SIME segue il leit motive della nuova medicina estetica con il suo ‘no’ deciso agli eccessi e ai volumi artificiali
Tra medicina rigenerativa, intelligenza artificiale e trattamenti sempre più ‘invisibili’ (i cosiddetti ‘tweakments’), questo settore è attraversato da una rivoluzione, che riscrive completamente le regole della bellezza.
La SIME segue la tendenza, confermata dalle stime. Il mercato globale della medicina estetica infatti, è destinato a crescere con un tasso annuo composto del 9,8% nel decennio dal 2024 al 2034 (fonte: Precedence Research), trainato da fasce demografiche più giovani che investono precocemente nella salute della pelle e da una crescente richiesta di procedure non invasive.
Anche nella medicina estetica less is more
Il leitmotiv e il nuovo standard di lusso nell’estetica è quello del ‘less is more’ (meno è meglio), preceduto da un approccio diagnostico sostenuto da una valida base scientifica e con risultati naturali. È di questo che si parla con grande attenzione al il 42° Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica 2026 (Roma, 15-17 maggio), l’appuntamento dove innovazione, ricerca e nuove tendenze si incontrano per disegnare il futuro della bellezza. Ecco i temi più caldi e di tendenza.
Medicina Rigenerativa
Il cambiamento più significativo nel 2026 è l’allontanamento dall’uso dei filler a base di acido ialuronico esclusivamente per dare volume, spostandosi verso la medicina rigenerativa.
La richiesta vira verso trattamenti che stimolino la pelle a ‘lavorare’ meglio, anziché limitarsi a riempire un vuoto. I protagonisti principali includono i polinucleotidi (bio-stimolatori iniettabili che attivano la produzione di collagene ed elastina), gli esosomi (terapie di segnalazione cellulare che favoriscono la riparazione dei tessuti), l’acido polilattico (iniettabile che stimola la produzione di collagene) e le terapie autologhe come il Plasma arricchito in Piastrine e le cellule staminali del tessuto adiposo.
Risultati ‘Invisibili’ & Micro-Trattamenti
Il trend dell’Instagram Face è in calo; il nuovo must sono invece i ‘tweakments’ (micro-trattamenti). “L’obiettivo ora è l’invisibilità del trattamento (ma non certo dei risultati): i pazienti cercano micro-trattamenti o piccole dosi di tossina e skin booster che mantengano la mobilità del viso, concentrandosi sulla qualità della pelle, texture, elasticità e luminosità, piuttosto che modificare la struttura facciale – spiega il professor Emanuele Bartoletti , presidente SIME– Ricordo che il risultato in medicina estetica non deve essere riconosciuto. Deve solo correggere i difetti senza cambiare la unicità della struttura del volto”.
Farmaci GLP-1 & Conseguenze Estetiche
Diversi studi scientifici affrontano le conseguenze dei trattamenti antiobesità attraverso i farmaci basati sul GLP-1. Un recente studio della Vanderbilt University, pubblicato su ‘Otolaryngology – Head and Neck Surgery’ suggerisce una perdita di circa il 7% del volume del terzo centrale del viso ogni 10 kg di peso persi, valutata mediante TAC e RMN e confrontando le misurazioni del volume facciale prima e dopo l’inizio della terapia.
Per quanto realizzato su un piccolo campione di pazienti (20 persone in trattamento con GLP-1 RA) lo studio ha dimostrato che il 61% dei trattati ha presentato una perdita di volume della parte centrale del viso, il 50% lassità cutanea e il 35% comparsa di rughe facciali. Vista l’enorme popolarità di questi trattamenti e la loro efficacia nella perdita di peso, questo genera un’intera nuova categoria di pazienti che necessiteranno di trattamenti rigenerativi e di ripristino del volume del viso.
Trattamenti Guidati dall’Intelligenza Artificiale
Strumenti diagnostici basati su IA sono sempre più utilizzati nelle consulenze di medicina estetica: scanner che misurano danni solari, vascolarizzazione e densità del collagene sotto la superficie cutanea, permettendo ai professionisti di creare piani di trattamento sempre più personalizzati e costruiti sulla biologia di ogni singolo paziente.
Evoluzione delle Neurotossine
Anche il mercato delle neurotossine sta evolvendo e segmentando sempre più in base alla durata, con opzioni che vanno da 2–3 settimane fino a 6 mesi. “Questo permette di disegnare nuove strategie per trattamenti personalizzati – sottolinea il presidente dela SIME – Tra le novità, le neurotossine a durata ultra-breve (come il TrenibotulinumtoxinE), ideali per pazienti alla prima esperienza e per un trattamento delicato”.
Combinazione di Trattamenti (Treatment Stacking)
“Oggi la medicina estetica è sempre più orientata verso una combinazione di terapie – spiega Bartoletti – In gergo si parla di Treatment Stacking, ovvero di trattamenti ‘impilati’ uno sull’altro, come preziosi anelli su un unico dito. Diverse terapie vengono stratificate per agire simultaneamente su più livelli del tessuto. Ad esempio, il micro-needling a radiofrequenza per la texture superficiale, combinato con bio-stimolatori o ultrasuoni focalizzati per ottenere un miglioramento strutturale ritardando l’indicazione alla chirurgia o cercando di mantenere più a lungo possibile un risultato chirurgico”.
Influenza della K-Beauty
L’estetica coreana sta ridefinendo gli standard di cura della pelle con trattamenti (anche in questo caso) stratificati, per dare risultati luminosi e ‘glass-skin’. Una filosofia beauty basata su prevenzione e mantenimento, piuttosto che su procedure aggressive isolate.
Al SIME l’Estetica Maschile (‘Brotox’)
I pazienti uomini rappresentano un pubblico in crescita negli studi di medicina estetica, negli Usa, come in Italia. Uno dei trattamenti più di tendenza in questo campo è il ‘Brotox’, termine nato dalla fusione di bro e botox. Nell’uomo il protocollo viene personalizzato per evitare l’effetto ‘bloccato’. Puntando su rughe della fronte e della glabella (le cosiddette rughe del pensatore) con dosaggi più contenuti per preservare un’espressività autentica.
Trattamenti Guidati dall’Intelligenza Artificiale
“Strumenti diagnostici basati sull’IA sono sempre più utilizzati nelle consulenze di medicina estetica: scanner che misurano danni solari, vascolarizzazione e densità del collagene sotto la superficie cutanea, permettendo ai professionisti di perfezionare la diagnosi e di creare piani di trattamento sempre più personalizzati e costruiti sulla biologia di ogni singolo paziente”, conclude Bartoletti.
