Una nuova opzione terapeutica è stata approvata anche in Italia per la terapia del tumore metastatico del colon retto. Neoplasia per la quale per quasi un decennio non c’è stata innovazione. Si tratta di Fruquintinib, rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale. Il farmaco è un inibitore orale delle tirosin-chinasi, altamente selettivo per i 3 recettori VEGF (-1, -2 e -3) che inibisce il processo di angiogenesi.
Il carcinoma del colon-retto rappresenta il 10% di tutti i tumori diagnosticati a livello globale, è il terzo per incidenza dopo il tumore della mammella (11,7%) e il tumore del polmone (11,4%). Questa neoplasia, che colpisce maggiormente dai 60 anni ai 75 anni, è una delle più frequenti nella popolazione italiana: nel 2024 sono state stimate circa 48.706 nuove diagnosi e sono 442.600 le persone viventi nel nostro Paese dopo una diagnosi di tumore del colon-retto.
«Il cancro del colon-retto allo stadio IV metastatico è la forma di malattia più avanzata, con diffusione ad altri organi e una sopravvivenza a 5 anni inferiore al 20% – afferma Filippo Pietrantonio, Direttore SS Oncologia medica gastroenterologia, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – La maggior parte dei pazienti con tumore metastatico del colon-retto non è candidabile a un intervento chirurgico con finalità curativa. In questi casi l’obiettivo principale delle terapie è quello di estendere la sopravvivenza. Rallentando la progressione della malattia e la formazione di nuove metastasi, preservando la qualità di vita».
Il tumore metastatico del colon-retto rappresenta una patologia con bisogni clinici insoddisfatti e opzioni di trattamento ancora limitate, soprattutto nelle fasi avanzate. Adesso la disponibilità di fruquintinib offre una nuova opzione terapeutica per questi pazienti.
«Fruquintinib è un inibitore altamente selettivo delle tirosin-chinasi, che agisce sui tre recettori VEGF bloccando le vie di segnalazione che regolano l’angiogenesi, inibendo la crescita tumorale e la formazione di metastasi – spiega Sara Lonardi, Direttore UOC di Oncologia 1, Direttore Dipartimento di Oncologia Medica Istituto Oncologico Veneto IOV – IRCCS di Padova – Fruquintinib è un farmaco orale indicato per tutti i pazienti indipendentemente dal loro stato mutazionale. Nello studio internazionale di fase III FRESCO-2 fruquintinib ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza globale e della sopravvivenza libera da malattia, rispetto al placebo. Al dato di efficacia si associa anche un buon profilo di sicurezza e una buona qualità di vita. Questo significa poter avere, oggi, una nuova opzione per i pazienti in fase avanzata di malattia».
Convivere con una malattia tumorale in fase metastatica ha importanti ripercussioni, sia fisiche che psicologiche. Stefania Gori, Presidente ROPI – Rete Oncologica Pazienti Italia, infatti, commenta: «È importante quindi prevedere un approccio integrato alla cura attraverso la multidisciplinarietà. Che permette di prendere decisioni terapeutiche adeguate al singolo paziente, che preveda ad esempio trattamenti loco-regionali, qualora necessari, anche nelle forme metastatiche. E valuti l’eventuale arruolamento in studi che utilizzano farmaci innovativi non ancora disponibili nella pratica clinica. Ogni paziente con carcinoma del colon-retto metastatico vuole vivere più a lungo possibile una vita degna di essere vissuta».
