Avocado: il superfrutto diventa made in Italy

Jingold, lo specialista globale del kiwi, lancia la sua prima produzione di avocado made in Italy, di qualità premium e da filiera controllata e garantita

Un superfrutto che negli ultimi anni ha registrato un vero e proprio boom dei consumi e che oggi detiene il podio del carrello tricolore come prodotto a maggior sviluppo nella spesa degli italiani (fonte: classifica Osservatorio Immagino di GS1 Italy, su dati NielsenIQ).

E’ l’avocado, frutto subtropicale dalle molteplici qualità. Energizzante ed idratante, ricco di grassi salubri che sono utili nella costruzione cellulare e aiutano ad abbassare il colesterolo. Fonte di potassio e vitamina C, contiene quantità di vitamina D superiori a quelle presenti nel burro o nelle uova.

Dalla buccia liscia o ruvida, racchiude una polpa cremosa e un nocciolo centrale. È un alimento gustoso e nutriente, ideale per una dieta sana ed equilibrata, ottimo da assaporare solo o come ingrediente di preparazioni dolci o salate.

Le sue origini risalgono a più di 5000 anni fa quando era uno degli alimenti principali degli indigeni Aztechi e Maya, che ritenevano che il frutto – chiamato ahuacati – avesse proprietà afrodisiache. In Europa è arrivato grazie ai conquistadores spagnoli che, per pronunciarne meglio il nome, lo chiamarono Aguacate.

 

Dell’avocado si mangia solo la polpa, che si ricava tagliando a metà il frutto per il lungo con un coltello affilato. Fate ruotare le due metà in senso opposto, finché non si separano. Il nocciolo va eliminato e poi si può ricavare la polpa con un cucchiaio.

L’avocado si mangia crudo; cotto diventa subito amaro. I modi come usare l’avocado in cucina sono veramente tanti. Tagliato a cubetti o a fettine può essere mangiato in insalata su una fetta di pancarrè tostata. Può essere trasformato in salse , tra cui il famoso guaiamole,  e aggiunto in torte e mousse. Per la sua consistenza e il suo gusto neutro, è perfetto come ingrediente per dare cremosità a smoothie e frullati.

Gli abbinamenti migliori con cui gustare l’avocado? sale e limone; pomodori; peperoncino; pesci grassi come tonno e salmone; yogurt; cumino.

Per capire se il frutto è maturo basta applicare una leggera pressione sulla buccia: se risulta morbido, è pronto da mangiare.

Infine, per velocizzare la maturazione, basta avvolgere l’avocado con della carta o inserirlo con una mela o una banana all’interno di un sacchetto di carta.

 L’Avocado Italiano by Jingold

Dopo i test condotti nelle due stagioni passate, l’azienda italiana – apprezzata per le sue esclusive varietà di kiwi giallo, rosso e verde – appone ora il suo bollino di qualità anche sull’avocado, che debutta sui banchi della Gdo e nei mercati all’ingrosso.

L’Avocado Italiano by Jingold sarà disponibile nei supermercati italiani e nei mercati ortofrutticoli sfuso (collo da 4 kg) con frutti bollinati o confezionato, in vassoio con flowpack da due frutti. L’obiettivo è garantire un’offerta continuativa nel periodo di commercializzazione, valorizzando in modo equilibrato tutti i calibri. Sarà disponibile anche nello shop online di Jingold, nella confezione da 2 kg (10 avocado) con frutti di diversa maturazione e, a partire dall’anno nuovo, anche nel bauletto 4 kg.

Oltre 80 ettari al Sud, con l’obiettivo di arrivare a 100

I primi quantitativi de L’Avocado Italiano by Jingold provengono dai 13 ettari già in produzione tra Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia, tutti almeno al secondo anno di raccolta. Ma la traiettoria è molto più ambiziosa. Jingold infatti ha avviato, insieme ai partner IDeA Agro (fondo di private equity specializzato nell’agricoltura italiana) e Spo Zentrum (azienda siciliana leader nella produzione e distribuzione ortofrutticola), un importante progetto di sviluppo dell’avocado in Sicilia.

Dalla partnership è nata AgroAvo, realtà che punta a diventare un riferimento nella produzione e commercializzazione dell’avocado italiano. Il progetto parte da un areale di circa 70 ettari in provincia di Siracusa. Con impianti in completamento entro la primavera 2026 e un obiettivo di 100 ettari produttivi nei prossimi anni.

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