Oltre la Dismorfofobia – La Bellezza Abbatte gli Stereotipi, evento benefico ideato da Michela Zitoli, ha acceso i riflettori sui rischi legati a modelli estetici irrealistici a una cultura dell’immagine distorta, promuovendo una visione più consapevole e autentica della bellezza.
Il perchè del progetto
L’obiettivo dell’ideatrice, Michela Zitoli Make Up Artist Studio & Academy è comunicare la bellezza senza filtri, come atto di responsabilità culturale.
Dunque, raccontare la bellezza come espressione autentica della persona, non come rincorsa a una forma fittizia. La bellezza infatti non è l’inseguimento di una perfezione che non esiste, ma la capacità di comunicare la propria personalità in modo libero e consapevole.
Da questa visione nasce dunque il progetto Oltre la Dismorfofobia – La Bellezza Abbatte gli Stereotipi, dedicato a dare voce alle fragilità invisibili e restituire dignità a ogni corpo, a ogni storia, a ogni identità.
Il cuore del progetto: la sfilata di Valentina Poltronieri
Il momento centrale dell’iniziativa è stato una sfilata-evento concepita come esperienza culturale, azione di raccolta fondi e occasione di produzione di contenuti informativi ed educativi.
Il brand è stato protagonista della sfilata dedicata alle “Donne Vere”. Non modelle professioniste, ma persone che raccontano sé stesse attraverso l’abito, trasformando il momento della passerella in una narrazione identitaria. Alternati agli interventi di professionisti dell’ambito psicologico, medico-estetico e fashion, i look diventano veicolo di un messaggio culturale chiaro. La bellezza non coincide con la perfezione, ma con l’unicità.
«Credo in una moda che non imponga modelli, ma che accompagni le persone a riconoscersi. Partecipare a questo progetto significa sostenere una visione della bellezza come espressione autentica, libera da stereotipi e aspettative irrealistiche. Gli abiti diventano strumenti di racconto: non definiscono chi li indossa, ma ne valorizzano identità, carattere e individualità. È questo il messaggio che desidero portare in passerella — una moda consapevole, inclusiva e profondamente umana.» afferma Valentina Poltronieri, designer del suo brand omonimo.
La partecipazione di Valentina Poltronieri ha ribadito una visione della moda come linguaggio inclusivo e contemporaneo, capace di valorizzare individualità e carattere. La sfilata si è configurata non solo come momento estetico, ma come gesto simbolico. Un racconto visivo che mette al centro autenticità, consapevolezza e libertà espressiva.
Parte dei proventi è stata destinata al supporto del servizio di emergenza 118.
Mentre il materiale multimediale realizzato costituirà la base di un progetto formativo che verrà portato nelle scuole nell’anno scolastico 2026–2027.
