Un “viaggio nel tempo”, attraverso il linguaggio onirico e metaforico del cinema, per scoprire come le scelte fatte ogni giorno possano determinare il nostro presente e il nostro futuro. “Riscrivere”, il cortometraggio promosso da MSD Italia con il patrocinio della SItI – Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, prodotto da Brandon Box per la regia di Mattia Lunardi, è stato presentato in esclusiva alla Festa del Cinema di Roma e intende coinvolgere il pubblico sulla prevenzione dall’infezione da Papillomavirus (HPV) .
Linda è una giovane donna che, in un letto d’ospedale, si trova a riflettere sul suo passato e a ripensare alle decisioni prese nella sua vita. Attraverso un sistema di passaggi temporali, la narrazione ci permette di attraversare la linea del tempo dell’esperienza della protagonista e della sua famiglia, rivivendone i momenti chiave che hanno determinato il flusso degli eventi.
Grazie alla tecnica narrativa delle “sliding doors” e del flashback, Linda ha l’opportunità di tornare indietro e “Riscrivere” il suo passato. Ricorrendo a piccoli gesti, ha la possibilità di appianare le divergenze familiari, ricucire le ferite e le incomprensioni, soprattutto, stimolare nella sua famiglia la riflessione sull’importanza dell’INFORMAZIONE e della PREVENZIONE.
Snodandosi tra le emozioni, i sentimenti e le incomprensioni dei protagonisti, il cortometraggio mette in luce la complessità delle relazioni personali e familiari e ci invita a riflettere sull’importanza dell’informazione per compiere scelte consapevoli che possono decidere il corso degli eventi.
Le scelte “riscritte” da Linda, a catena, si ripercuotono sul presente. Spiega il regista, Mattia Lunardi: “Riscrivere un racconto, una storia, o semplicemente una frase, significa avere la possibilità di viaggiare nel tempo in un qualche modo, sperimentando simultaneamente passato e presente e futuro. La storia di Linda è paradigmatica e dà voce a tante storie reali di chi si trova a fronteggiare una diagnosi di tumore. Vicende cariche di emozioni discordanti e di snodi fondamentali che hanno un impatto sia sulla Persona che sui suoi familiari. La storia di Linda è il frutto di tante vicende e unisce tutte queste suggestioni e il senso di empatia che si è creato nel lavorare su questi personaggi spero possa essere trasmesso al pubblico, cercando di dare all’opera il compito di intrattenere, facendo al contempo riflettere”.
Rossella Ambrosini, l’attrice che interpreta Linda da adulta, aggiunge: «Fin dallo stralcio del provino, dove non conoscevo ancora tutta la sceneggiatura, mi ha colpita che ci fosse qualcosa di onirico, di magico: una persona che nel presente ha la possibilità di cambiare la sua vita e quella della sua famiglia in modo positivo. Questo mi ha fatto riflettere su quante volte nella nostra vita desidereremmo avere questa possibilità. Aver interpretato Linda mi ha resa fiera del messaggio di unione familiare e di sensibilizzazione nell’ambito della prevenzione dai tumori da HPV, così importante per noi donne».
L’infezione da Papillomavirus (HPV – Human Papilloma Virus) è la più frequente infezione sessualmente trasmessa. Il Papillomavirus è stato classificato come il secondo agente patogeno responsabile di cancro nel mondo. Può causare tumori di cervice uterina, ano, vagina, vulva, pene, cavità orale, faringe e laringe.
In Italia, oltre 6.500 casi ogni anno sono attribuiti a infezioni croniche di ceppi oncogeni del virus del Papilloma umano (HPV) e determina la totalità di quelli alla cervice uterina (2.400 diagnosi solo nel 2022).
Prevenire i tumori HPV-correlati è possibile grazie alla sinergia tra la prevenzione primaria e secondaria. Si possono così avere grandi vantaggi anche economici, oltre che di promozione della salute pubblica. I costi diretti totali correlati alle infezioni da HPV, infatti, sono stimabili in oltre 542 milioni di euro l’anno.
In linea con l’obiettivo di eliminazione dei tumori da HPV sancito dallo Europe’s Beating Cancer Plan, il Nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-20254 pone il raggiungimento della vaccinazione anti-HPV per il 95% degli adolescenti di entrambi i sessi e richiede il recupero dei soggetti non vaccinati, garantendo il diritto alla gratuità almeno fino a 26 anni per le ragazze e fino a 18 anni per i ragazzi.
L’informazione e la prevenzione sono, dunque, fondamentali per ridurre l’incidenza dei tumori da HPV. «Abbiamo molte frecce al nostro arco – dichiara Roberta Siliquini, Presidente SItI, Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica – Parlando di prevenzione primaria, per quanto riguarda l’HPV abbiamo a disposizione un vaccino con un dimostrato profilo di sicurezza ed efficacia che copre oltre il 90% delle forme tumorali associate al virus. Relativamente al carcinoma della cervice uterina, la prevenzione secondaria ci offre la possibilità di intercettare precocemente, con lo screening, sia la presenza dell’HPV attraverso la ricerca del Dna virale, sia la presenza di lesioni (Pap test), offrendoci l’opportunità di intervenire per tempo su una patologia che ha una letalità di circa il 20%. Nel nostro Paese assistiamo purtroppo ad una bassa adesione sia alla vaccinazione, peraltro offerta gratuitamente all’interno del PNPV a tutti gli adolescenti, maschi e femmine, che mantengono il diritto alla vaccinazione nel corso della vita, sia al Pap test per il tumore del collo dell’utero (cervice uterina) che è offerto alle donne gratuitamente. Approfittiamo poco di questi strumenti, che dobbiamo invece imparare ad utilizzare».
«Il Ministero della Salute ha inserito nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2023-2025, tra gli obiettivi prioritari, la prevenzione del cancro della cervice uterina e delle altre malattie HPV-correlate – dichiara Francesco Vaia, Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute – A questo impegno sono chiamate le regioni, le ASL, i medici, i farmacisti. Anche la comunicazione deve fare la sua parte perché tutti coloro che hanno diritto ad avere la vaccinazione e lo screening come LEA siano adeguatamente informati e aderiscano con consapevolezza. In Italia abbiamo ancora troppi casi di tumori HPV-correlati sia nella donna che nell’uomo, quando esiste la vaccinazione che li può prevenire e le coperture sono troppo basse e lontane dall’obiettivo che pone L’OMS. La comunicazione al cittadino è fondamentale e il Ministero si impegnerà su questo e ben vengano tutte le iniziative di corretta informazione che, come in questo caso, il Ministero volentieri autorizza purché scientificamente corrette».
