Soggetti fragili e salute orale: verso un modello di prevenzione 

La Società Italiana di Odontostomatologia per l’Handicap (SIOH), CNEL e la Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo) rinnovano l’appello per l’istituzione di un Tavolo Tecnico nazionale dedicato alla prevenzione e alle cure odontoiatriche per i soggetti fragili.

  

Un convegno tenutosi a Roma ha fatto il punto su. problema spinoso quanto difficile. La salute orale delle persone fragili. “Odontoiatria speciale nel soggetto fragile”, promosso e organizzato dalla Società Italiana di Odontostomatologia per l’Handicap (SIOH) insieme al CNEL e alla Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo). ha rappresentato una nuova tappa del percorso avviato lo scorso ottobre al CNEL dai tre soggetti promotori, Con l’obiettivo di inserire l’Odontoiatria Speciale nel Piano Nazionale della Prevenzione, riconoscendo la prevenzione e l’igiene orale come “cura primaria”, Fondamentale per ridurre complicanze, costi sanitari e disuguaglianze.

Con questo appuntamento, SIOH, CNEL e FedEmo – insieme al contributo di professionisti, enti e società scientifiche impegnate nella tutela delle persone con fragilità e disabilità – rinnovano il proprio impegno e le proprie richieste alla Camera dei Deputati, attraverso l’on. Simona Loizzo, Capogruppo della XII Commissione Sanità. Affinché si avvii l’istituzione di un tavolo tecnico nazionale dedicato alla prevenzione e alle cure odontoiatriche per i soggetti fragili.

La salute orale per il benessere dell’organismo

La salute orale, come sottolineato durante i lavori, è strettamente legata allo stato generale dell’organismo. Nelle persone con emofilia o con malattie emorragiche congenite, fragilità, disabilità e condizioni cliniche complesse questa relazione diventa ancora più rilevante. Un problema del cavo orale può aggravare patologie sistemiche preesistenti. Mentre alcune malattie generali possono compromettere la salute della bocca, rendendo essenziale un approccio preventivo e multidisciplinare.

Per chi convive con una malattia emorragica congenita, anche un intervento odontoiatrico di routine può richiedere competenze specifiche e un raccordo costante con i centri specialistici. Rafforzare la prevenzione e definire standard nazionali significa garantire cure realmente sicure e accessibili, superando differenze territoriali ancora troppo marcate. Il percorso avviato oggi rappresenta un passo concreto verso una presa in carico più strutturata e attenta alle esigenze delle persone con emofilia, con malattie emorragiche congenite. E più in generale, di tutti i soggetti fragili” ha spiegato Cristina Cassone, Presidente FedEmo.

 

La necessità di un modello nazionale di prevenzione

Il Tavolo Tecnico, in via di costituzione, mira infatti a definire un modello nazionale che garantisca percorsi omogenei di prevenzione, diagnosi e trattamento, superando le attuali disomogeneità territoriali.

Tra le linee di lavoro: elaborare standard condivisi per l’inclusione dell’Odontoiatria Speciale nel Piano Nazionale della Prevenzione. Sviluppare programmi strutturati di formazione e aggiornamento per odontoiatri, igienisti e team dedicati ai soggetti fragili. Infine, avvviare una mappatura epidemiologica dei bisogni per orientare politiche e risorse in modo equo.

Per i pazienti fragili la collaborazione tra odontoiatri, igienisti dentali e altre figure sanitarie non è un’opzione, ma una necessità clinica. Una presa in carico integrata consente diagnosi tempestive, interventi più sicuri e una significativa riduzione delle complicanze. Come dimostrano le evidenze scientifiche richiamate nel corso del convegno. Questo percorso condiviso è fondamentale per garantire standard elevati e continuità assistenziale” ha affermato Marco Magi, past-president S.I.O.H.

“Il lavoro che abbiamo svolto dà continuità al percorso iniziato al CNEL, fondato sulla centralità della Persona e sull’importanza della prima visita come momento chiave della relazione di cura. Comprendere bisogni e fragilità richiede operatori formati, tecniche comunicative adeguate e un approccio libero da pregiudizi. Il Tavolo Tecnico che stiamo costruendo dovrà trasformare questi principi in standard e percorsi condivisi, perché la fragilità sanitaria esige risposte chiare, strutturate e durature” ha aggiunto Francesco Riva, Consigliere CNEL.

“Il percorso avviato insieme alle società scientifiche e alle associazioni oggi presenti mette al centro un obiettivo imprescindibile. Garantire alle persone fragili cure odontoiatriche accessibili, sicure e uniformi su tutto il territorio nazionale. Inserire l’Odontoiatria Speciale nella programmazione nazionale e rafforzare la prevenzione significa ridurre disuguaglianze e tutelare davvero la salute. Il Tavolo Tecnico sarà lo strumento per definire standard chiari, formare gli operatori e dare risposte concrete alle famiglie” ha sottolineato l’on. Simona Loizzo, Capogruppo della XII Commissione Sanità.

 

Torna in alto