21 Settembre: XXXIII Giornata Mondiale Alzheimer

Per chi convive con una demenza come l’Alzheimer l’esperienza in ospedale può rivelarsi stressante. Un problema che la Federazione Alzheimer Italia ha affrontato presentando le Linee di indirizzo per la realizzazione di un Ospedale Dementia Friendly

 

 

Perché l’ambiente estraneo, i ritmi della degenza, i diversi professionisti impegnati nella cura possono aumentare il rischio di disorientamento. Di cadute, perdita di autonomia e conseguenti complicanze cliniche.  

Il progetto Dementia Friendly Hospital

Avviato nel 2024 dalla Federazione Alzheimer Italia si propone di offrire ai luoghi di cura strumenti concreti. Strumenti in grado di rispondere in modo adeguato ai bisogni specifici delle persone con demenza e dei loro familiari. Da questo percorso sono nate le Linee di indirizzo, elaborate con il contributo di oltre 150 professionisti sanitari e circa 800 caregiver. Che hanno condiviso la propria esperienza contribuendo a individuare criticità, bisogni e possibili soluzioni. La persona sempre al centro

Le Linee di indirizzo propongono un percorso operativo articolato in otto tappe. Per accompagnare gli ospedali nella costruzione di un’assistenza capace di rispondere ai bisogni specifici delle persone con demenza e dei loro familiari lungo tutto il percorso di cura. Dal primo ingresso del paziente alla dimissione e al rientro sul territorio.

Identificazione precoce della fragilità cognitiva ma non solo

È il primo passo che inizia già al Pronto Soccorso attraverso strumenti di screening semplici e rapidi. A questo segue una valutazione multidimensionale che considera gli aspetti clinici, ma anche quelli cognitivi. E poi quelli funzionali, nutrizionali e sociali. Così da valutare una presa in carico realmente personalizzata.

Prevenzione e gestione del delirium

Una sindrome frequente nelle persone con demenza ricoverate in ospedale. Che provoca disorientamento, alterazioni della coscienza e fluttuazioni emotive. Le Linee raccomandano di individuare tempestivamente i segnali di rischio e rivedere i farmaci che possono favorirne la comparsa. Promuovere mobilizzazione e idratazione, favorire il regolare ritmo sonno-veglia e garantire riferimenti chiari per l’orientamento nello spazio e nel tempo.

Il ruolo del caregiver

Le indicazioni invitano gli ospedali a riconoscerlo come risorsa fondamentale. Per comprendere abitudini, preferenze, interazione e bisogni della persona ricoverata. Per questo viene raccomandata una maggiore flessibilità negli accessi ai reparti e il coinvolgimento dei familiari nella pianificazione dell’assistenza.

Continuità e coerenza lungo tutto il percorso di cura

Il documento sottolinea l’importanza di una comunicazione strutturata tra i diversi professionisti coinvolti. E quella di un referente di percorso. Una figura capace di accompagnare la persona durante la degenza e favorire la condivisione delle informazioni tra le équipe e con i caregiver.

Viene poi posto l’accento sulla formazione continua del personale sanitario. Ma anche sull’importanza di ambienti più accoglienti e facilmente comprensibili. Come una segnaletica più chiara, l’utilizzo di orologi e calendari ben visibili. La riduzione dei rumori, un’illuminazione adeguata e spazi dedicati ai familiari. Interventi semplici che possono contribuire a ridurre ansia e confusione. Infine la necessità di programmare le dimissioni con anticipo. Per garantire continuità delle cure e limitare il rischio di nuovi accessi in ospedale.

“Alla base di queste Linee di indirizzo c’è dunque un approccio che guarda alla cura nella sua complessità. Intervenendo sulle tante dimensioni che contribuiscono al benessere della persona durante il ricovero”, sottolinea Francesca Arosio, psicologa e psicoterapeuta della Federazione Alzheimer e rappresentante al Tavolo di lavoro. “L’obiettivo è quello di costruire, passo dopo passo, una rete nazionale di ospedali che scelgono di mettere al centro la persona con demenza. Non solo con la sua condizione clinica, che va spesso oltre il sintomo acuto che richiede l’accesso in ospedale. Ma anche con la sua storia, le sue abitudini e le sue emozioni”.

Una rete che cresce

Sono già quattro in Italia gli ospedali riconosciuti “Dementia friendly” dalla Federazione Alzheimer. In provincia di Modena l’Ospedale Civile di Baggiovara e l’Ospedale di Sassuolo. L’Ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia (Como) e il Policlinico di Sant’Orsola di Bologna. In questi luoghi sono già stati introdotti interventi concreti come formazione dedicata al personale, segnaletica semplificata, attività non farmacologiche per ridurre agitazione e stress, maggiore presenza dei familiari e percorsi strutturati di continuità assistenziale.

Gli Ospedali Amici delle Persone con Demenza hanno l’obiettivo specifico di rendere il nostro Paese sempre più consapevole e capace di riconoscere i diritti e i bisogni delle persone con demenza. Gli sforzi vanno tutti nella stessa direzione: informare, contrastare lo stigma e favorire l’inclusione delle persone con demenza nella vita della comunità.

Le Linee di indirizzo complete sono disponibili a questo link. Gli ospedali interessati ad approfondire il progetto Dementia Friendly Hospital possono contattare la Federazione Alzheimer al numero 02 809767 o scrivendo a info@alzheimer.it.

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