Sole e falsi miti: quasi metà degli italiani ignora i rischi del sole

Lo rivelano i dati dell’Osservatorio Heliocare 2026 su abitudini e percezioni sull’esposizione solare e fotoprotezione. Riparte la campagna “Cerca il tuo neo” per la prevenzione dermatologica

 

Quasi un italiano su due continua ad associare l’abbronzatura alla bellezza o alla salute, nonostante i rischi legati all’esposizione solare. Un dato rilevante e preoccupante, se si considera che l’eccessiva esposizione ai raggi UV è tra i principali fattori di rischio per lo sviluppo dei tumori cutanei e dell’invecchiamento della pelle.

È uno dei dati messi in evidenza dall’aggiornamento dell’Osservatorio Heliocare presentato da Cantabria Labs Difa Cooper. L’indagine è stata condotta tra luglio e dicembre 2025 su un campione di 6.000 persone in Italia, Spagna, Portogallo e Messico, di cui 1.500 italiani, con l’obiettivo di analizzare le abitudini e le conoscenze della popolazione in tema di esposizione solare e fotoprotezione.
In questo contesto, si riconferma l’importanza di promuovere comportamenti corretti legati alla fotoprotezione e alla salute della pelle.  La protezione dal sole, infatti, è un elemento cruciale nella prevenzione dei tumori cutanei e dell’invecchiamento precoce. I dati raccolti mostrano segnali positivi, ma evidenziano ancora molte resistenze e falsi miti da superare.

Cosa ne sanno gli italiani sulla protezione solare? 

Secondo l’indagine il 46% degli italiani associa ancora l’abbronzatura alla bellezza o la considera salutare. Solo il 28% è consapevole dei danni cutanei provocati dall’esposizione solare mentre il 23% la accosta all’invecchiamento della pelle.
 Il 92% degli italiani dichiara di utilizzare la protezione solare e il 50%  sceglie un SPF50 o superiore. Ma il 9% non applica crema solare perché la reputa una scomodità o pensa che la propria pelle non abbia bisogno di protezione o per mancanza di tempo.

Solo il 16% utilizza la protezione solare ogni giorno per tutto l’anno. E il 20% degli italiani non riapplica la protezione solare ogni due ore quando è esposto al sole, il 45% solo a volte, mentre il 36% lo fa sempre.
-Il 64% degli intervistati non conosce l’utilizzo degli integratori alimentari specifici da abbinare alla protezione solare e solo il 9% li utilizza.

Tra le fonti informative per la scelta della protezione solare, il 29% si affida al  dermatologo, il 29% al farmacista, il 19% segue consigli di amici o familiari. La farmacia è il principale canale di acquisto della crema solare per il 21% degli italiani.

Emerge anche una curiosità: il 36% degli italiani riutilizza quasi sempre i solari dell’anno precedente, solo il 13% dichiara di non farlo mai, il 19% solo qualche volta. Il 77% degli italiani non conosce la regola ABCDE per il controllo dei nei. E il 34% non è mai andato dal dermatologo mentre il 29% lo fa ogni anno.

Perché molti non si proteggono dal sole?
Secondo i dati dell’Osservatorio Heliocare, le principali barriere alla fotoprotezione in Italia sono legate al fatto che:
– Il 20% dimentica di applicare la crema solare
– Il 13% la considera scomoda
– Il 12% si dichiara pigro
– Il 10% vuole abbronzarsi
– L’11% vuole preservare i livelli di vitamina D

– Il 9% non percepisce il rischio

 

La campagna di sensibilizzazione con il progetto “Cerca il tuo neo”

Giunta alla sua quarta edizione, la campagna “Cerca il tuo neo” è in programma dal 7 aprile al 20 maggio 2026.

Obiettivo: sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e del controllo periodico dei nei. Per raggiungere un numero sempre maggiore di persone ed essere più capillari, il progetto vede la partecipazione di circa 115 farmacie dislocate in varie regioni italiane, tramite le quali sarà possibile effettuare delle visite gratuite di controllo dei nei presso ambulatori specializzati nelle vicinanze delle farmacie.

Solo nel 2025, il progetto ha coinvolto 1.885 persone, fornendo un importante contributo alla sensibilizzazione e alla diagnosi precoce dei tumori cutanei. Infatti, ha portato all’identificazione di 297 soggetti con uno o più nevi sospetti da sottoporre a follow-up.
Tra i partecipanti sono stati individuati 12 melanomi, 50 basaliomi, 6 carcinomi a cellule squamose e 67 cheratosi attiniche. Questi numeri confermano l’importanza delle campagne di screening dermatologico come strumento fondamentale per l’intercettazione precoce delle lesioni cutanee a rischio e per la promozione della salute della pelle nella popolazione.

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