Il Virus Respiratorio Sinciziale riguarda tutte le età. Ma nei neonati e negli anziani può causare complicanze respiratorie e ricoveri. Per questo è importante riconoscere i segnali di allarme e informarsi sulle possibilità di immunizzazione
Parte oggi fino al 6 novembre, la settimana dedicata al Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) che richiama l’attenzione su un’infezione respiratoria molto diffusa, trasmessa attraverso secrezioni e contatti ravvicinati.
Spesso provoca sintomi simili a quelli del raffreddore, ma può interessare le basse vie respiratorie, causando bronchiolite o polmonite, soprattutto nei lattanti, negli anziani e nelle persone fragili.
Quasi tutti i bambini incontrano il VRS entro i due anni di vita
A livello mondiale, nel 2019 sono stati stimati circa 33 milioni di episodi di infezione acuta delle basse vie respiratorie associata al VRS nei minori di cinque anni e 3,6 milioni di ricoveri. Stime precedenti alla diffusione delle nuove misure preventive.
In Italia, uno studio basato su banche dati sanitarie relative al periodo 2010–2018 ha rilevato, nei bambini sotto i cinque anni, 175–195 ricoveri associati al VRS ogni 100.000 bambini per anno; nei piccoli sotto un anno il dato saliva a 689–806 ogni 100.000. Sono tassi riferiti alla popolazione studiata e a un periodo precedente alle nuove strategie di immunizzazione.4
Il VRS interessa anche gli adulti
In Europa si stima che ogni anno circa una persona anziana su venti contragga l’infezione. Uno studio riferito ai Paesi dell’Unione europea ha stimato circa 158 mila ricoveri annui associati al VRS negli adulti, il 92% dei quali nella fascia dai 65 anni in su. Si tratta di stime epidemiologiche, non del numero di casi osservati nella stagione in corso.3
Anche per l’Italia il carico negli adulti è rilevante: una stima riportata nella letteratura scientifica indica, ogni anno, circa 290.000 infezioni respiratorie acute da VRS, 26.000 ricoveri e 1.800 decessi ospedalieri tra le persone di almeno 60 anni. Sono stime modellistiche, non conteggi di sorveglianza né dati della stagione 2026–2027.
«Il VRS viene ancora percepito come un problema esclusivamente pediatrico, ma può circolare tra persone di ogni età – dichiara Fabrizio Pregliasco, virologo e Direttore scientifico dell’Osservatorio VirusRespiratori–. La settimana di sensibilizzazione è un’occasione per imparare a riconoscere i sintomi, evitare di esporre neonati e persone fragili quando si hanno disturbi respiratori e chiedere al medico quali strumenti di prevenzione siano indicati. L’informazione corretta aiuta a proteggere tutta la famiglia, senza creare allarmismi».
Negli adulti il VRS può aggravare patologie respiratorie e cardiache preesistenti
La disponibilità di vaccini autorizzati dunque offre una concreta possibilità di protezione per specifiche fasce d’età e condizioni cliniche sottostanti. Che rendono le persone maggiormente a rischio di sviluppare forme gravi della malattia. L’offerta gratuita e l’eventuale rimborsabilità dipendono dalle disposizioni nazionali e regionali. La disponibilità di un vaccino non equivale automaticamente alla sua erogazione a carico del Servizio sanitario nazionale.
«Per chi convive con BPCO, asma o altre malattie respiratorie croniche, un’infezione da VRS può causare bronchiolite e polmonite, con conseguente peggioramento respiratorio, rendendo spesso necessario il ricovero ospedaliero. –osserva Enrica Intini, Responsabile del Gruppo di studio Patologie Infettive Respiratorie e Tubercolosi di AIPO-ITS/ETS –. Disponiamo oggi di vaccini che consentono di valutare una protezione specifica negli adulti di età superiore a 60 anni e negli adulti di età superiore a 18 anni adulti con condizioni di fragilità o patologie croniche che aumentano il rischio di complicanze. Anche laddove non sia ancora prevista l’erogazione a carico del SSN, è utile parlarne con lo pneumologo o il medico curante, verificando benefici, indicazioni, costi e possibilità di accesso nel proprio territorio».
Per i più piccoli, il rischio maggiore si concentra nei primi mesi di vita
Accanto alle misure quotidiane per limitare il contagio, oggi sono disponibili strumenti di immunizzazione specifica. Anticorpi monoclonali per i lattanti e vaccinazione materna durante la gravidanza, secondo indicazioni e programmi applicabili. La scelta e l’accesso vanno discussi con i professionisti sanitari.
«Nei lattanti un’infezione che inizia come un raffreddore può evolvere rapidamente in bronchiolite – spiega Gian Luigi Marseglia, Professore ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Pavia e Presidente SIAIP–. I genitori devono osservare soprattutto come il bambino respira, se riesce ad alimentarsi e se mantiene la consueta vivacità. Oggi possiamo affiancare a questa attenzione nuove possibilità di prevenzione delle forme gravi. Il pediatra è il riferimento per capire quale protezione sia prevista per il proprio bambino».
VRS NEI BAMBINI: I 7 CONSIGLI SIAIP PER I GENITORI
Attenzione a un raffreddore che peggiora. Naso chiuso, tosse e febbre possono essere i primi sintomi. Se la tosse diventa insistente o compare difficoltà respiratoria, consultare il pediatra.
Osservare come respira il bambino. Respiro accelerato, sibili, rientramenti tra le costole o sotto il torace sono segnali di allarme. Una difficoltà respiratoria marcata richiede assistenza immediata.
Controllare alimentazione e idratazione. Difficoltà a poppare, minore assunzione di liquidi e riduzione delle urine richiedono attenzione.
Non sottovalutare i cambiamenti del comportamento. Stanchezza insolita, irritabilità e sonnolenza possono segnalare un peggioramento. Se il bambino è poco reattivo o difficile da svegliare, serve una valutazione urgente.
Prestare maggiore attenzione ai più vulnerabili. Neonati, prematuri e bambini con patologie cardiache, respiratorie o immunitarie sono più esposti alle complicanze; forme gravi possono verificarsi anche in bambini sani.
Ridurre il rischio di contagio. Lavare le mani, arieggiare gli ambienti, evitare contatti ravvicinati con persone raffreddate e proteggere i bambini dal fumo.
Conoscere le possibilità di prevenzione specifica. Chiedere al pediatra informazioni sugli anticorpi monoclonali per i più piccoli e sulla vaccinazione materna, comprese indicazioni e modalità di accesso.
Info: www.virusrespiratori.it
