EASD 2026: fondamentale il monitoraggio continuo del glucosio nel diabete di tipo 2

Congresso EASD 2026: nuove evidenze scientifiche real-world e linee guida consolidano il ruolo del monitoraggio continuo del glucosio nel diabete di tipo 2, ma in Italia l’accesso alle tecnologie resta ancora disomogeneo

 

Nuove evidenze real-world presentate in occasione del 62° Congresso Annuale della European Association for the Study of Diabetes (EASD) in corso a Milano fino al 2 ottobre si aggiungono al crescente corpus di dati a supporto del monitoraggio continuo del glucosio. Inclusa la tecnologia Libre, nelle persone con diabete di tipo 2 in terapia con sola insulina basale.

Le linee guida di SID e AMD, pubblicate nel Sistema Nazionale Linee Guida dell’ISS, inoltre, raccomandano l’impiego del monitoraggio continuo del glucosio anche nelle persone trattate con sola insulina basale. Mentre resta aperta la sfida di garantire un accesso più uniforme alle tecnologie sul territorio nazionale.

Dati scientifici a supporto ma anche dati raccolti nella pratica quotidiana

Le evidenze a supporto del monitoraggio continuo del glucosio sono oggi sempre più solide e trovano conferma non solo negli studi clinici randomizzati, ma anche nei dati raccolti nella pratica clinica quotidiana. Mentre il consenso della comunità scientifica sul valore clinico del CGM cresce, resta però aperta una sfida concreta: superare le differenze regionali e garantire un accesso più equo e uniforme a queste tecnologie.

 

Dalla ricerca alla pratica clinica: un corpus di evidenze sempre più solido

Nuove evidenze real-world presentate in occasione del Congresso EASD si aggiungono al crescente corpus di dati a supporto del monitoraggio continuo del glucosio nelle persone con diabete di tipo 2 trattate con insulina basale.

I risultati hanno mostrato che l’utilizzo del CGM, inclusa la tecnologia Libre, è stato associato a un rischio di morte inferiore del 45% a 12 mesi e del 36% a 24 mesi, oltre che a una riduzione delle complicanze cardiovascolari, inclusi gli eventi ricorrenti.

Si tratta delle prime evidenze che mostrano un’associazione tra l’utilizzo del CGM e un minor rischio di morte nelle persone con diabete di tipo 2 trattate con insulina basale.

Questi risultati provengono da un ampio studio real-world condotto negli Stati Uniti che ha valutato gli outcome a lungo termine in quasi 28.000 adulti con diabete di tipo 2 in terapia con insulina basale, confrontando circa 14.000 utilizzatori di sistemi CGM con altrettante persone che non utilizzavano il monitoraggio continuo.

Attraverso un approccio di target trial emulation, una metodologia real-world progettata per riprodurre il più possibile le caratteristiche di uno studio clinico randomizzato, i ricercatori hanno effettuato il matching delle due coorti sulla base di 29 caratteristiche iniziali.

 

I risultati dello studio multicentrico randomizzato FreeDM2

Oltre a queste nuove evidenze real-world, i risultati dello studio multicentrico randomizzato FreeDM2, che ha utilizzato un sistema Libre di Abbott per il monitoraggio continuo del glucosio, hanno mostrato che l’impiego della tecnologia Abbott Libre contribuisce ad un miglioramento significativo del controllo glicemico rispetto al tradizionale automonitoraggio della glicemia mediante puntura del dito3,4. Lo studio è stato condotto in 24 centri del Regno Unito su 303 persone con diabete di tipo 2 in terapia con insulina basale2.

Dopo quattro mesi, i partecipanti hanno mostrato una riduzione dell’HbA1c dello 0,6%, hanno trascorso circa 2,5 ore in più al giorno nell’intervallo glicemico ottimale e hanno potuto prendere decisioni quotidiane più informate grazie alla disponibilità dei dati del glucosio in tempo reale.

I partecipanti allo studio utilizzavano insulina basale una volta al giorno e un inibitore SGLT2 o un agonista del recettore GLP‑1, evidenziando come il monitoraggio in tempo reale del glucosio offra benefici significativi anche per chi è già in terapia con farmaci avanzati e non utilizza insulina rapida o sulfoniluree per la riduzione della glicemia.

 

Evidenze che trovano conferma anche nel contesto italiano

In uno studio italiano condotto su 88 persone con diabete di tipo 2 in terapia insulinica basale, monitorate mediante il sistema di monitoraggio continuo del glucosio Libre, sono stati osservati risultati coerenti con quelli riportati a livello internazionale.

Dopo 3 mesi di utilizzo, lo studio ha evidenziato un miglioramento significativo del controllo glicemico, un incremento del tempo trascorso nel range terapeutico e un miglioramento della qualità di vita5, mostrando come i benefici osservati nello studio controllato FREEDM2 siano pienamente trasferibili nella pratica clinica quotidiana.

 

Le linee guida nazionali indicano con chiarezza la direzione

Il crescente numero di evidenze scientifiche trova riscontro anche nelle più recenti raccomandazioni cliniche italiane.
Le linee guida della Società Italiana di Diabetologia (SID) e dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD), pubblicate nel Sistema Nazionale Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e aggiornate ad ottobre 2025, esprimono una raccomandazione forte a favore dell’impiego del monitoraggio continuo del glucosio anche nelle persone con diabete di tipo 2 in terapia insulinica anche solo basale. Riconoscendo il valore della disponibilità continua dei dati del glucosio per migliorare il controllo metabolico e favorire una gestione più consapevole della malattia.

“Le evidenze oggi disponibili hanno cambiato il paradigma nella gestione del diabete”, spiega il Professor Andrea Giaccari, diabetologo del Policlinico Gemelli di Roma e Coordinatore delle Linee Guida italiane sulla terapia del diabete di tipo 2. “Oggi non discutiamo più se il monitoraggio continuo del glucosio sia efficace: la quantità e la qualità delle evidenze hanno portato le linee guida a raccomandarne l’impiego anche nelle persone con diabete di tipo 2 trattate con insulina solo basale. I dati presentati a questo EASD evidenziano inoltre una forte associazione fra uso del CGM e riduzione degli eventi cardiovascolari in chi fa questo tipo di terapia. Che significano non solo guadagno di salute, ma anche economico per chi deve gestire la sanità. La vera sfida diventa ora tradurre queste indicazioni nella pratica quotidiana affinché tutti gli italiani, indipendentemente dalla loro Regione di appartenenza, possano beneficiarne”.

Le raccomandazioni della comunità scientifica delineano quindi una direzione chiara: integrare sempre più il monitoraggio continuo del glucosio nella pratica clinica, affinché le evidenze prodotte dalla ricerca e dalla pratica clinica reale possano tradursi in benefici concreti per un numero crescente di persone con diabete.

 

Dalle evidenze all’accesso: la prossima sfida

Se oggi esiste un ampio consenso scientifico sul valore del monitoraggio continuo del glucosio, permane una significativa eterogeneità nell’accesso alle tecnologie.

I criteri di rimborsabilità dei sistemi CGM infatti, continuano infatti a differire da regione e regione. In alcune realtà l’accesso è ancora limitato alle persone in terapia insulinica multi-iniettiva. Mentre altre hanno già esteso la possibilità di utilizzo anche alle persone trattate con sola insulina basale. E,  in specifiche condizioni cliniche, anche ai pazienti non insulino-trattati.

“In Italia la possibilità di accedere al monitoraggio continuo del glucosio (CGM) dipende ancora dalla Regione in cui si risiede. Le evidenze scientifiche e le linee guida dimostrano chiaramente i benefici del CGM per le persone con diabete di tipo 2, rendendo urgente un aggiornamento coerente dei LEA e dei percorsi di rimborsabilità in tutte le Regioni. Ampliare la prescrivibilità a tutte le persone con diabete di tipo 2 rappresenta una scelta strategica di costo-efficacia, fondamentale per migliorare la loro qualità di vita. Questo investimento tecnologico riduce infatti in modo significativo le complicanze a lungo termine e i costi diretti e indiretti per il Servizio Sanitario Nazionale, abbattendo ospedalizzazioni e accessi al pronto soccorso” dichiara Lina Delle Monache, rappresentante delle associazioni di pazienti. E membro dei panel di esperti per la redazione delle Linee Guida italiane sul diabete e sul monitoraggio della glicemia.

 

 

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