In Italia più di un milione di persone soffre di maculopatie, patologie che colpiscono la macula, la zona centrale della retina. L’introduzione di aflibercept 8 mg, nuova formulazione di aflibercept recentemente adottata in Italia, rappresenta un progresso nella cura della degenerazione maculare neovascolare (nAMD) e dell’edema maculare diabetico (DME).
Questo innovativo trattamento offre speranze concrete di migliorare la qualità della vita dei pazienti. Inoltre, i dati scientifici più recenti confermano risultati sempre più incoraggianti, con benefici duraturi nel tempo. Completa questo quadro di progresso il recente lancio in Italia di OcuClick™, una siringa pre-riempita per la somministrazione di aflibercept 8 mg, progettata per semplificare e ottimizzare ulteriormente la gestione terapeutica di queste importanti condizioni oculari.
L’impatto positivo di questo approccio non si limita a garantire un’efficace gestione della malattia, ma migliora significativamente la qualità della vita dei pazienti e dei loro caregiver. La riduzione del numero di iniezioni necessarie favorisce, poi, una maggiore aderenza terapeutica e contribuisce ad alleggerire il carico sul sistema sanitario. Al momento aflibercept 8 mg è approvato in Unione Europea per intervalli di trattamento fino a 5 mesi.
L’utilizzo di aflibercept 8 mg è stata sintetizzato in un codice numerico: 3 – 5 – 8. Ovvero, 3 dosi di carico iniziali per il trattamento della nAMD e del DME, con un profilo di sicurezza paragonabile a quello di aflibercept 2 mg; intervalli di somministrazione prolungati fino a 5 mesi, con un totale di sole 8 iniezioni intravitreali in 2 anni, offrendo un approccio più sostenibile e innovativo per i pazienti e i medici.
Per quanto riguarda i benefici per i pazienti gli studi evidenziano come il farmaco garantisca un controllo rapido e prolungato dei fluidi retinici, accompagnato da miglioramenti visivi significativi che consentono, così, di estendere gli intervalli di somministrazione, sia nella degenerazione maculare neovascolare (nAMD), sia nell’edema maculare diabetico (DME).
“I risultati a tre anni dello studio di estensione del trial clinico PULSAR in pazienti con nAMD mostrano un miglioramento continuo dell’acuità visiva e un efficace controllo dei fluidi retinici con aflibercept 8 mg – afferma il Professor Paolo Lanzetta, Ordinario di Oftalmologia all’Università degli Studi di Udine e Direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Udine – Al termine del triennio, una percentuale significativa di pazienti trattati ha raggiunto un intervallo di somministrazione finale di almeno 3 mesi. Intervallo che è salito a 5 mesi nel 40% dei pazienti e a 6 mesi nel 24%. Sempre in questo lasso di tempo sono state mantenute le riduzioni dello spessore medio della retina centrale, rispetto ai valori iniziali. Inoltre, l’efficacia, valutata in base alla non inferiorità nella variazione della migliore acuità visiva corretta (BCVA), è rimasta stabile a tre anni, rispetto al punto di partenza dello studio di estensione”.
I dati a lungo termine mostrano, quindi, che nei pazienti affetti da nAMD aflibercept 8 mg mantiene un’efficacia e una sicurezza costanti, comparabili a quelle dell’attuale standard di cura con aflibercept 2 mg.
Passando all’edema maculare diabetico, i dati a tre anni dello Studio PHOTON hanno ulteriormente confermato l’efficacia di aflibercept 8 mg nel trattamento del DME, consolidando il suo ruolo nella gestione della patologia e mostrando benefici visivi e anatomici nel lungo termine:
“Il 45% dei pazienti arruolati nello Studio PHOTON ha raggiunto intervalli di somministrazione superiori ai 5 mesi e il 25% ha completato il trattamento con somministrazioni di aflibercept 8 mg ogni 6 mesi – conclude il Professor Lanzetta – Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il rallentamento della ricomparsa del fluido retinico nei pazienti dopo la prima dose, rispetto a quelli trattati con la dose da 2 mg. L’efficacia, valutata in base alla non inferiorità in termini di variazione della migliore acuità visiva corretta (BCVA) è rimasta costante in tutti i gruppi trattati con il farmaco per l’intero terzo anno, rispetto all’inizio dello studio di estensione, così come il profilo di sicurezza”.
OcuClick™, inoltre, la nuova siringa preriempita per l’iniezione di aflibercept 8 mg, garantisce agli oftalmologi un metodo semplice, maneggevole ed efficace per somministrare con precisione la dose di 70 μl di aflibercept 8 mg nelle indicazioni approvate. “Un aspetto particolarmente rilevante di questo farmaco è la sua capacità di ridurre sia il numero di iniezioni intravitreali, sia gli accessi ospedalieri, alleggerendo così il percorso di cura per i pazienti e i loro caregiver – afferma il Dottor Massimo Ligustro, Presidente di Comitato Macula – Questo approccio non solo diminuisce l’impegno fisico e logistico, ma contribuisce a ridurre lo stress psicologico, offrendo sollievo a chi deve sottoporsi a questo tipo di trattamenti. Se poi parliamo di Ocuclick l’introduzione di questo nuovo dispositivo non solo semplifica la pratica clinica, ma segna un passo importante nel migliorare l’attenzione al benessere emotivo dei pazienti, che oggi sono sempre più al centro del percorso di cura.”
“Aumentare l’aderenza e migliorare l’efficacia del trattamento consente di rendere le risorse più efficienti, con effetti positivi sulla salute dei pazienti e sull’intero sistema sanitario“, conclude il Professor Francesco Bandello, Ordinario di Oftalmologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Direttore dell’Unità di Oculistica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano “Tuttavia, considerare il farmaco come un singolo fattore produttivo limita questo progresso. Un’analisi più ampia, che tenga conto dell’impatto a lungo termine sui pazienti e sulla società, renderebbe più evidente il valore complessivo dell’innovazione. Investimenti mirati e una gestione integrata delle risorse possono rendere il sistema più sostenibile ed efficiente, con benefici concreti per tutti”.
