L’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce per il tumore al seno, la neoplasia più frequente nelle donne in Italia. La mortalità è in calo grazie alla personalizzazione e agli avanzamenti terapeutici. Ma continua la disomogeneità nell’accesso agli screening e ai test genetici
Un’indagine condotta da Salute Donna ODV su 2.000 donne evidenzia una conoscenza diffusa dei programmi di screening sul tumore al seno, ma un accesso ancora insufficiente e disomogeneo. Infatti, 4 donne su 10 dichiarano di non aver mai ricevuto la lettera di invito allo screening mammografico, dato che sale a 7 su 10 nel Sud Italia.
Il Gruppo di Associazioni pazienti “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” e l’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro” ribadiscono le priorità per migliorare la prevenzione e la diagnosi precoce. Accesso gratuito ai test genetici; estensione dei programmi di prevenzione per le donne ad alto rischio e degli screening mammografici alle fasce d’età più giovani e più anziane; verifica e implementazione delle Breast Unit multidisciplinari.
L’indagine condotta da Salute Donna ODV
La ricerca ha coinvolto 2.000 donne ed evidenzia una conoscenza diffusa dei programmi di screening, ma un accesso ancora insufficiente e disomogeneo. Il 59% dichiara di aver ricevuto l’invito allo screening mammografico. Questo significa che 4 donne su 10 non sono mai state invitate dalle Istituzioni sanitarie locali a partecipare ai programmi di screening. Un dato rilevante e significativo, che cambia sensibilmente nelle diverse aree del Paese. Evidenziando una forte disomogeneità territoriale. Al Nord dichiara di aver ricevuto l’invito il 67% delle intervistate e al Centro il 56%. La percentuale scende invece al 30% al Sud e al 34% nelle Isole.
I dati sono stati presentati dall’Onorevole Vanessa Cattoi, Coordinatrice alla Camera dell’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”, insieme al Gruppo di 50 Associazioni pazienti “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”.
«La prevenzione rappresenta un pilastro fondamentale delle politiche sanitarie e deve essere garantita a tutte le donne, con equità e uniformità. Indipendentemente dal territorio di residenza – dichiara l’On. Vanessa Cattoi, Coordinatrice dell’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro” alla Camera dei deputati – È necessario proseguire nel rafforzamento dei programmi di screening e nello sviluppo di percorsi integrati di prevenzione, diagnosi e presa in carico. Capaci di rispondere ai bisogni delle persone e di contribuire concretamente alla riduzione delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari. In questo percorso, la collaborazione tra Istituzioni, professionisti sanitari e associazioni di pazienti è essenziale per individuare le priorità. Promuovere interventi efficaci e tradurre le esigenze dei cittadini in azioni concrete.
Desidero rivolgere un ringraziamento ad Anna Maria Mancuso e a tutto il Gruppo per il lavoro svolto nel corso degli anni nel dare voce ai bisogni delle persone con patologie oncologiche. E nel promuovere una maggiore attenzione ai temi della prevenzione e dell’assistenza. Come Intergruppo, continueremo a sostenere il confronto e la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, affinché la prevenzione sia sempre più accessibile, appropriata ed efficace e costituisca una garanzia concreta di tutela della salute su tutto il territorio nazionale.
In questa direzione, anche una stima dell’OCSE evidenzia il potenziale impatto di un ulteriore miglioramento dei risultati in ambito oncologico. Se l’Italia raggiungesse i migliori livelli di sopravvivenza osservati nei Paesi OCSE e dell’Unione europea, attraverso il miglioramento dello screening, della diagnosi e dei trattamenti, potrebbe evitare un decesso oncologico prematuro su sei. Un’indicazione significativa, che rafforza la necessità di continuare a investire nella prevenzione e nell’innovazione dei percorsi assistenziali. Valorizzando i risultati raggiunti e affrontando con determinazione le criticità ancora presenti».
Il ruolo delle Associazioni di pazienti nel promuovere la cultura della prevenzione
Ma non solo. Le Associazioni sono fondamentali per favorire l’informazione e portare all’attenzione dei decisori politici e sanitari le esigenze concrete delle donne. L’indagine presentata oggi offre in questo senso elementi importanti per individuare le criticità ancora presenti e orientare gli interventi necessari a migliorare l’accesso agli screening.
«Promuovere prevenzione e diagnosi precoce significa anche costruire una cultura della salute. Aiutare ogni donna a conoscere gli strumenti disponibili, a comprendere il valore dei controlli e a rivolgersi ai professionisti di riferimento per orientarsi nel proprio percorso – commenta Anna Maria Mancuso, Presidente Salute Donna ODV e Coordinatrice del Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” – Oltre, però, a contribuire ad aumentare la consapevolezza delle donne, è fondamentale che il Sistema Salute abbia la capacità di raggiungerle in modo regolare e uniforme. Servono inviti più efficaci, canali informativi semplici e una maggiore flessibilità degli appuntamenti. Soprattutto nelle aree dove le differenze territoriali sono più marcate. Ma servono anche interventi strutturali che migliorino ed estendano l’accesso alla prevenzione e alla diagnosi precoce del tumore al seno».
Tra chi ha ricevuto la lettera di invito allo screening, il 73% dichiara di aver aderito. Anche in questo caso il quadro territoriale non è omogeneo. L’adesione raggiunge l’80% al Nord e il 69% al Centro, mentre si attesta al 54% al Sud e al 53% nelle Isole. Il dato suggerisce che l’invito istituzionale conserva una forte capacità di attivazione, ma che l’efficacia del percorso può variare molto a seconda del territorio. Tra le donne che non hanno aderito, la motivazione più frequente è aver già eseguito autonomamente l’esame da poco tempo (59%). Il disinteresse esplicito verso lo screening riguarda invece solo il 3% delle risposte.
Prevenzione e diagnosi precoce fondamentali per il percorso terapeutico del tumore al seno
«La prevenzione e la diagnosi precoce sono parte integrante della presa in carico del tumore al seno – spiega Laura Pizzorno, Responsabile UOSD Chirurgia Senologica ASL 1 Abruzzo – Individuare la malattia in una fase iniziale infatti può ampliare le possibilità terapeutiche e consentire di scegliere trattamenti più appropriati in base alle caratteristiche del tumore e della paziente.
Lo screening organizzato è uno strumento fondamentale in questo percorso, insieme alla tempestiva valutazione dei segnali sospetti e all’approfondimento diagnostico quando necessario. Perché la diagnosi precoce si traduca in un beneficio concreto, è essenziale che l’intero percorso. Dagli esami di screening alla diagnosi, fino alla cura, sia tempestivo, coordinato e fondato su competenze multidisciplinari».
Migliorare prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico del tumore al seno sul territorio nazionale sono punti cardine dell’impegno dell’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”. Che insieme al Gruppo ha lavorato alacremente in passato e continua a lavorare su questi temi. Ultima pietra posata sul cammino è la mozione presentata il 14 ottobre 2025 a prima firma Cattoi, che impegna il Governo a definire in modo uniforme il modello delle Breast Unit, estendendo l’ambulatorio multidisciplinare anche alla fase metastatica.
Le priorità
- Garantire l’accesso gratuito ai test genetici su scala nazionale;
- Estendere i programmi di prevenzione dedicati alle donne ad alto rischio, portatrici della mutazione BRCA e con elevata densità mammaria;
- Rivedere i criteri dello screening mammografico, anche modulando le fasce d’età prima dei 50 e dopo i 64 anni;
- Verificare l’effettivo funzionamento delle Breast Unit e garantire équipe multidisciplinari stabili.
«È prioritario promuovere una maggiore adesione agli screening, sviluppare percorsi di prevenzione personalizzati per le donne ad alto rischio, favorire l’accesso ai test genetici secondo appropriatezza clinica. E garantire il pieno funzionamento delle Breast Unit. Come modello di presa in carico multidisciplinare e integrata. Nel quale la persona e i suoi bisogni restano al centro.
Come Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”, intendiamo proseguire il lavoro di confronto e collaborazione con le Istituzioni, le associazioni dei pazienti, le società scientifiche e i professionisti sanitari. Contribuendo a individuare soluzioni concrete e sostenibili per rafforzare la prevenzione oncologica e migliorare la qualità dell’assistenza.
L’obiettivo è consolidare un sistema sanitario capace di garantire percorsi sempre più efficaci e appropriati. Riducendo progressivamente i divari territoriali e promuovendo pari opportunità di accesso ai servizi. Investire nella prevenzione significa tutelare la salute dei cittadini, migliorare gli esiti di cura e rafforzare la capacità del Servizio sanitario nazionale di rispondere, in modo equo e sostenibile, ai bisogni della popolazione.
Dietro ogni dato infatti ci sono persone, famiglie e storie di vita. Dunque il nostro impegno deve essere quello di fare in modo che nessuno si senta solo di fronte alla malattia e che ogni donna possa contare su una prevenzione tempestiva, cure di qualità e una concreta speranza per il futuro» – conclude Cattoi.
