Milano Health Week: vince la prevenzione e l’innovazione

Con oltre 46.000 presenze, 13.000 partecipanti, oltre 2.000 screening gratuiti e più di 80 eventi con specialisti, società scientifiche e associazioni pazienti, Milano si è trasformata in un grande spazio aperto di informazione

 

Milano trasformata in uno spazio open-air, gratuito e accessibile dedicato alla salute, alla prevenzione e all’innovazione. In cui i cittadini hanno potuto informarsi, orientarsi e partecipare ad attività educative sui principali temi della salute contemporanea.

È questo il bilancio della prima edizione della Milano Health Week in Portanuova, che dal 4 al 6 giugno ha trasformato Piazza Gae Aulenti in una grande piazza della salute aperta alla città.

A confermarlo sono i numeri della manifestazione. Oltre 46.000 presenze stimate nell’area di Portanuova, più di 13.000 partecipanti attivi, oltre 2.000 screening gratuiti effettuati. E oltre 80 eventi con specialisti, società scientifiche e associazioni pazienti.

Prevenzione, informazione e innovazione

Nei sei padiglioni tematici dedicati a salute femminile, salute maschile, neuroscienze e salute mentale, gastroenterologia e nutrizione, prevenzione oncologica e salute cardiometabolica, i cittadini hanno potuto accedere gratuitamente a un ampio programma di attività di prevenzione e informazione. Tra cui spirometrie, test cognitivi, valutazioni cardiovascolari e percorsi cardio-metabolici, oltre a talk, workshop. Oltre a incontri con specialisti dedicati alla diagnosi precoce, al benessere mentale, al supporto ai pazienti e alla promozione della qualità della vita.

Infine, una serie di iniziative diffuse nell’area di Portanuova dedicate alla prevenzione e all’educazione alla salute. Tra cui la clinica mobile “Io Prevengo” di Lilly, con screening cardiometabolici gratuiti e consulenze nutrizionali personalizzate. E il camper LILT, che ha offerto ecografie e pap test gratuiti, rafforzando la vocazione della manifestazione a promuovere una cultura della salute accessibile, partecipata e orientata alla diagnosi precoce.

Il Cancer Survivor Day

Tra i momenti più intensi della manifestazione, inoltre, il Cancer Survivors Day che ha coinvolto 600 persone negli spazi della Biblioteca degli Alberi Milano in un’iniziativa dedicata al valore della vita oltre il tumore. Pazienti, ex pazienti, caregiver e cittadini hanno condiviso una sessione di yoga comunitaria e un momento di riflessione sul ruolo del benessere fisico, emotivo e relazionale nel percorso di cura e guarigione.

Grande partecipazione di pubblico

Importanti anche i risultati sul fronte dell’engagement. La Milano Health Week infatti ha raggiunto oltre 6,7 milioni di persone attraverso i canali digitali. Contribuendo a portare i temi della prevenzione e della salute oltre i confini fisici della manifestazione. E ad amplificarne il valore educativo e informativo.

«La prima edizione della Milano Health Week ha confermato quanto sia forte il bisogno di spazi aperti, gratuiti e accessibili. In cui le persone possano informarsi, orientarsi e partecipare attivamente a iniziative dedicate alla salute – commenta Victor Savevski, Presidente di ESAIH (European Society for Artificial Intelligence in Health)-. Per tre giorni abbiamo visto cittadini, professionisti sanitari, istituzioni, società scientifiche, associazioni pazienti, imprese e mondo della ricerca condividere conoscenze, esperienze e competenze attorno a un obiettivo comune: rendere la salute più vicina alle persone e favorire una maggiore consapevolezza sui temi della prevenzione e dell’innovazione.

In una fase in cui scienza, tecnologia e intelligenza artificiale offrono nuove opportunità per far avanzare la ricerca, favorire l’innovazione clinica, migliorare la diagnostica e supportare professionisti sanitari e pazienti, il nostro impegno è promuovere un confronto scientifico, responsabile e fondato su evidenze. Capace di aiutare cittadini e pazienti a orientarsi meglio sui temi della salute. Milano Health Week nasce proprio da questa convinzione. La salute è una responsabilità condivisa e la collaborazione tra competenze diverse può generare un impatto concreto per la collettività».

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