Le alte temperature possono complicare la gestione del diabete e alterare il funzionamento dei dispositivi per il monitoraggio continuo del glucosio (CGM)
I consigli degli esperti della Società Italiana di Diabetologia su cosa sapere per evitare che il caldo estivo diventi un rischio per il controllo del diabete
Il grande caldo infatti, oltre a rendere difficile la gestione del diabete, può mettere sotto stress anche i sistemi di monitoraggio continuo del glucosio (CGM).
Gli effetti del caldo sulle persone con diabete
Le temperature elevate hanno un impatto diretto anche sull’organismo. “La sudorazione abbondante – spiega la professoressa Raffaella Buzzetti, Presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID) – favorisce la disidratazione, che a sua volta può ‘concentrare’ il sangue, elevare la glicemia e interferire con il corretto assorbimento dell’insulina. Il caldo infatti determina anche una vasodilatazione cutanea che accelera l’assorbimento dell’insulina iniettata. Aumentando il rischio di ipoglicemie improvvise, soprattutto se ci si muove o si fa sport nelle ore più calde. Durante le ondate di calore il rischio di oscillazioni rapide e di episodi ipoglicemici aumenta in modo significativo, in particolare nei bambini e nei giovani con diabete di tipo 1. Anche l’esposizione prolungata al sole, se causa scottature, costituisce uno stress per l’organismo, che porta ad un aumento della glicemia. Per questo è opportuno restare all’ombra nelle ore più calde e proteggere la pelle con creme solari ad ampio spettro”.
Perché il caldo può modificare la lettura della glicemia con i sensori
I sensori per il monitoraggio continuo della glicemia, che hanno cambiato la vita alle persone con diabete, misurano il glucosio attraverso una reazione enzimatica calibrata sulla temperatura corporea, intorno ai 37°C. “Un’esposizione prolungata a temperature ambientali molto elevate – spiega la professoressa Buzzetti – può alterare questa chimica e generare letture errate o instabili. Anche la sudorazione eccessiva e l’umidità possono indebolire l’adesivo che fissa il sensore alla pelle. Un sensore che si stacca parzialmente o si sposta altera il microambiente sottocutaneo in cui avviene la misurazione, con conseguenti letture poco attendibili. Il calore prolungato può inoltre incidere sulla durata della batteria del trasmettitore e sulla trasmissione del segnale allo smartphone. Per questo, di fronte ad una lettura di glicemia ‘sospetta’ è bene fare un controllo con un glucometro tradizionale (la ‘punturina’ al dito), prima di adottare misure correttive che potrebbero rivelarsi sbagliate”.
Attenzione anche a insulina, strisce e altri presidi
Il calore eccessivo può accelerare la degradazione dell’insulina, riducendone l’efficacia. “I flaconi non ancora aperti vanno conservati in frigorifero tra 2°C e 8°C – ricorda la Presidente SID – mentre quelli in uso possono restare a temperatura ambiente, ma in genere fino a circa 25-30°C (bisogna seguire le indicazioni del produttore). Anche le strisce reattive e i glucometri possono perdere precisione se esposti a temperature troppo elevate. È quindi importante non lasciare mai insulina, sensori di scorta o strisce in macchina, alla luce diretta del sole o in ambienti privi di climatizzazione. In estate è meglio utilizzare borse termiche per il trasporto”.
Consigli pratici degli esperti della Società Italiana di Diabetologia SID
- Bere a sufficienza: aumentare l’assunzione di liquidi durante la giornata, prediligendo l’acqua, per prevenire la disidratazione
- Custodire correttamente farmaci e presidi: non lasciare mai insulina, sensori di scorta o strisce reattive in auto o sotto il sole. Utilizzare contenitori termici durante i viaggi e le uscite all’aperto
- Proteggere il sensore: indossare abiti leggeri e traspiranti sopra il dispositivo ed evitare l’esposizione diretta e prolungata al sole. Applicare il sensore su pelle pulita e asciutta, ricorrendo se necessario a cerotti adesivi aggiuntivi nelle giornate più umide
- Controllare più spesso la glicemia: caldo, attività fisica ed esposizione solare possono far variare rapidamente i valori; in caso di letture improvvise e poco coerenti con i sintomi percepiti. È sempre opportuno verificare con un controllo tradizionale (glucometro)
- Evitare di fare sport nelle ore più calde: la vasodilatazione da caldo e attività fisica accelera l’assorbimento di insulina e può dare ipoglicemia. Aumenta il rischio disidratazione e il rischio ‘colpo di calore’, soprattutto nel diabete di lunga durata per una termoregolazione meno efficiente. Le letture del CGM possono risultare meno affidabili
- Proteggersi dal sole: cappelli, occhiali e creme solari riducono il rischio di scottature, che possono far innalzare la glicemia
- Consigliarsi con il proprio team diabetologico: in caso di variazioni frequenti dei valori glicemici durante l’estate, può essere utile valutare insieme allo specialista eventuali aggiustamenti della terapia
- Far attenzione ai piedi: evitare di camminare scalzi (ma attenzione anche a sandali e infradito) e prestare attenzione anche alle piccole lesioni cutanee, che nelle persone con diabete possono complicarsi più facilmente
