In occasione del 4 marzo, giornata internazionale contro l’HPV, un decalogo migliora l’informazione, affinché la prevenzione sia una responsabilità collettiva affrontata con un percorso e non come evento isolato
Il 4 marzo è la Giornata Internazionale per la lotta contro il Papilloma Virus (HPV). In questa giornata la comunità scientifica si mobilita per fare chiarezza su un virus presente circa nel 70% della popolazione adulta. Grazie al contributo del Dott. Mario Giuseppe Meroni, Specialista in Ginecologia e Ostetricia presso la Casa di Cura San Camillo di Milano, emerge un quadro chiaro, sintetizzabile in dieci punti chiave, che spiegano come la prevenzione sia fondamentale e necessaria a livello collettivo e che ogni caso, se affrontato in tempo, può essere risolto positivamente.
“Il Papilloma Virus non deve più fare paura se lo conosciamo,” spiega il Dott. Meroni. “Oggi abbiamo vaccini che coprono 9 ceppi e protocolli di screening così avanzati che, idealmente, nessuno dovrebbe più morire per tumore della cervice. Ma la prevenzione riguarda tutti, uomini e donne, senza distinzioni.”
Le dieci cose che (forse) non tutti sanno sul Papilloma Virus per fare corretta informazione
1 . Esistono circa 100 varianti di HPV. “Molti ceppi sono innocui o causano patologie benigne come i condilomi,” spiega il Dott. Meroni, “Ma circa il 20% può dare origine a neoplasie importanti. I ceppi 16 e 18 sono i più critici, responsabili della maggior parte dei carcinomi della cervice uterina, ma anche di tumori del pene, della vulva, del retto e del cavo orale.”
2. L’insidia principale è l’assenza di sintomi. Nella maggioranza dei casi, l’HPV non provoca dolore né perdite, il virus agisce nell’ombra, rendendo i controlli periodici e il monitoraggio l’unica vera bussola per la salute.
3. Il virus non riguarda solo le donne. L’HPV è responsabile anche del carcinoma del pene e di tumori del cavo orale e del retto. L’uomo è spesso un portatore sano che contribuisce alla diffusione del virus.
4. Il papilloma virus (HPV) si trasmette principalmente attraverso il contatto diretto cute-cute o mucosa-mucosa durante i rapporti sessuali (vaginali, anali o orali). Non è necessaria la penetrazione, il virus può infettare aree non protette dal preservativo. È una delle infezioni sessuali più comuni.
5. Il vaccino oggi disponibile copre 9 ceppi (nonavalente) e riduce di oltre il 70% la probabilità di contrarre il virus. Per i giovanissimi la vaccinazione è gratuita per bambini e bambine (10-12 anni), momento ideale per garantire la massima protezione. Il Dott. Meroni sottolinea un punto fondamentale: “Vaccinarsi ha senso anche per gli adulti e persino per chi è già risultato positivo a un ceppo del virus. Il vaccino offre infatti una protezione incrociata rilevante, proteggendo dagli altri ceppi non ancora contratti.”
6. La diagnosi precoce è l’arma definitiva. Il passaggio da un’infezione da HPV a una neoplasia richiede molti mesi, un tempo prezioso che permette di intervenire con successo.
7. Pap Test e HPV Test sono fondamentali per individuare la presenza del virus o delle prime alterazioni cellulari. Se l’HPV test è negativo, in assenza di fattori di rischio, può essere ripetuto ogni 5 anni. In caso di positività, si procede con la colposcopia, un esame di secondo livello necessario per osservare da vicino il collo dell’utero.
8. Niente panico per la positività. Essere positivi all’HPV test non significa avere un tumore. Significa che il virus c’è e che bisogna monitorarlo con esami per intervenire prima che crei danni.
9. L’HPV non è l’Herpes. Molti li confondono, ma sono famiglie diverse. L’Herpes (1 labiale, 2 genitale) e il virus della Varicella/Zoster appartengono alla famiglia herpetica, non a quella del papilloma.
10. Le regioni offrono programmi di screening come Prevenzione Serena e centri vaccinali dove il farmaco è disponibile gratuitamente per le fasce previste o a prezzo calmierato per la vaccinazione volontaria. In ogni caso è bene rivolgersi al proprio medico di riferimento per avere dettagli e informazioni più dettagliate.
Il protocollo suggerito dal Dott. Meroni e dalle linee guida attuali prevede il Pap Test ogni 3 anni e l’HPV Test che, se negativo, può essere ripetuto ogni 5 anni in assenza di fattori di rischio.
“Il tempo è nostro alleato. Per passare da un’infezione da HPV a un tumore ci vogliono spesso molti mesi o anni. Questo vantaggio temporale rende lo screening periodico uno strumento di salvezza quasi infallibile. Anche in presenza di neoplasia, se trattata negli stadi iniziali, la guarigione è possibile. La lotta all’HPV si vince con la costanza. Anche a seguito di una guarigione,” conclude il Dott. Meroni “I controlli rimangono necessari perché la prevenzione è un percorso, non un evento isolato.
