L’intergruppo Parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer, con il convegno che si è tenuto recentemente presso il Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova a Napoli, ha fatto convergere istituzioni, società scientifiche, associazioni pazienti e mondo accademico per portare soluzioni concrete al contrasto della malattia.
Obiettivo raggiunto: il “Manifesto” di impegno comune per portare soluzioni concrete nell’ambito della legislatura in corso e per mettere a fuoco gli obiettivi e le azioni necessarie per rispondere alle sfide storiche poste da questa patologia. Confermato l’impegno del Governo a rifinanziare il fondo per l’Alzheimer, prevedendo – con la legge di bilancio in discussione al Senato – 5 milioni per il 2024 e 15 milioni per ciascuno degli anni 2025-2026: si tratta quindi di 35 milioni complessivi.
Tra gli obiettivi della neonata alleanza, dunque,’è quello di rendere il nostro Servizio Sanitario e Sociale pronto ad accogliere le future innovazioni e garantire equità e tempestività di accesso ai servizi, alle prossime opportunità di trattamento e al sistema delle cure domiciliari per tutti i cittadini italiani.
Le priorità sono chiare: dall’urgenza di un aggiornamento dei percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali in tutte le regioni del Paese, in particolare alla luce della nuova fisionomia del SSN disegnata dal PNRR, alla necessità di potenziare la dotazione diagnostica, le infrastrutture dei centri e l’incremento del personale sul territorio per garantire diagnosi e trattamenti precoci.
Così come il rifinanziamento del Fondo Alzheimer, in scadenza quest’anno e l’aggiornamento del Piano Nazionale Demenze e del Piano Nazionale Prevenzione, dando poi piena attuazione del quadro legislativo già esistente in ambito di caregiver familiari, riconoscendo questo ruolo con specifiche tutele e strumenti di welfare.
Andranno colmate le disomogeneità regionali, il parco diagnostico-tecnologico nazionale e le dotazioni strumentali sono insufficienti, le infrastrutture oggi dedicate alla gestione dei pazienti Alzheimer sono limitate e spesso non dialogano fra loro, generando confusione e ritardi, e la rete di cura deve essere potenziata.
