“Salute, Pinocchio. Il corpo in equilibrio”, manuale per prevenire l’obesità infantile

Il volume a fumetti in collaborazione con Trenitalia. sarà distribuito gratuitamente sui treni Intercity. Obiettivo: combattere l’obesità infantile, lo stigma e il bullismo legato al peso

 

L’obesità in età infantile è oggi una delle sfide più complesse per la sanità pubblica. Secondo l’ultimo report ISTAT “Fattori di rischio per la salute”, in Italia nel biennio 2024-2025 poco più di un bambino o ragazzo su quattro (26,0%) nella fascia 3-17 anni è risultato in eccesso di peso, per un totale di circa 2 milioni di minori.

E’ una delle prevalenze più alte d’Europa, Se non affrontata in tempo l’obesità condiziona la salute dei più piccoli con conseguenze che si estendono lungo tutto l’arco della vita.

Per avvicinare i più giovani e le loro famiglie ai temi della prevenzione e degli stili di vita sani, il network PreSa (Prevenzione e Salute) e Giunti Editore hanno realizzato, in collaborazione con Trenitalia (Gruppo FS), “Salute, Pinocchio! Il corpo in equilibrio”, manuale a fumetti di educazione sanitaria che sarà distribuito gratuitamente in 10.000 copie a bordo dei treni Intercity e nei principali FRECCIALounge d’Italia.

Alimentazione, benessere e salute in modo divertente

Il volume racconta in modo accessibile, divertente ed efficace il rapporto tra corpo, movimento, alimentazione, emozioni e benessere, affrontando con delicatezza anche temi come l’obesità infantile, lo stigma e il bullismo legato al peso.

Il progetto è patrocinato dalla Fondazione Medicina Sociale e Innovazione Tecnologica (MESIT), dalla Federazione Italiana Associazioni Obesità (FIAO) e dalle associazioni di pazienti La Mattina Dopo e Amici Oltre il Peso, ed è realizzato con il supporto non condizionante di Novo Nordisk.

Parlare di salute di bambini e adolescenti vuol dire parlare del futuro del Paese – ha detto il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio -. I dati sull’eccesso di peso in età evolutiva sono un segnale che non possiamo ignorare: l’Italia ha il tasso più alto in Europa e questo ci impone di agire con strumenti nuovi, capaci di raggiungere le famiglie nel quotidiano, attraverso canali inediti e capillari, anche per recuperare e rafforzare il ricorso ad alimenti e stili di vita salutari, propri della dieta mediterranea. Progetti come questo sono la prova che attori diversi, ciascuno con il proprio ruolo, possono convergere su un obiettivo comune con un impatto tangibile”.

E per il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, “la salute delle nuove generazioni non si tutela solo nei contesti sanitari tradizionali: è una responsabilità condivisa, che chiama in causa le famiglie, la cultura, le istituzioni. Un ragazzo su quattro in Italia è in eccesso di peso. Oltre all’impegno già assunto con il finanziamento dei programmi di screening per l’obesità in adolescenza, ora la prevenzione deve entrare nella vita quotidiana con un linguaggio accessibile e privo di giudizio. Riuscire a raggiungere i ragazzi con strumenti coinvolgenti e innovativi significa prendere sul serio quella responsabilità. Come istituzioni dobbiamo fare in modo che non resti un’eccezione»

L’obesità è riconosciuta come malattia

Roberto Pella, firmatario della prima legge al mondo sull’obesità, ha ricordato: “Con la Legge 149/2025 abbiamo riconosciuto l’obesità come malattia, cronica e grave.  La sfida culturale, altrettanto importante, accompagna il cambiamento normativo che ha posto l’Italia come primo Paese al mondo ad adottare questa legge: costruire una cultura della prevenzione richiede impegno, risorse e visione di lungo periodo. Investire in prevenzione oggi è la scelta più lungimirante che possiamo adottare. Per la salute delle nuove generazioni e per la sostenibilità del nostro Servizio Sanitario Nazionale”.

L’obesità infantile infatti è oggi una delle emergenze sanitarie mondiali più sottovalutate. E come ha sottolineato Marco Trabucco Aurilio, Presidente della Fondazione Mesit « I dati sugli stili di vita ci raccontano un quadro preoccupante: in Italia 1 bambino su 5 non svolge attività fisica regolarmente, quasi 2 su 5 non fanno una colazione adeguata e quasi la metà trascorre più di due ore al giorno davanti a uno schermo. Sono abitudini che si costruiscono nell’infanzia e che, se trascurate, tendono a consolidarsi, provocando serie conseguenze sulla salute a breve e lungo termine. Pinocchio è un’icona della cultura italiana che parla ai più giovani e soprattutto alle loro famiglie, perché la cultura della prevenzione si trasmette nei gesti quotidiani, nelle scelte condivise e nelle relazioni che ci circondano fin da piccoli”.

La prof.ssa Malgorzata Wasniewska, Presidente SIEDP (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica) osserva: “Come endocrinologi e diabetologi pediatrici vediamo ogni giorno le conseguenze di una diagnosi tardiva dell’obesità infantile. Bambini che arrivano con un quadro clinico già complesso, con alterazioni metaboliche che si sarebbero potute prevenire intervenendo prima. Dietro questi ritardi c’è spesso la paura del giudizio e una cultura della prevenzione ancora insufficiente. L’obesità infantile va riconosciuta precocemente e affrontata con strumenti adeguati prima che il problema si aggravi ulteriormente”.

L’obesità compromette l’aspettativa di vita

I dati dimostrano che, a causa dell’obesità, l’aspettativa di vita delle giovani generazioni è ridotta rispetto a quella degli adulti di oggi. Oggi, in Italia, circa 2 milioni di bambini e adolescenti tra i 3 e i 17 anni vivono una condizione di eccesso di peso. Le evidenze scientifiche ci indicano che è possibile e necessario passare all’azione attraverso interventi di prevenzione precoci, integrati e basati sull’educazione alla salute.

Iris Zani, Presidente FIAO (Federazione Italiana Associazioni Obesità), ha sottolineato: “Come associazioni di pazienti consideriamo prioritario sostenere iniziative che promuovono una cultura più consapevole e non stigmatizzante dell’obesità, soprattutto quando si rivolgono alle nuove generazioni. È in questa fase che si costruiscono conoscenza e consapevolezza, e da qui può realmente partire un cambiamento concreto e duraturo”.

Eligio Linoci, Vicepresidente FIAO (Federazione Italiana Associazioni Obesità) conclude: Promuovere iniziative di sensibilizzazione rivolte ai più giovani significa agire nel momento in cui si formano le abitudini di vita. Per bambini e adolescenti è fondamentale acquisire consapevolezza, per costruire basi solide per un futuro in salute e ridurre il rischio che la patologia evolva, prima che sia troppo tardi”.

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