulle modalità di intervento, sulle possibili complicazioni e sugli accorgimenti da adottare durante il decorso postoperatorio, occorre chiedere sempre tutti i chiarimenti del caso al proprio medico e seguirne con scrupolo le indicazioni.

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