Gillette Venus con Fondazione AIRC finanzia il progetto Investigator Grant di AIRC, portando avanti il messaggio della campagna “Cura il visibile, proteggiti dall’invisibile” per la ricerca sui tumori legato al papilloma virus HPV
La vera cura va oltre ciò che si vede. Per questo Gillette Venus, riconoscendo l’ importanza della salute intima femminile, ha elevato il concetto di benessere: non più solo estetica, ma una protezione che parte da dentro. E conferma il proprio impegno al fianco di Fondazione AIRC per la ricerca sui tumori legati al Papillomavirus (HPV).
Con l’obiettivo di co-finanziare per il secondo anno consecutivo il progetto Investigator Grant di AIRC, portando avanti il forte messaggio della campagna di sensibilizzazione “Cura il visibile, proteggiti dall’invisibile”, il brand sostiene la Fondazione con una nuova donazione di 50.000 euro.
Un sostegno, quello del brand, che si traduce in un aiuto concreto al lavoro dei ricercatori, come testimonia la Professoressa Alessandra Soriani, dell’Università La Sapienza di Roma, alla guida del progetto sostenuto da Venus: “La ricerca richiede tempo e risorse per trasformare risultati iniziali in evidenze solide. Per noi ricercatori è fondamentale poter contare su programmi di lungo periodo. Il rinnovato sostegno di Gillette Venus è molto importante e ci consente di portare avanti il nostro lavoro senza interruzioni.
Nel corso dell’ultimo anno abbiamo compiuto importanti progressi nel definire il ruolo della proteina ADAR1 nel cancro della cervice uterina. Stiamo approfondendo come questa proteina favorisca la progressione del tumore inibendo la risposta immunitaria. L’obiettivo è confermare se ADAR1 possa diventare un nuovo e potente bersaglio per immunoterapie capaci di contrastare efficacemente la malattia. Aprendo la strada a cure sempre più mirate.”
I numeri dell’HPV
Nel nostro Paese il tumore della cervice uterina ha colpito nel 2025 oltre 2.400 donne. Il 95% circa di questi tumori è originato da un’infezione di Papillomavirus umano (HPV), molto frequente soprattutto in giovane età. Fortunatamente l’infezione si risolve nella maggior parte dei casi spontaneamente e senza conseguenze. Tuttavia, quando persiste nel tempo, può provocare lesioni a livello del collo dell’utero che, se non trattate, possono trasformarsi in un tumore. L’HPV è un fattore di rischio anche per altri tipi di tumore non solo femminili (es. ano, vagina, tratto oro-faringeo).
Gli strumenti di prevenzione
Il contrasto al tumore della cervice uterina si basa su tre pilastri fondamentali: la vaccinazione contro l’HPV, i programmi di screening per la diagnosi precoce e alcune abitudini quotidiane salutari.
1.La vaccinazione contro l’HPV
I vaccini contro l’HPV sono lo strumento più efficace. Oggi in Italia è attivo un programma vaccinale gratuito, raccomandato a ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 12 anni (dal 2008 al 2017 la vaccinazione era offerta soltanto alle femmine, poi è stata estesa anche ai maschi). Il vaccino protegge dai ceppi del virus più pericolosi dal punto di vista del rischio oncologico ed è fondamentale somministrarlo prima dell’inizio dell’attività sessuale, sebbene in alcune Regioni sia offerto gratuitamente anche ad altre fasce d’età.
- I programmi di screening per la diagnosi precoce
I programmi di screening per la diagnosi precoce permettono di individuare lesioni pretumorali prima che diano origine a un cancro della cervice. Oggi esistono due test principali offerti gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale:
- Il Pap test: esame che permette di individuare alterazioni nelle cellule del collo dell’utero, prelevate in maniera indolore con un’apposita spatola dal ginecologo. Va effettuato ogni 3 anni dall’inizio dell’attività sessuale, e comunque non oltre i 25 anni, fino ai 29 anni.
- L’HPV-DNA test: esame più recente con cui, in un prelievo di cellule del collo dell’utero come quello per il Pap test, è possibile rilevare la presenza di DNA di ceppi virali ad alto rischio. L’esame va effettuato ogni 5 anni. Oggi il Piano Nazionale Prevenzione ha dato indicazione alle Regioni di introdurre progressivamente l’HPV test in sostituzione del Pap test come esame di primo livello. Nelle realtà in cui si utilizza ancora il Pap test, l’HPV test viene impiegato come esame di approfondimento.
Infine, oltre ad aderire ai programmi di screening, è importante programmare una visita annuale di controllo dal ginecologo, che in base alla storia familiare programmerà un calendario degli esami di controllo.
- Le buone abitudini quotidiane
Anche l’adozione di abitudini e comportamenti salutari consente di ridurre il rischio di ammalarsi. In particolare, per ridurre il rischio di contrarre l’infezione da HPV è consigliato l’uso del preservativo. Più in generale, per limitare le probabilità di sviluppare altri tipi di cancro è opportuno non fumare e non bere alcolici. Mantenere un peso nella norma, scegliere un’alimentazione varia, equilibrata e ricca di vegetali e limitare le esposizioni a sostanze inquinanti e ad agenti infettivi.
Il lavoro dei ricercatori AIRC
Grazie al contributo di milioni di sostenitori, i ricercatori AIRC lavorano quotidianamente per migliorare la prevenzione, la diagnosi e le cure di molti tipi di cancro, tra cui quello della cervice uterina. I loro obiettivi principali sono:
- Identificare nuovi marcatori molecolari per la diagnosi precoce;
- Sperimentare farmaci mirati e immunoterapie contro le forme tumorali più aggressive;
- Trovare terapie in grado di preservare la fertilità delle donne dai possibili danni delle cure oncologiche.

