Con l’utilizzo delle mascherine, gli occhi, il décolleté e il collo sono diventate le parti più in vista del volto. E le donne lo sanno quanto può essere fastidioso avere gli occhi puntati addosso specie se la zona interessata ha qualche inestetismo. D’altra parte, questo è dovuto al fatto che la pelle del collo è molto sottile, essendo quasi priva di ghiandole sebacee. Una beauty routine, spesso, non è sufficiente a proteggerla e a contrastare le rughe o le cosiddette “collane di Venere”, le striature o linee più o meno sottili e profonde, dalla forma di anelli (sono chiamate anche “anelli di Venere”) che si presentano in questa zona. Tra le cause, sole, smog, postura, genetica, età.
Quella delle cosiddette collane di Venere è un tema di grande interesse, anche a causa di ciò che oltreoceano chiamano “Tech-neck”, ovvero l’abitudine di trascorrere il tempo fissando smartphone e tablet piegando il collo rispetto alla linea dello sguardo. Tale postura infatti, potrebbe causare l’insorgere prematuro di rughe e segni sulla pelle del collo. A rivelarlo è uno studio condotto da un gruppo di dermatologi di The London Clinic, secondo cui la flessione frequente porta a un rilassamento dei tessuti dell’area compresa tra la parte inferiore del viso e la linea delle clavicole, i cui segni visibili sono stati definiti appunto “tech-neck”. “Il problema delle rughe sul collo è aumentato notevolmente negli ultimi 10 anni a causa di un eccessivo utilizzo di tablet e smartphone, diventando un inestetismo che colpisce soprattutto le donne più giovani”, ha affermato al The Telegraph Christopher Rowland Payne, Consultant Dermatologist presso The London Clinic.
Nell’ultimo decennio sono emerse diverse terapie “surgery free” per rassodare il collo e cancellarne le rughe. Si possono adottare metodiche che utilizzano diverse tecnologie, tra queste il laser, che stimolano la produzione di nuovo collagene ed elastina.
“Tra le soluzioni per il ringiovanimento del collo ci sono le attività di stimolazione, con luce ad alta intensità, laser e sistemi a radiofrequenza – afferma il Prof. Paolo Bonan, Medico Chirurgo specializzato in Dermatologia e Venereologia e responsabile dell’Unità di Dermatologia e Dermochirurgia presso la clinica Villa Donatello di Firenze – RedTouch è un sistema laser innovativo perchè emette in una lunghezza d’onda esattamente nel picco di assorbimento delle fibre collagene. Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti con l’utilizzo di questa piattaforma, anche in zone delicate come il collo.” In epoca di pandemia l’attenzione alla cute di collo e décolleté è aumentata anche in seguito all’utilizzo della mascherina che mette in risalto questa zona e l’area perioculare.
“Oggi le persone richiedono interventi che rispettino la naturalità del loro aspetto, senza stravolgimenti della propria fisionomia e possibilmente senza vistosi segni post trattamento – afferma la dott.ssa Claudia Rastelli, medico estetico che opera presso diversi centri ambulatori in Emilia Romagna – Rispetto ad altre metodiche come le punture che possono procurare lividi e gonfiori, dopo una seduta di RedTouch si va incontro solamente a un breve arrossamento della parte trattata. Questo permette di continuare con le attività quotidiane perché il tempo di recupero è di alcune ore. Esso consiste in un trattamento semplice, indolore e che necessita di una ventina di minuti. Con tre sedute ogni 21 giorni è possibile ottenere ottimi risultati per lassità, micro rughe e luminosità della pelle.”
“Le cosiddette collane di Venere sono ancor più evidenti nei soggetti in cui si viene a creare una discrepanza tra il viso, liscio e con un tono e texture diversi, e il collo, la parte del corpo che maggiormente evidenzia l’invecchiamento di una persona – afferma la dott.ssa Laura Licitra, esperta di medicina estetica e del benessere – Per rimediare si possono utilizzare diverse metodiche, come il microneedling con la radiofrequenza frazionata. Uno strumento come Vivace utilizza tre sistemi in modo sinergico: con il microneedling ed i 36 microaghi che penetrano delicatamente nella pelle si effettua una biostimolazione meccanica che veicola la radiofrequenza in profondità. La radiofrequenza provoca una biostimolazione termica del derma per dare maggiore tono, rafforzare le fibre in collagene e determinare quindi la produzione di nuova elastina. La luce led, infine, fornisce un’ulteriore metodica coadiuvante. È consigliabile che le sedute si alternino a distanza di tre settimane, in modo che il tessuto abbia il tempo di biostimolarsi in modo fisiologico.”
