Il peperone di Carmagnola è famoso per la polpa spessa e il sapore particolarmente dolce. E ve ne sono cinque tipi
Simbolo della gastronomia tradizionale piemontese, il peperone di Carmagnola è presente nel Paniere dei prodotti tipici della provincia di Torino. Anche grazie al disciplinare voluto dai produttori delle province di Torino e Cuneo che dal 1998 fanno parte del Consorzio del Peperone di Carmagnola, che ne stabilisce caratteristiche.
Le cinque tipologie riconosciute sono: il quadrato (il bragheis, quasi un cubo, carnoso, ottimo crudo e cotto), il tumaticot (tondeggiante, ricorda un pomodoro, adatto per gli antipasti), trottola (a forma di cuore, versatile), lungo o corno di bue (Presidio Slow Food, molto allungato, perfetto per la peperonata) e quadrato allungato (maturazione precoce, per tutti gli usi).
Si raccoglie da giugno a dicembre.
Un ortaggio dalle mille virtù
Il peperone è ricco di vitamina C, beta-carotene e sali minerali. Ha pochissime calorie, ha proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, favorisce la circolazione e aiuta la digestione grazie alla polpa carnosa e alle varietà tipiche come il Quadrato e il Corno di bue. Fa parte della famiglia delle Solanacee, la stessa delle patate, quindi fornisce un buon apporto di carboidrato.
I peperoni sono anche molto ricchi di provitamina A, che insieme alla C sono degli antiossidanti dai molteplici effetti benefici sulla salute, prevenendo patologie come l’invecchiamento precoce, le malattie cardiovascolari, i processi degenerativi. La sinergia di zinco, fosforo, magnesio, calcio, ferro, rame, vitamina B, vitamina E, unita al bassissimo contenuto di sodio, fanno dei peperoni, un ortaggio rassodante e anticellulite.
Quello rosso in particolare è ricchissimo di principi nutritivi, ed è il più saziante. Ha una polpa croccante, spessa e zuccherina. Ideale per i pinzimoni e per essere cotto alla brace.
Quello giallo ha invece un alto valore antiossidante. Tenero e succoso, ottimo da mangiare crudo, si può unire al pomodoro, per rendere più corposi i sughi e fare un pieno energetico grazie ai livelli record di vitamina C che contiene. Infatti se si vuole usufruire proprio dell’apporto intenso di questa vitamina è necessario mangiarlo crudo. Infatti la cottura può distruggere fino al 60% di vitamina C.
Ideale per tanti piatti: crudo o cotto
Il peperone di Carmagnola da crudo è l’accompagnato ideale per i fujot (i fornelli di coccio) con bagna cauda (a base di tre ingredienti principali cotti insieme al peperone a fuoco lento: aglio, olio extravergine d’oliva e acciughe salate).
Oppure, arrostito o saltato, come contorno di carni al forno, bolliti misti o carpione.
Perfetto anche con ripieni di carne, e come sugo per condire la pasta.
In Piemonte si conserva inoltre sott’aceto, sott’olio e in agrodolce. C’è poi l’antica tradizione del ‘sotto raspa’ (in dialetto povron d’la rapa). Un antipasto a base di peperoni crudi conservati in miscela di salamoia e copertura di vinacce in barili. A Carmagnola si usano anche insieme a un altro prodotto tipico, la carne di coniglio, per stufati rosolati nel burro con aggiunta di acciughe, aglio, alloro e rosmarino.
Consigli utili per non renderlo ….. indigesto
Non tutti digeriscono bene il peperone. Questo a causa a causa della buccia ricca di cellulosa, dei semi e dei filamenti bianchi interni che contengono solanina, irritano lo stomaco e rallentano i processi gastrici.
Il peperone rosso è generalmente più digeribile di quello giallo. Il colore rosso indica la completa maturazione dell’ortaggio. Con la maturazione diminuisce la quantità di solanina e la polpa diventa più dolce e morbida, riducendo i tempi di assimilazione rispetto a quelli gialli o verdi.
Il peperone di Carmagnola in festa
La 77ª Fiera Nazionale a lui dedicata, dal 28 agosto al 6 settembre 2026 trasformerà il centro storico della città in un palcoscenico di sapori. La coltivazione del peperone a Carmagnola, infatti, risale all’inizio del Novecento, quando l’orticoltore Domenico Ferrero di Salsasio introdusse e promosse questa coltura nel territorio.
Piazza Sant’Agostino ospiterà il Cuore di Peperone, una installazione artistica che celebra il protagonista indiscusso della fiera attraverso un linguaggio visivo d’impatto.
La fiera inoltre proporrà il Concorso del Peperone, che premia le aziende agricole che hanno coltivato gli esemplari più pesanti dei quattro ecotipi locali. Sul palco di Piazza Sant’Agostino saliranno le eccellenze dell’agricoltura carmagnolese. A fianco, la terza edizione del Peperone Urbano, la sfida lanciata dal Consorzio del Peperone e dal Comune a chiunque si sia cimentato nella coltivazione biologica del prodotto sul proprio terrazzo, in giardino o in classe. Premiati i primi tre classificati e le scuole primarie e dell’infanzia che hanno partecipato.
Il Quizzerone invece è la sfida collettiva dove grandi e piccini si sfidano all’ultima risposta corretta tra domande curiose sul prodotto, aneddoti locali e immagini a sorpresa. Al BTM PalaPeperone, infine la sfida gastronomica più attesa: tre ristoranti di prestigio si contendono il titolo di miglior bagna cauda dell’edizione 2026.
Domenica del 6 settembre, i volontari della Pro Loco di Carmagnola daranno vita alla preparazione della Maxi Peperonata, quattrocento chili di peperoni freschi forniti dal Consorzio del Peperone di Carmagnola, cento chili di salsiccia offerta dalle macellerie Bertero, Burzio e Sandri. Terminata la cottura, mille porzioni saranno distribuite gratuitamente al pubblico.
