Giornata Mondiale dell’alzheimer: al via la campagna di Lilly, realizzataalz con Airalzh ETS – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, per sensibilizzare sul valore della memoria e sull’importanza di prendersene cura
In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, Lilly lancia “The Unavailable Story”, l’iniziativa di sensibilizzazione, realizzata con il patrocinio e la supervisione scientifico-divulgativa di Airalzh ETS – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, che utilizza il linguaggio dei social network per promuovere una riflessione sul valore della memoria e sull’importanza di averne cura.
Il 20 settembre, cinque volti noti italiani, tra cui la cantante Chiara Galiazzo, la giornalista e conduttrice Veronica Ruggeri, l’attrice e influencer Ludovica Bizzaglia, il content creator e attivista Francesco Cicconetti e la conduttrice radiofonica e autrice Valentina Ricci, hanno archiviato contemporaneamente foto, video e contenuti personali e professionali dai propri profili social, che sono diventati improvvisamente vuoti, lasciando visibile una sola Instagram Story con il messaggio: “Questa storia non è più disponibile”. Un’assenza che ha attirato l’attenzione dei follower e che ha lasciato spazio a curiosità e interrogativi.
Dopo 24 ore, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer che cade il 21 settembre, i protagonisti della campagna hanno svelato attraverso le proprie storie di Instagram la natura dell’iniziativa.
Un forte messaggio attraverso i social
Se oggi i social sono diventati l’archivio digitale pubblico dei nostri ricordi felici, fatto di fotografie, video, persone, luoghi ed esperienze che contribuiscono a raccontare chi siamo, e se quindi l’identità digitale è diventata “il duplicato” della nostra memoria umana, sperimentare improvvisamente il “vuoto digitale” permette di fare una riflessione su quanto sia importante proteggere i nostri ricordi reali.
I ricordi di Veronica, Valentina, Francesco, Chiara e Ludovica sono scomparsi dalla loro “memoria digitale” proprio come può avvenire alla memoria reale dopo una diagnosi di Alzheimer, malattia neurodegenerativa progressiva che priva le persone dei propri ricordi, della propria indipendenza, delle proprie relazioni e, in definitiva, del proprio futuro.
Il messaggio della campagna
È quindi dal parallelismo tra memoria digitale e memoria umana che nasce il messaggio della campagna “The Unavailable Story”: “I ricordi non sono solo le nostre stories: sono tutta la nostra storia. Per questo è importante averne cura.” Un invito a riconoscere il valore dei ricordi che fanno parte della propria storia e a prestare attenzione ai cambiamenti della propria memoria.
“Per Airalzh è importante sostenere iniziative che contribuiscono a mantenere alta l’attenzione sulla malattia di Alzheimer, sulle persone che convivono con essa ogni giorno e su chi vive la diagnosi con loro, rimanendo al loro fianco. Abbiamo scelto di concedere il Patrocinio a questa campagna. E allo stesso tempo, offrire il nostro contributo scientifico-divulgativo, perché, tramite un linguaggio semplice e vicino alla quotidianità, invita tutte le persone a riflettere sul valore della memoria e sul fondamentale ruolo che essa ricopre all’interno delle nostre vite, relazioni e storie personali. Promuovere la conoscenza della malattia, sostenere la ricerca scientifica e favorire una maggiore consapevolezza sono al centro della nostra missione, con l’obiettivo di essere vicini alle persone con Alzheimer, ai loro famigliari e caregivers”, dichiara Alessandra Mocali, Presidente di Airalzh ETS – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer.
Il valore della memoria
Quando si parla di malattia di Alzheimer, il valore della memoria assume un significato ancora più profondo. Soffrire di perdita di memoria in maniera frequente e significativa rientra, infatti, tra i principali sintomi della malattia nelle sue fasi iniziali.
In Italia si stimano siano oltre 600 mila le persone che convivono con la malattia e circa 3 milioni coloro che sono direttamente coinvolti nell’assistenza dei propri cari. Secondo le stime disponibili, il costo annuo della malattia di Alzheimer, nel 2022, superava i 15,6 miliardi di euro. Con circa l’80% rappresentato da costi indiretti. Numeri che restituiscono la dimensione di una patologia il cui impatto va oltre la sfera sanitaria e si estende alla vita quotidiana, familiare e sociale.
La diagnosi precoce è fondamentale
Lo confermano i risultati dell’indagine commissionata nel 2023 da Lilly e condotta su circa 400 medici in Europa, di cui il 25% italiani, con l’obiettivo di esplorare il punto di vista dei medici di medicina generale e degli specialisti sugli attuali scenari di innovazione nel trattamento della malattia di Alzheimer e sulle condizioni necessarie per adottarli nella pratica clinica.
Dai risultati emerge che in Italia, l’83% degli intervistati ritiene fondamentale diagnosticare la malattia nelle fasi di declino cognitivo lieve (MCI) o di demenza lieve per offrire ai pazienti opzioni di cura significativamente migliori. Eppure, meno del 20% delle persone riceve una diagnosi biologica.
Intervenire nelle fasi iniziali della malattia significa quindi poter disporre di maggiori opportunità per affrontare il percorso di cura e assistenza, con benefici che si estendono anche alla vita delle famiglie e al piano sociale ed economico. È anche in questa prospettiva che l’evoluzione della diagnostica assume un ruolo centrale. Con strumenti e biomarcatori sempre più avanzati che possono contribuire a caratterizzare con maggiore accuratezza la malattia e a rendere il percorso di valutazione più tempestivo e appropriato.
