Autismo. Affetto e amore: il libro di self helf per capirlo

Come viene vissuto il sentimento dell’affetto e dell’amore da chi è nello spettro? Lo spiegano Le autrici del volume di self-help “Esplorare il proprio autismo”

 

Il 18 febbraio è la Giornata Internazionale della Sindrome di Asperger. Un occasione per fermarsi e riflettere. Con le loro indicazioni, Chiara Mangione e Ty Lancieri offrono un supporto a chi è nello spettro, per imparare a comprendersi, a conoscersi. A gestire le proprie emozioni. E guidano chi vive accanto alle persone nello spettro. Affinché possano comprendere le modalità di amore, affetto e le difficoltà che le persone nello spettro possono incontrare.

Gli affetti e l’amore

Per chi è nello spettro autistico è utile esplorare alcune specificità che possono riguardare il modo di percepire l’affetto o l’amore, il modo di dimostrarli e l’oggetto del proprio affetto o amore.
Come vale per tutti, anche nello spettro si naviga attraverso questo aspetto dell’esistenza in un modo del tutto personale. Che può essere tipico, atipico e presentare varie specificità oltre che, a volte, alcuni aspetti critici.

Come si percepiscono l’affetto e l’amore nel corpo può variare molto a seconda della persona e della situazione.
In questo contesto si sente spesso nominare sentimenti di gioia, felicità, piacere e benessere. Nello stesso tempo, nello spettro autistico sono numerose le persone che riportano di non percepire o rilevare le sensazioni fisiche dell’affetto e dell’amore. O di viverli come un’esperienza mentale, di solito positiva ma non corporea.

È comune provare affetto per le proprie piante e la natura in generale, per libri e oggetti cari o che risultano particolarmente piacevoli sul piano sensoriale o emotivo. Molti inoltre raccontano di provare per i propri animali un amore più intenso di quello che sentono sul piano fisico per altri esseri umani, familiari compresi, che pure amano teneramente.

L’esperienza fisica dell’affetto è generalmente positiva e rassicurante. E questo può rendere più disponibili, attenti, fiduciosi, di buonumore. Anche se non è sempre così. Quando è percepita come molto intensa o stimolante, nello spettro dell’autismo anche una sensazione molto piacevole come quella dell’affetto o dell’amore può portare a situazioni di sovraccarico, spaventare o mandare in confusione.

Di contro, molte persone raccontano di essere saldamente legate a un partner che sentono di amare profondamente senza però provare o rilevare sensazioni fisiche particolari. Quando è presente la sensazione fisica, anche se molto intensa, quanto più è diretta e priva di sovrastrutture, tanto più è solitamente tollerabile e piacevole.

È molto comune provare intenso interesse e dedizione per idee, ideali e progetti. Lo è anche provare sentimenti di amore per le idee, amore per gli altri e per chi è indifeso, fragile o in difficoltà, amore per una causa ideale o per un’attività di aiuto rivolta agli altri.
Quando questo sentimento è provato a livello corporeo, spesso è accompagnato da un vero e proprio innamoramento. Che può essere una magnifica fonte di motivazione e rendere nello stesso tempo molto forti, ma anche fragili ed esposti all’isolamento e al giudizio.

 

Il piacere per il contatto 

Un altro aspetto che accomuna molti adulti nello spettro dell’autismo è quello di provare piacere per il contatto e le espressioni fisiche di affetto solo con i propri cari o la persona amata.
Con il resto delle persone può risultare spiacevole e suscitare fastidio, diffidenza o reazioni di soprassalto anche molto intense, ipersensibilità tattile, difficoltà a filtrare le emozioni altrui e altro.
Si sente spesso accontare anche di un totale disinteresse per l’espressione fisica dell’affetto. O di esserne disturbati per motivi solitamente sensoriali. Viceversa, è altrettanto comune manifestare l’affetto in modo principalmente e intensamente fisico.

La convivenza di aspetti opposti in quest’ambito dell’esperienza è un ottimo esempio della grande diversificazione che nello spettro è tipica ed è la norma.

Spesso chi sente meno a livello corporeo tende a comunicare affetto e amore concentrandosi maggiormente su aspetti pratici e concreti. Per esempio cercando di soddisfare i bisogni della persona amata o prendendosene cura. È inoltre comune tendere a privilegiare il canale dei propri interessi per comunicare ed esprimersi con le persone con cui si ha un legame.

In molti casi le emozioni connesse all’affetto e all’amore si provano in modo più immediato e chiaro quando provengono da film, serie tv, fumetti o romanzi. Perché risultano immediatamente comprensibili, senza che si debba spendere fatica ed energia per decodificarle. È inoltre comune riuscire a sentirsi più aperti a vivere pienamente l’esperienza emotiva in questo modo o provare emozioni mai provate nelle situazioni reali.

Attribuire un significato agli affetti e all’amore

Il proprio modo di percepire, di sentire e di pensare influisce particolarmente sui rapporti in cui entrano in gioco l’affetto e l’amore. Attribuire un significato a tutto questo può non essere semplice. Perché coinvolge il proprio modo di comprendere sé e le proprie reazioni e gli altri e le loro reazioni, di capire e comunicare i propri bisogni e di ascoltare quelli degli altri.

Entrare in intimità può quindi aprire alla conoscenza di sé e dell’altro o confondere, creando chiusura e sofferenza. Può influenzare le esperienze che si vivono, rendendole piacevoli e rilassanti, costruttive e creative o renderle intense, intrusive, fastidiose o dolorose.

L’esperienza dell’intimità con un’altra persona può essere confusa o complicata da gestire e da regolare anche a causa delle sensazioni fisiche che sollecita. In particolare quando le proprie reazioni sono difficili da leggere o da rilevare a livello emotivo, corporeo o mentale. Quando si parla di amore e affetto la sensazione di navigare a vista e senza una mappa è naturale e può essere piacevole, ma può risultare molto difficile o faticosa da tollerare.

In particolare, può risultare difficile capire quando avvicinarsi ed entrare in confidenza e se farlo va bene, per sé o per l’altro, se espone a un pericolo o è sicuro e positivo, se ci si può mettere in gioco oppure no. Oppure se lo si potrebbe fare un po’ di più.

Quando poi si entra in contatto con qualcuno, può non essere semplice capire se il senso di intimità che si avverte è condiviso o è una sensazione personale che l’altro non prova. Tutto questo può risultare difficile da decodificare e da gestire.

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Esplorare il proprio autismo – Manuale di formazione al benessere per adulti nello spettro autistico
Edizioni Lswr
136 pagine, 17.90 euro

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