DAI VALORE AL TUO CUORE

Il 29 ottobre sarà la Giornata Mondiale dell’Ictus. Sarà questa l’occasione per sensibilizzare gli italiani sulla prevenzione cardiovascolare e sulla fibrillazione atriale. E cosa c’è di meglio se non l’evento che si svolgerà in 3 importanti ospedali di Bologna, Roma e Napoli con il supporto di SIC (Società Italiana di Cardiologia) e A.L.I.Ce. Italia ODV (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale)? Qui, infatti, OMRON Healthcare, nell’ambito dell’iniziativa di prevenzione Dai Valore al Tuo Cuore, offrirà un check-up cardiovascolare gratuito. Inoltre, dalle ore 7 alle 15 si effettueranno il controllo della pressione sanguigna con ECG, test di aritmie e fibrillazione atriale. Gli operatori sanitari presenti in loco misureranno i parametri, insieme a una breve intervista al paziente, spiegheranno il rischio della patologia e l’importanza del monitoraggio domiciliare di pressione arteriosa ed ECG.

OMRON sarà presente il 29 ottobre a:

BOLOGNA – Policlinico S.Orsola-Malpighi     

ROMA – Policlinico Umberto I

NAPOLI – Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II

Per maggiori informazioni visitare https://www.omron-healthcare.it/controlli-gratuiti

Un’iniziativa davvero importante se si pensa che l’ictus è una delle principali cause di morte e disabilità in tutto il mondo e che la fibrillazione atriale ne è la principale causa prevenibile. “Nei pazienti a rischio elevato, lo screening della fibrillazione atriale può garantire innegabili vantaggi. L’età è un fattore di rischio rilevante per l’insorgenza della fibrillazione atriale, ma non dobbiamo sottovalutare l’ipertensione arteriosa, il diabete mellito, lo scompenso cardiaco, la malattia renale cronica, l’obesità, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, la sindrome delle apnee ostruttive. In questi pazienti le linee guida raccomandano lo screening opportunistico della fibrillazione atriale”, dichiara Pasquale Perrone Filardi, Presidente SIC, Roma, Ordinario di Cardiologia presso l’Università Federico II di Napoli.

Uno studio mostra che i pazienti con fibrillazione atriale hanno un rischio 5 volte maggiore di sviluppare ictus rispetto ad altri pazienti ipertesi. Dunque la diagnosi precoce e l’inizio anticipato del trattamento possono prevenire lo sviluppo di questa patologia. Tuttavia, il fatto che circa il 40% dei pazienti sia asintomatico rende difficile la diagnosi precoce. Diventa quindi essenziale registrare l’ECG ogni volta che ci si sente male e condividere i dati registrati con il medico durante l’appuntamento successivo.

“La rilevazione di fibrillazione atriale non ancora diagnosticata in circa il 10% di tutti gli ictus ischemici pone l’urgente necessità di rilevare la fibrillazione atriale asintomatica, al fine di avere l’opportunità di prevenire questi ictus istituendo per tempo il trattamento più appropriato. Infatti, sebbene molti pazienti con fibrillazione atriale sviluppino sintomi che portano ad un’appropriata diagnosi e gestione della malattia, in molti casi la prima manifestazione può essere un ictus debilitante o la morte”, commenta Claudio Borghi, professore di Medicina Interna all’Alma Mater e Direttore di Medicina Interna Cardiovascolare e del Centro Europeo di Eccellenza per l’Ipertensione Arteriosa dell’IRCCS Bologna – Policlinico di Sant’Orsola.

Il rischio aumenta con l’età – Secondo i dati della Società Europea di Cardiologia, le principali cause di morte in Europa sono le malattie cerebrovascolari e cardiovascolari e il rischio di svilupparle aumenta con l’età e si prevede che il numero di casi continuerà ad aumentare in Europa con l’invecchiamento della popolazione.

“Nei prossimi anni, in particolare nei paesi occidentali, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, il numero di pazienti affetti da fibrillazione atriale raddoppierà. La rilevanza epidemiologica della fibrillazione atriale si associa ad un’elevata quota di mortalità e morbilità, con conseguenti ricadute sulla salute del singolo paziente, della collettività e sugli aspetti socioeconomici. Per questo è importante intervenire rapidamente per diagnosticarla precocemente”, spiega Giovambattista Desideri, Professore Ordinario di Medicina Interna – Dipartimento di Geriatria delle Scienze Cliniche Interne, Anestesiologiche e Cardiovascolari, Università Sapienza di Roma.

Con Going for ZERO, come visione a lungo termine in ambito cardiovascolare, OMRON Healthcare si è dedicata al raggiungimento di zero malattie cerebrovascolari e cardiovascolari in tutto il mondo. Poiché il livello di consapevolezza del rischio di fibrillazione atriale, l’importanza della diagnosi precoce e l’efficacia della registrazione dell’ECG a domicilio sono ancora esigui, l’azienda continua a lanciare la campagna educativa sulla malattia e spinge per realizzare la sua visione di Going for ZERO, contribuendo a vite più sane in tutto il mondo.

 

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