L’attività fisica alleata nella cura oncologica

 L’attività fisica non è solo movimento o attività ricreativa, ma un vero e proprio trattamento terapeutico evidence-based. In grado di migliorare la qualità di vita, la prognosi e il benessere psicofisico delle persone che affrontano un tumore. Un approccio da integrare nei Percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali (PDTA), accanto alle terapie farmacologiche e nutrizionali.

 

È il messaggio emerso durante l’incontro “Lo sport come strumento di benessere psicofisico a supporto della cura oncologica”. Organizzato dall’Associazione Sportiva Luiss in collaborazione con Istituto Gentili a Roma, presso Villa Blanc, sede della Luiss Business School.

L’iniziativa  ha riunito mondo accademico, scientifico e sportivo, con l’obiettivo di approfondire il ruolo dello sport nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione oncologica. Tracciando le direttrici future per realizzare un modello di presa in carico realmente integrato.

Al centro dell’evento la presentazione dello studio I Benefici dell’Attività Fisica nei Pazienti Oncologici: Salute, Energia e Rinascita”,  realizzato dal Luiss Sport Lab “Gianni Delfini” in collaborazione con Istituto Gentili. Il lavoro raccoglie e analizza le principali evidenze scientifiche. E le linee guida internazionali, integrandole con casi clinici del mondo reale.

 

Lo sport come medicina

 

Tutti i dati convergono su un punto: l’attività fisica, se personalizzata e supervisionata, rappresenta un vero strumento terapeutico. L’attività fisica agisce anche sul piano psicologico, riducendo ansia e depressione, migliorando il sonno e contrastando la fatigue oncologica. Fino a stimolare resilienza, energia e funzione cognitiva. Un insieme di benefici che si traduce in una migliore qualità della vita, in una riduzione del rischio di recidiva. E in un aumento della sopravvivenza globale in diverse popolazioni oncologiche.

Promuovere l’attività fisica in oncologia significa investire nel benessere psicofisico e nell’autonomia delle persone che affrontano la malattia-. ha dichiarato Luigi Boano, Presidente di Istituto Gentili – Un obiettivo pcoerente con la mission di Istituto Gentili, che da sempre si impegna a migliorare la qualità di vita dei pazienti, accompagnandoli lungo il percorso terapeutico. Con un approccio fondato su innovazione, qualità della cura e attenzione alla persona. La collaborazione con l’Associazione Sportiva Luiss dà concretezza a questo impegno, attraverso un progetto che unisce sport e salute. Basato su evidenze scientifiche e sulla centralità della persona all’interno del percorso assistenziale.”

Raffaella Spada, Medico dello Sport e Nutrizionista dell’Istituto di Medicina dello Sport del CONI, ha discusso di come una come sana e corretta alimentazione possa influire positivamente sulla prestazione sportiva, sulla salute generale e come strumento di prevenzione e cura. Il tema della prevenzione è stato approfondito nelle sue diverse dimensioni.

Mentre Pierfilippo Crucitti, Presidente della Fondazione Un Respiro per la Vita e Direttore dell’Unità Operativa Complessa della Fondazione Policlinico Campus Biomedico, ha illustrato i più recenti programmi di ricerca e prevenzione della Fondazione.

Sabrina Grillo, Direttore Generale di UPMC Salvator Mundi, ha approfondito il tema della sanità integrata e della prevenzione oncologica. Daniele Rossi, infine, Presidente e CEO di SSG, ha analizzato le potenzialità offerte dalla telemedicina e dall’automazione intelligente a supporto della sicurezza e del benessere dei pazienti.

 

Le testimonianze

 

Particolarmente significative le testimonianze delle Luiss Top Athletes Marta Zenoni, Caterina Banti e Lucrezia Ruggiero, che hanno condiviso la loro esperienza personale. Raccontando come lo sport rappresenti una fonte di energia, equilibrio e determinazione anche nei momenti di maggiore difficoltà.

Messaggi ribaditi anche da Giusi Miccoli, dirigente aziendale, e Nicoletta Alborino, rappresentante della Fondazione IncontraDonna, che hanno ricordato il valore dello sport nei percorsi di riabilitazione e di cura nei pazienti oncologici.  A chiudere l’evento, Paolo Del Bene, Direttore Sportivo Università Luiss, che ha sottolineato il valore della sinergia tra sport, formazione e ricerca quale pilastro del modello educativo Luiss. E come strumento per promuovere una cultura della salute integrata.

La collaborazione tra la AS Luiss e Istituto Gentili dimostra come la ricerca scientifica e lo sport possano convergere in un obiettivo comune.Promuovere la salute e il benessere della persona. Investire nella connessione tra attività fisica, educazione e ricerca significa costruire un modello di sviluppo sostenibile che mette al centro la persona” ha dichiarato Luigi Abete, Presidente AS Luiss e Luiss Business School.

 

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