Salute orale in gravidanza

Il progetto Salute Orale ha l’obiettivo di assicurare una copertura odontoiatrica di base alle donne in stato di gravidanza, una categoria di pazienti particolarmente fragili.

 

Numerosi studi scientifici riportano l’importanza di una corretta salute orale sin dai primi mesi della gravidanza. Malattie dentali molto comuni, come la carie, possono causare malformazioni o infezioni nel feto già a partire dal primo trimestre di gravidanza.Per mantenere la salute di madre e bambino è fondamentale, oltre ad una dieta sana e una corretta pulizia dei denti, affidarsi alle cure e all’esame di un odontoiatra.

Con questo obiettivo  il progetto Salute Orale si propone di garantire una prima visita odontoiatrica completa a pazienti in stato di gravidanza con ISEE uguale o inferiore ai 20.000 euro. I costi della visita sono totalmente a carico del progetto.

Il progetto è patrocinato da INMP – Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà, con la collaborazione di Fondazione ANDI ETS e COI – Cooperazione Odontoiatrica Internazionale.

 

Un’iniziativa valida in tutta Italia

Alle Pazienti, il servizio offre una visita odontoiatrica composta da esame di controllo e procedura di igiene dentale. Questa visita può essere richiesta presso uno degli odontoiatri sul territorio che parteciperanno all’iniziativa tramite l’utilizzo di questo portale. Al termine della visita, la paziente riceverà un referto da parte del suo medico curante. Dettagliato nel presentare anche ad altri professionisti lo stato della propria salute orale.

 

Una modalità facile e veloce

Per accedere al servizio digitare, sul motore di ricerca, le parole “Salute Orale in gravidanza”, oppure l’indirizzo https://saluteoraleingravidanza.it.

Per poter partecipare al progetto durante l’iscrizione bisogna allegare un documento identificativo: la tessera sanitaria oppure, per chi ne è sprovvisto, la tessera ENI oppure STP rilasciata a cittadini stranieri.
Occorre anche il Certificato di gravidanza, timbrato e firmato dal medico che ha svolto l’esame. Il certificato deve riportare data di redazione e mese di gravidanza.
Infine, l’Autocertificazione ISEE. In assenza di questa, un’autocertificazione che attesti un ISEE familiare inferiore ai 20.000 euro.

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