L’Unione Italiana Food esprime soddisfazione per gli imballaggi dell’insalata in busta. Escluse come gli altri prodotti di IV Gamma dall’obbligo nazionale di compostabilità
Un passo avanti importante per il comparto italiano dell’ortofrutta di IV gamma, che comprende insalate in busta e altri prodotti freschi, lavati, tagliati e pronti al consumo. Con la legge n. 173 del 5 ottobre 2026, è stata introdotta una modifica che esclude espressamente gli imballaggi di frutta e verdura di IV Gamma dall’obbligo nazionale di compostabilità. Riconoscendo le specifiche esigenze di conservazione, sicurezza alimentare e prevenzione degli sprechi del settore.
Un risultato accolto con soddisfazione da Unione Italiana Food, Associazione di categoria aderente a Confindustria, che, insieme alle aziende associate, ha contribuito al confronto istituzionale attraverso un’intensa attività di sensibilizzazione, sostenuta da approfondimenti tecnico-scientifici.
In questo percorso si inserisce anche la collaborazione con il Politecnico di Torino, che ha contribuito ad approfondire l’impatto ambientale delle diverse soluzioni di imballaggio attraverso studi basati sull’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment – LCA).
All’origine del problema
La questione nasce dal Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), che consente agli Stati membri, a determinate condizioni, di introdurre obblighi di compostabilità per alcune tipologie di imballaggi. L’Italia aveva esercitato questa facoltà con il decreto-legge n. 143 del 7 agosto 2026, prevedendo l’obbligo di utilizzo di materiali biodegradabili e compostabili anche per gli imballaggi in plastica monouso destinati a prodotti ortofrutticoli freschi preconfezionati di peso inferiore a 1,5 kg.
Nel corso della conversione in legge, grazie al confronto tra istituzioni e rappresentanti della filiera, è stata introdotta un’importante modifica che esclude espressamente i prodotti di IV Gamma da tale obbligo, riconoscendo le specifiche esigenze di conservazione, sicurezza alimentare e prevenzione degli sprechi del comparto.
«Questo risultato rappresenta un importante riconoscimento delle peculiarità del nostro comparto e dimostra il valore del dialogo tra imprese e istituzioni – dichiara Simone Zerbinati, Presidente del Gruppo Prodotti Ortofrutticoli di IV e V Gamma di Unione Italiana Food – Le nostre aziende sono impegnate nella ricerca di soluzioni più sostenibili. Ma per gli alimenti freschi e altamente deperibili, la confezione non è un semplice involucro. protegge il prodotto, contribuisce a garantirne la sicurezza e ne preserva la freschezza. La sfida è innovare, ma senza aumentare gli sprechi alimentari».
Le aziende sono infatti impegnate sul fronte della ricerca e dello sviluppo per mettere a punto soluzioni innovative che consentano di garantire una maggiore sostenibilità, senza compromettere la sicurezza alimentare. Tra le principali direttrici di ricerca del settore, figurano lo sviluppo di film monomateriale maggiormente riciclabili, l’impiego di materiali alternativi a base cellulosica e la riduzione degli spessori degli imballaggi.
Un mercato da oltre un miliardo di euro
I dati NielsenIQ relativi al 2025 confermano il ruolo centrale della IV Gamma nelle abitudini di acquisto degli italiani. Il mercato della sola verdura pronta al consumo supera il miliardo di euro, con 154 milioni di chili venduti in un anno. La penetrazione delle insalate e verdure di IV Gamma supera l’85%. Cresce con forza anche la frutta di IV Gamma: +10,5% nei volumi e +12,2% a valore, per un mercato che supera i 65 milioni di euro. Numeri che mostrano quanto il consumatore continui a riconoscere il valore del servizio offerto da prodotti freschi, pratici e pronti al consumo.
In un settore così radicato nel carrello delle famiglie, l’imballaggio svolge una funzione determinante. Contribuisce a proteggere gli alimenti dalle contaminazioni esterne e a mantenere le condizioni necessarie per la conservazione lungo la filiera. Oltre a fornire tutte le necessarie informazioni per il consumo. Le alternative compostabili oggi disponibili presentano ancora, per alcune applicazioni, limiti di compatibilità con i processi industriali, proprietà di barriera e capacità di garantire una shelf-life adeguata.
«La sostenibilità va valutata nel suo insieme – prosegue Zerbinati – Ridurre l’impatto degli imballaggi è un obiettivo che condividiamo, ma occorre considerare anche le conseguenze di un maggior spreco di cibo. Non si tratta di scegliere tra ambiente e sicurezza alimentare. Servono soluzioni che tutelino entrambi, sulla base di evidenze scientifiche e delle prestazioni effettive dei materiali».
L’esclusione prevista dalla normativa italiana rappresenta un importante riconoscimento delle specificità della IV Gamma, valorizzando il ruolo fondamentale degli imballaggi nella conservazione e nella sicurezza dei prodotti freschi. Un risultato che assume particolare rilevanza anche in vista dei prossimi sviluppi del quadro normativo europeo.
