Dal 18 al 21 ottobre al Lingotto le nuove frontiere della riabilitazione. Dall’intelligenza artificiale alle nuove linee guida e raccomandazioni cliniche, dalla gestione delle disabilità all’innovazione terapeutica
Un robot che accompagna una persona mentre cammina, ne interpreta le intenzioni di movimento, adatta il proprio sostegno alle sue capacità e può aiutarla a mantenere l’equilibrio e a evitare gli ostacoli. Si chiama WANDER (qui il video con il robot in azione) ed è una delle applicazioni più interessanti delle nuove tecnologie alla riabilitazione motoria.
Il sistema è concepito per assistere persone con difficoltà di deambulazione, anche a seguito di patologie neurologiche o ortopediche, con l’obiettivo di favorire il recupero dell’autonomia e la sicurezza negli spostamenti.
A WANDER è dedicato uno dei contributi scientifici presentati al 54° Congresso nazionale Simfer (Società italiana di Medicina fisica e riabilitativa), dal 18 al 21 ottobre 2026 al Centro Congressi Lingotto di Torino, con 350 relatori e oltre 1.500 partecipanti.
Il Congresso, presieduto da Sabrina Dal Fior e Giuseppe Massazza, metterà al centro il rapporto tra medicina fisica e riabilitativa e intelligenza artificiale, riassunto nel titolo «Prevedere per progettare per meglio intervenire».
WANDER: il robot che si adatta al passo della persona
WANDER è una piattaforma robotica mobile che combina supporto fisico, sensori intelligenti e algoritmi di controllo adattivo. Attraverso sensori di forza, telecamere e sistemi di rilevamento dell’ambiente, è progettata per riconoscere le intenzioni di movimento dell’utilizzatore e regolare dinamicamente velocità, direzione e livello di assistenza.
Può accompagnare la persona durante il cammino e i cambi di direzione, ma anche nei passaggi dalla posizione seduta a quella eretta e viceversa.
La piattaforma nasce dalla collaborazione tra Istituto italiano di tecnologia (Iit) e Inail, nell’ambito del progetto LABORIUS, coordinato dalla Sapienza Università di Roma. Il suo sviluppo prosegue con il coinvolgimento della Fondazione Don Gnocchi nel progetto PROMETEO, avviato nel maggio 2026, che prevede ulteriori attività di ottimizzazione e validazione con pazienti.
Al Congresso di Torino, martedì 20 ottobre, sarà presentato uno studio sull’integrazione di sensori wireless nella piattaforma WANDER, firmato da un gruppo di ricerca che comprende Giulio Maria Bianco, Alberto Ranavolo, Andrea Fortuna, Marta Lorenzini e Arash Ajoudani.
Diciannove aree tematiche per raccontare tutta la riabilitazione
L’innovazione tecnologica è tuttavia soltanto una delle dimensioni del Congresso, che affronta l’intero spettro della medicina fisica e riabilitativa attraverso 19 grandi aree tematiche.
Dalle malattie osteoarticolari, muscolari e tendinee alle patologie neuromuscolari e neurodegenerative; dalla riabilitazione dopo ictus, cerebrolesioni e lesioni midollari alla disabilità in età evolutiva; dalle patologie cardiorespiratorie e oncologiche alle malattie metaboliche, fino alla riabilitazione per le persone con disfunzioni pelviche, disfagia, edema e lipedema.
Ampio spazio sarà dedicato alla gestione del dolore e dell’infiammazione, alla spasticità e alla distonia, alla neuroplasticità e alla neuromodulazione, alle nuove terapie farmacologiche, alla medicina riabilitativa interventistica e allo sport, anche nella dimensione paralimpica.
Altri approfondimenti riguarderanno l’impiego di ausili e protesi, l’analisi del movimento, la diagnostica per immagini e le nuove opportunità della teleriabilitazione e della telemedicina.
«Il Congresso rappresenta la ricchezza e la multidimensionalità della medicina fisica e riabilitativa – sottolinea Giovanni Iolascon, presidente Simfer –. Il nostro obiettivo è migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e limitazioni funzionali, affrontando bisogni clinici molto diversi attraverso una visione unitaria della persona. L’intelligenza artificiale è una grande opportunità, ma non deve farci dimenticare che la riabilitazione è innanzitutto un progetto di cura complesso, personalizzato e multidisciplinare.
Per questo, accanto alla ricerca tecnologica, abbiamo dato grande spazio alle evidenze scientifiche, alle linee guida, alle raccomandazioni per la pratica clinica e al confronto con le altre società scientifiche. È attraverso questa integrazione di conoscenze e competenze che possiamo rendere le cure più efficaci, appropriate e accessibili».
Linee guida e raccomandazioni: dalla ricerca alla pratica clinica
Uno degli assi portanti del Congresso sarà la presentazione e la discussione di linee guida, raccomandazioni e documenti di indirizzo scientifico, ambito nel quale Simfer è direttamente impegnata per promuovere cure basate sulle migliori evidenze disponibili.
Tra gli appuntamenti figurano le nuove indicazioni per la riabilitazione respiratoria, le linee guida sull’impiego delle terapie fisiche strumentali nel dolore muscoloscheletrico, gli approfondimenti sulle raccomandazioni per la terapia infiltrativa nell’artrosi di anca e ginocchio. E le indicazioni cliniche sull’utilizzo delle onde d’urto nelle patologie muscolari e tendinee. Saranno inoltre affrontate le linee guida sulla riabilitazione dell’afasia e del neglect, le raccomandazioni per la fragilità ossea in età pediatrica e i percorsi di cura in condizioni cliniche complesse, tra cui le fratture di femore.
L’obiettivo è favorire il trasferimento delle conoscenze scientifiche nella pratica quotidiana dei professionisti, riducendo la variabilità degli interventi, migliorando l’appropriatezza prescrittiva e promuovendo percorsi riabilitativi efficaci e personalizzati.
La forza delle collaborazioni tra società scientifiche
Un altro elemento qualificante del Congresso è la presenza di numerosi simposi congiunti e tavole rotonde intersocietarie, a testimonianza dell’impegno di Simfer nel costruire percorsi condivisi con le altre discipline mediche e professioni sanitarie.
Tra gli altri appuntamenti congiunti figurano quelli con le società scientifiche dell’ortopedia e della traumatologia, per l’integrazione tra chirurgia protesica e recupero funzionale; con la reumatologia, per la gestione della fibromialgia; con le società che si occupano di dolore, osteoporosi e sarcopenia. Con le società pediatriche, per la presa in carico delle malattie neuromuscolari e della fragilità ossea nell’età evolutiva.
Inoltre, la collaborazione con la Società italiana di pneumologia (Aipo) sarà dedicata alle nuove indicazioni per la riabilitazione respiratoria, mentre con la Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) si discuterà di riabilitazione precoce dei pazienti ad alta complessità.
Una rete di collaborazioni che evidenzia il ruolo trasversale della medicina riabilitativa nei percorsi di cura e la necessità di integrare competenze specialistiche diverse intorno ai bisogni della persona.
Accesso alle cure, appropriatezza e sostenibilità
Il Congresso affronterà anche alcuni temi centrali per il futuro dell’organizzazione sanitaria: i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), l’appropriatezza dei ricoveri riabilitativi, la nuova codifica delle prestazioni, il rapporto tra ospedale e territorio e l’accesso agli ausili e alle protesi.
Saranno discussi i risultati di indagini nazionali, i nuovi percorsi diagnostico-terapeutici e le prospettive di sviluppo dei servizi, anche attraverso il confronto con rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni professionali e delle associazioni dei pazienti.
«Abbiamo costruito un Congresso che parte dalle sfide dell’innovazione ma vuole rispondere soprattutto ai problemi concreti della pratica clinica – spiegano Sabrina Dal Fior e Giuseppe Massazza, presidenti del Congresso –. Prevedere significa conoscere meglio le esigenze e le possibilità di recupero dei pazienti. Progettare significa individuare i percorsi più appropriati. Meglio intervenire significa tradurre le conoscenze in risultati concreti. Le nuove tecnologie possono aiutarci in questo compito, ma sono altrettanto importanti le linee guida condivise, l’integrazione tra le diverse specialità, la continuità assistenziale e la sostenibilità dei servizi. Vogliamo che il Congresso sia un’occasione di confronto tra ricerca, attività clinica e organizzazione sanitaria. Mantenendo sempre al centro la persona e i suoi bisogni».
Quattro giornate di ricerca e confronto scientifico
Il programma comprende quasi 300 contributi scientifici, 67 poster digitali, lezioni magistrali, simposi, tavole rotonde e workshop, oltre a quattro corsi precongressuali dedicati al ritorno alla guida delle persone con disabilità, alla bioingegneria della riabilitazione, all’impiego dei blocchi nervosi nel trattamento della spasticità e alla ventilazione meccanica nei pazienti neuromuscolari.
Non mancheranno il confronto internazionale sulle nuove frontiere della riabilitazione e il coinvolgimento delle associazioni dei pazienti e dei caregiver. Chiamate a esprimere il proprio punto di vista sulle opportunità e sui rischi delle nuove tecnologie.
Il Congresso vuole così rappresentare non soltanto uno spazio di aggiornamento scientifico, ma anche un’occasione per delineare il futuro della medicina fisica e riabilitativa italiana. Valorizzando la ricerca, la collaborazione tra professionisti, l’appropriatezza delle cure e la centralità della persona.
