MEDICINE COMPLEMENTARI: SONO DAVVERO ACQUA FRESCA…?

Un dibattito sempre aperto, quello della medicina dei bassi dosaggi.  E di recente il dibattito si e’ ripresentato in occasione della nuova edizione del volume “Low Dose Medicine – Omeopatia e Omotossicologia – Le Prove Scientifiche” (GUNA Editore).

In particolare, sono stati evidenziati e discussi i più recenti risultati della ricerca scientifica in questo settore: sono stati spiegati i meccanismi d’azione dei medicinali “low dose” e illustrati gli sviluppi che, da queste ricerche, stanno scaturendo in termini di cura per molte patologie, come ad esempio la psoriasi e la vitiligine.

“Sono fiero di aver coordinato la riedizione del nuovo volume ‘Low Dose Medicine. Omeopatia e Omotossicologia. Le prove scientifiche’, che permette di far conoscere l’efficacia terapeutica dei medicinali non convenzionali sia agli addetti ai lavori sia a coloro che vogliano documentarsi su un argomento di stretta attualità e di interesse pubblico sempre maggiore – ha dichiarato Leonello Milani, Neurologo e Direttore Scientifico della rivista “La Medicina Biologica” – come confermano gli 11 milioni di italiani che utilizzano con successo farmaci non convenzionali per curare e prevenire malattie, e soprattutto i 20.000 medici che – con un saggio atteggiamento ‘complementare’ – li prescrivono ogni giorno”.

Torello Lotti, Dermatologo, in particolare, ha compiuto interessanti ricerche sul trattamento della vitiligine e della psoriasi sottolineando che “Gli attuali trattamenti per la vitiligine non sono del tutto soddisfacenti in termini clinici, estetici e di risultati definitivi per i pazienti. Recentemente sono state però introdotte terapie combinate che hanno portato risultati positivi: in questo studio la terapia si è basata sulla Low Dose Cytokines Therapy associata a microfototerapia, procedure che, quando associate, aumentano notevolmente i risultati del singolo trattamento locale e velocizzano l’effetto di ripigmentazione. Non si sono osservati effetti collaterali dopo la somministrazione per via orale di citochine a basso dosaggio preparate con il metodo SKA né progressione della malattia nel corso di tale trattamento che è quindi sempre consigliabile per i pazienti”. Il Prof. Lotti è intervenuto anche sulle terapie per la psoriasi “Una malattia infiammatoria cronica autoimmune della pelle, significativamente invalidante e con riflessi negativi anche dal punto di vista psicologico, che colpisce dall’1 al 3% della popolazione mondiale. In questo studio è stata valutata l’efficacia della UVA-1 phototerapy e, in parallelo, l’aumento di efficacia della medesima terapia quando associata alla somministrazione di basse dosi di citochine. Fatta salva come per prassi la necessità di ulteriori studi, già questi risultati preliminari dimostrano l’efficacia dell’uso combinato di fototerapia e terapia con citochine a basso dosaggio attivate, evidenziando il ruolo fondamentale delle citochine anti- infiammatorie low dose nel trattamento della psoriasi volgare”.

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