Nel 2024, in Italia, sono stati stimati 14.100 nuovi casi di tumore dello stomaco. E la sopravvivenza a 5 anni è pari soltanto al 32%. Oggi non è disponibile un programma di prevenzione secondaria. Ma un questionario può cambiare le cose.
GastroFORM è formato da 79 domande e, a breve, sarà avviato uno studio per la sua validazione scientifica.
GastroFORM fa parte di “Gastroscreening” (www.gastroscreening.it), uno dei primi progetti in Europa che mira a identificare le persone a rischio di sviluppare il tumore dello stomaco, grazie a un test di primo livello. Lo studio per la validazione scientifica del questionario è stato presentato a Brescia, nel corso del Convegno Nazionale “Road to Gastroscreening/3”.
Spiega Gian Luca Baiocchi, Co-Fondatore e Responsabile Scientifico di RicerChiAmo Onlus, Direttore della Chirurgia Generale della ASST di Cremona e Professore Ordinario di Chirurgia Generale all’Università degli Studi di Brescia: “Siamo partiti dalla necessità di individuare un esame di primo livello, non invasivo, a bassissimo costo e relativamente specifico per questa neoplasia, per una valutazione iniziale della popolazione a rischio, a cui può essere poi consigliata la gastroscopia. Solo così è possibile aumentare il numero di diagnosi precoci. Nel 2022, abbiamo elaborato una prima versione di GastroFORM, con 38 domande e la sua sottomissione a circa 5.000 persone fra 40 e 80 anni. In base alle risposte, a più di 600 cittadini è stato consigliato di sottoporsi alla gastroscopia. La seconda fase del progetto ha visto il perfezionamento del questionario, grazie al coinvolgimento degli epidemiologi dell’Istituto Mario Negri di Milano“.
“Analizzando la letteratura scientifica, abbiamo aumentato il numero di domande di GastroFORM, portandole a 79 – afferma Silvano Gallus, Responsabile del Laboratorio di Ricerca sugli Stili di Vita dell’Istituto Mario Negri di Milano -. Molti quesiti si concentrano sull’anamnesi patologica personale e familiare e sugli stili di vita, come il consumo di alcol, il fumo di sigaretta e l’attività fisica. Un’ampia sezione del questionario è inoltre dedicata alle abitudini alimentari, indagando la frequenza di consumo di alimenti associati in letteratura a un rischio maggiore. Come per le carni processate o i cibi salati, o minore, come per la frutta, la verdura e i cereali integrali, di sviluppare un tumore gastrico.
Questo approccio consente di stimare il rischio individuale sulla base di fattori epidemiologici noti. Offrendo uno strumento utile per orientare strategie di diagnosi precoce“. Da qui l’importanza della validazione scientifica di GastroFORM, che permetterà di identificare gli individui con un alto rischio di tumore gastrico.
Lo studio coinvolgerà 10 centri di Endoscopia digestiva in tutta Italia, che sottoporranno il questionario a pazienti che dovranno eseguire la gastroscopia. Per poi raccogliere le risposte e confrontarle con i risultati dell’esame endoscopico e delle biopsie. “Obiettivo primario – sottolinea il Prof. Baiocchi – è, nei pazienti a rischio, l’individuazione di un gruppo di lesioni pretumorali. Sono rappresentate dall’esofago di Barrett, causato dal reflusso gastroesofageo, dalla gastrite cronica atrofica con metaplasia intestinale. Un tipo di gastrite a rischio di sviluppare il cancro, e dalla NIN (noninvasive neoplasia), cioè la modificazione delle cellule che può portare al tumore. I pazienti che presentano queste lesioni devono sottoporsi a controlli frequenti.
Oggi con la gastroscopia viene individuato circa l’8% di queste lesioni preneoplastiche. Grazie a GastroFORM possiamo raggiungere una percentuale del 40%. Un paragone efficace è costituito dai polipi intestinali identificati durante la colonscopia ed eliminati grazie a questo esame, prima che diventino tumori“.
“La gastroscopia eseguita in corso di screening – spiega Roberto Grassia, Responsabile della Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’ASST di Cremona – deve essere un esame di ‘qualità’ che comprenda la preparazione e sedazione del paziente. Oltre all’uso di strumenti ad alta definizione che consentano di individuare piccolissimi cambiamenti della mucosa gastrica. E un tempo di osservazione minimo, pari a 7 minuti in base alla letteratura orientale, la possibilità di eseguire biopsie, una valutazione istologica adeguata. Infine, l’esperienza dell’operatore. In quest’ambito, anche l’impiego dell’Intelligenza Artificiale si sta rivelando utile, anche se non è ancora uno standard rispetto agli altri parametri“.
“L’incidenza del tumore gastrico, a livello globale, è diminuita per almeno tre decenni a partire dall’inizio degli anni Novanta, grazie all’eradicazione dell’infezione da Helicobacter pylori con la terapia antibiotica – sottolinea il Prof. Baiocchi -. Negli ultimi anni la riduzione della malattia si è fermata, perché il grande utilizzo di antibiotici ha creato ceppi resistenti del batterio. Il carcinoma gastrico resta, quindi, una neoplasia ad alto impatto. A dicembre 2022, il Consiglio Europeo ha emanato nuove raccomandazioni sugli screening oncologici, suggerendone l’estensione anche a polmone, prostata e stomaco. Il nostro progetto si colloca in questo contesto. Dopo la validazione scientifica del questionario, proporremo GastroFORM alle società scientifiche e alle Istituzioni”.
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