Nuova terapia per la dermatite atopica e la prurigo nodularis

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale di nemolizumab, per il trattamento della dermatite atopica e la prurigo nodularis

 

La dermatite atopica e la prurigo nodularis sono patologie cutanee causate da una disregolazione neuroimmunitaria. Prurito, infiammazione e disregolazione della barriera cutanea sono le manifestazioni tipiche della dermatite atopica. Mentre prurito, infiammazione, alterazione della differenziazione epidermica e fibrosi (ispessimento o cicatrizzazione del tessuto cutaneo che causa protuberanze solide/nodulari) sono caratteristiche della  prurigo nodularis.

Il prurito è spesso uno dei sintomi più problematici

L’87% dei pazienti affetti da dermatite atopica dichiara di desiderare di liberarsi dal prurito, mentre il 75% dei pazienti affetti da prurigo nodularis riferisce che il prurito persistente influisce negativamente sulla propria qualità di vita.

Oltre al prurito cronico, i pazienti possono sviluppare disturbi di salute mentale e subire un carico psicosociale a causa della comparsa di noduli cutanei, che possono trovarsi in aree visibili del corpo e influire in modo significativo sulla fiducia in sé stessi e sulle interazioni sociali.

I noduli, in seguito al continuo grattamento, possono anche sanguinare, aumentando il rischio di infezioni ricorrenti che causano un ulteriore carico per il paziente e per il sistema sanitario.

I nuovi farmaci biologici in aiuto dei pazienti

«Lo sviluppo di numerosi farmaci biologici ha  cambiato lo scenario terapeutico. Questi farmaci infatti vanno a colpire in modo mirato i bersagli molecolari responsabili dell’infiammazione e ciò ha reso possibile per tutti i pazienti la speranza di un miglioramento della qualità di vita – ha sottolineato Mario Coccioli, Presidente ANDeA – Associazione Nazionale Dermatite Atopica – Si tratta di progressi significativi per i numerosi pazienti, che impattano soprattutto sui giovani e su coloro che combattono con le forme più severe e ormai cronicizzate della patologia. Dunque, ANDeA non può che dirsi soddisfatta per le numerose e innovative opportunità di cura oggi disponibili per i pazienti che, auspichiamo, potranno contare su un sempre maggior numero di alternative terapeutiche efficaci e sicure, garantendo un elevato standard di cura».

La novità: nemolizumab

Dato il significativo peso che queste gravi malattie comportano per i pazienti, le loro famiglie e i caregiver, il lancio di nemolizumab contribuisce a rispondere alla necessità di nuove opzioni terapeutiche in Italia in grado di alleviare i segni e i sintomi della dermatite atopica.

«Nemolizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che agisce bloccando il recettore dell’interleuchina-31, che svolge un ruolo centrale nella patogenesi della dermatite atopica, in particolare nella genesi e nel mantenimento del prurito. Ma contribuisce anche all’infiammazione cutanea – ha spiegato Giuseppe Micali, Professore Ordinario, Direttore U.O.C. Clinica Dermatologica, Università di Catania, Direttore Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia, Università di Catania – Intervenendo direttamente sul dialogo tra sistema immunitario e sistema nervoso, il farmaco interrompe il circolo vizioso prurito-grattamento. Le evidenze degli studi registrativi rendono nemolizumab una nuova e importante opzione terapeutica per i pazienti con dermatite atopica moderata-severa. Soprattutto per coloro nei quali il prurito rappresenta il principale fattore di compromissione della qualità di vita».

Facile da usare, ben tollerato ed efficace

Nemolizumab è disponibile per uso sottocutaneo per il trattamento della dermatite atopica da moderata a grave in pazienti di età pari o superiore a 12 anni candidati alla terapia sistemica, e per uso sottocutaneo per il trattamento di adulti con prurigo nodularis da moderata a grave, candidati alla terapia sistemica.

Commenta Angelo Valerio Marzano, Professore Ordinario e Direttore SC Dermatologia Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano, Direttore Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia, Università degli Studi di Milano: «Nemolizumab agisce in modo mirato (target therapy) sul bersaglio molecolare che rappresenta la via principale responsabile della malattia. Oltre al miglioramento del prurito nel 90% dei pazienti, si è osservata una regressione completa dei noduli in oltre il 75% dei pazienti, con un lungo periodo libero da malattia, una persistenza dei risultati e mantenimento della risposta, che addirittura migliorano fino alle 100 settimane».

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