Con l’arrivo della primavera e l’aumento della concentrazione di pollini, ma non solo, cresce anche l’impatto delle allergie stagionali sulla popolazione italiana.
La primavera e le allergie vanno di pari passo. E lo sanno bene coloro che ne soffrono. Secondo i dati di iDoctors, portale per la prenotazione online di visite specialistiche ed esami diagnostici, c’è una crescita del +60% dal 2023 ad oggi, soprattutto nel periodo primaverile.
Le donne superano gli uomini nelle prenotazioni (65% contro 35%) e la fascia tra i 30 e i 40 anni (il 23%) è quella che più si rivolge agli specialisti quando inizia il periodo delle allergie.
Le stagioni dei pollini sono sempre più lunghe
Se da un lato l’incremento delle allergie riflette una maggiore consapevolezza dei pazienti, e quindi un maggior ricorso a visite nel caso si soffra di allergie, è altrettanto evidente come fattori ambientali uniti all’allungamento delle stagioni polliniche stiano portando sempre più l’intensificazione dei sintomi allergici.
“Le allergie primaverili sono senza dubbio in aumento con stagioni polliniche più lunghe e intense. Negli ultimi decenni si registra, infatti, una maggiore produzione di polline e una maggiore esposizione agli allergeni. Un contributo importante in questo caso è dato dal cambiamento climatico che, con temperature più alte e più CO₂, anticipa la fioritura e aumenta la quantità di polline accrescendo il rischio di sensibilizzazione e la gravità dei sintomi. Inoltre, l’inquinamento atmosferico, soprattutto urbano, rende i pollini più allergenici e favorisce reazioni infiammatorie più intense.” – commenta l’allergologo Dottor Giuseppe Pingitore.
Allergie: donne e giovani adulti
L’analisi dei dati testimonia come siano soprattutto le donne a rivolgersi allo specialista quando inizia il periodo più critico per i soggetti allergici. Rappresentano il 65% delle prenotazioni, contro il 35% degli uomini.
Anche dal punto di vista anagrafico emerge un dato interessante. La fascia più significativa è quella tra i 30 e i 40 anni, che copre il 23% delle prenotazioni. Seguono i 40-50 anni (19,5%) e i 20-30 anni (17,6%).
Un segnale che suggerisce come le allergie stagionali colpiscano in modo trasversale, ma con un impatto crescente tra i giovani adulti.
I consigli utili dell’allergologo
“Per chi soffre di allergie primaverili, il primo passo è ridurre l’esposizione ai pollini, controllando i livelli nell’aria, evitando le ore più critiche e mantenendo gli ambienti domestici protetti. Al rientro è utile cambiarsi e lavarsi, mentre filtri e aria condizionata possono migliorare la qualità dell’aria. Sul piano terapeutico, nei casi lievi si utilizzano antistaminici, mentre per sintomi più intensi o persistenti si ricorre a spray nasali cortisonici, da iniziare preferibilmente prima del picco stagionale. Anche i lavaggi nasali con soluzione salina rappresentano un supporto semplice ed efficace. Nei pazienti con sintomi persistenti si può infine valutare l’immunoterapia, un trattamento che riduce nel tempo la sensibilità agli allergeni, sempre nell’ambito di un approccio personalizzato.” – consiglia il Dottor Giuseppe Pingitore.
