A SIME 2006 i trends per gli uomini. Tra il 2018 e il 2024, gli interventi di chirurgia estetica al maschile sono cresciuti del 95% e i trattamenti non invasivi del 116%).
Il segmento maschile della medicina estetica è in ulteriore crescita. Secondo il report 2025 dell’American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery, il 92% dei chirurghi plastici dichiara di avere pazienti uomini, che oggi rappresentano circa il 16% del totale dei loro pazienti.
Medicina estetica, dunque, ampiamente sdoganata nel segmento ‘azzurro’. Ma, al contrario di quanto si potrebbe pensare, servono trattamenti dedicati e mano leggera. Le terapie a ‘taglia unica’, valide sia per l’universo maschile che per quello femminile, sono decisamente un ‘no-no’. La medicina di genere insomma ha un suo chiaro ruolo anche nelle terapie estetiche. “È intuitivo che gli uomini non possano essere trattati alla stessa stregua delle donne”, afferma il professor Emanuele Bartoletti.
Brotox — Il botox al maschile
La tossina botulinica è il trattamento più eseguito, rappresentando quasi la metà degli interventi estetici maschili, seguita dai filler dermici, scelti da oltre un terzo dei pazienti. E in questo caso si parla di ‘Brotox’, termine nato dalla fusione di bro e botox. Nell’uomo il protocollo viene personalizzato per evitare l’effetto ‘bloccato’, puntando su rughe della fronte e della glabella (le cosiddette rughe del pensatore) con dosaggi più contenuti per preservare un’espressività autentica. E soprattutto per l’uomo servono dosaggi delicati e tecniche mirate per mantenere la mimica facciale, evitando l’effetto maschera.
“L’uomo è più espressivo della donna e deve mantenere questa maggior espressività, senza arrivare a quegli aspetti ‘freezati’ che sono molto antiestetici anche nelle donne- spiega il presidente SIME Emanuele Bartoletti– . Non bisogna esagerare neppure con il sollevamento del sopracciglio. I maschi hanno in genere sopracciglia piatte o poco arcuate. Non ha dunque senso far salire troppo la coda del sopracciglio. L’uomo presenta inoltre spesso una stempiatura, per cui non dobbiamo dimenticare la parte alta del muscolo frontale (la parte che nelle donne non si vede di solito, perché è coperta dai capelli).
Il muscolo frontale, infatti, è a forma di doppia V; le due strisce laterali nell’uomo vanno trattate fino alla parte alta. Se ci limitiamo a trattare solo la parte basse della fronte, nel momento in cui la andrà a sollevare, si contrarranno solo questi due triangoli laterali, provocando la formazione nella parte alta di una specie di due piccoli rigonfiamenti decisamente non belli.</em>
Senza contare che questo inestetismo diventa un segno molto riconoscibile di trattamento. Il trattamento infine non deve essere riconosciuto, non si deve vedere. I risultati ci devono essere, ma il ‘trucco’ non si deve vedere. Bisogna evitare di lasciare sul viso dei pazienti segni e indizi che possano ricondurre ad una terapia di medicina estetica”.
Quiet Beauty — Filler ‘invisibili’
Le differenze di genere continuano a livello del derma, nell’uomo decisamente più spesso a livello del volto (perché ha i follicoli piliferi). “Questo fa sì che l’uomo risponda meglio ad alcune terapie – spiega il professor Bartoletti – Tutto quello che comporta la stimolazione dei fibroblasti e la produzione di collagene ha più successo. E dunque radiofrequenze, laser, infiltrazioni con bio-ristrutturanti quali acido polilattico o idrossiapatite di calcio nell’uomo danno risultati migliori, o quanto meno con necessità di minor numero di sedute. L’approccio al filler sta cambiando radicalmente. I protagonisti sono i bio-stimolatori e i filler ‘ibridi’. Non si usa più solo acido ialuronico per dare volume, ma molecole che attivano i fibroblasti e stimolano la produzione naturale di collagene ed elastina. Non gonfiano, rigenerano.
“L’impiego dei filler – spiega il professor Bartoletti – va fatto con misura e prudenza anche per evitare la femminilizzazione del volto maschile. Ci sono canoni estetici ben precisi che devono essere rispettati, affinché si possa sottolineare la mascolinità di un uomo anziché rischiare di femminilizzarlo. Facendo delle infiltrazioni ‘standard’, uguali a quelle riservate alle donne”.
Pre-juvenation — Prevenire prima che appaia
Sempre all’insegna del ‘il trucco c’è ma non si vede’, anche gli uomini hanno scoperto la pre-juvenation. “Il concetto di pre-juvenation – afferma il professor Bartoletti – spinge pazienti appartenenti a fasce d’età più giovani a intervenire precocemente con trattamenti leggeri per prevenire i segni del tempo. Puntando su risultati ‘invisibili’ che donano però un aspetto riposato e luminoso. Come dopo una bella vacanza su una spiaggia esotica. Ma anche per gli uomini le terapie devono essere eseguite solo ed esclusivamente se c’è una indicazione clinica e quindi dopo una diagnosi precisa”.
I pazienti ideali per il medico estetico
“Le donne – conclude il professor Bartoletti – arrivano già ‘preparate’ e informate. Ci chiedono trattamenti on demand che molto spesso un bravo medico estetico si trova a dover smontare per ripartire da capo con una proposta sensata. Per l’uomo è diverso. In genere ha più voglia di capire e sta molto a sentire il medico. Si fida di più e lo segue. Inoltre sono precisi e fedeli alle prescrizioni e agli appuntamenti. Da questo punto di vista è più facile gestire un uomo che una donna”.
