Come sta cambiando la nostra alimentazione tra cibi della tradizione e novel food? Le proteine alternative sono una soluzione sostenibile. Per contribuire al raggiungimento dell’obiettivo globale di ‘Sicurezza Alimentare’.
Le proteine sono nutrienti essenziali per la vita, forniscono elementi fondamentali per la crescita. Ma anche per il mantenimento di buona salute e benessere in ogni età della vita
Ecco dunque la necessità di informare in modo chiaro sui novel food, sfatando falsi miti e infondati timori. Alimentati da notizie approssimative, superficiali o false.
Hellas Cena, specializzata in Scienza dell’Alimentazione con indirizzo Dietologico e Dietoterapico, Professore Associato presso l’Università di Pavia, ha spiegato il progetto Onfoods, evidenziando come la ricerca stia contribuendo a ridefinire il fabbisogno proteico lungo il ciclo di vita. E a guidare la transizione verso modelli alimentari più sostenibili, integrando fonti tradizionali e innovative. Fra l’altro, particolarmente interessante è il collegamento tra evidenze scientifiche e applicazione nella vita quotidiana. Per tradurre la conoscenza in scelte alimentari consapevoli.
“In questo contesto – ha precisato Hellas Cena – le proteine assumono un ruolo centrale, non solo come componente nutrizionale essenziale, ma come leva strategica per affrontare le sfide legate all’invecchiamento della popolazione, alla prevenzione delle malattie croniche e alla sostenibilità dei sistemi produttivi.”
“Con la crescita della popolazione mondiale e la conseguente pressione sulle risorse naturali – ha evidenziato Giuseppina Sandri, Professoressa Ordinaria di Tecnologia Farmaceutica dell’Università di Pavia,– l’offerta di proteine di alto valore è diventata sempre più limitata. Le proteine alternative dunque (di origine vegetale, da alga, da insetti, da fermentazione e stampata 3D,) suscitano un interesse crescente per il loro potenziale nel migliorare la sicurezza alimentare. E ridurre l’impatto ambientale della produzione di alimenti”.
Il tema della sostenibilità
Lajal Andreoletti, responsabile dei progetti ad impatto di LifeGate, ha approfondito il tema della sostenibilità nell’ottica della sfida di nutrire in modo sostenibile una popolazione globale destinata a superare i 9 miliardi di persone entro il 2050. Senza compromettere gli equilibri ecologici del pianeta. Nello scenario si inserisce l’evoluzione delle scelte alimentari delle giovani generazioni. Che stanno emergendo come attori chiave della transizione. Ed entra anche il tema dei novel food con il loro potenziale in termini di riduzione dell’impatto ambientale.
“È un quadro complesso in cui innovazione tecnologica e cambiamento dei comportamenti alimentari devono procedere insieme – ha spiegato Lajal Andreoletti – Orientare i consumi verso modelli più sostenibili, ridurre lo spreco, migliorare l’efficienza produttiva e favorire una maggiore accettazione sociale delle nuove soluzioni alimentari rappresentano leve complementari per conciliare sicurezza alimentare e sostenibilità.”
I novel food
I novel food – insetti compresi – si inseriscono nella lunga storia di paure alimentari che non hanno a che fare con il rischio reale. Ma con meccanismi culturali profondi. “Ogni volta che un nuovo alimento si affaccia sulle nostre tavole, la reazione è sempre la stessa. Diffidenza, paura, rifiuto – biologa dirigente presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana – illustra l’aspetto della sicurezza alimentare- ha precisato Alberto Grandi professore di Storia economica e Storia dell’alimentazione all’Università di Parma –
È successo con la patata, accusata di provocare la lebbra, con il pomodoro, ritenuto velenoso. In condizioni di abbondanza e di ampia scelta, come quelle in cui viviamo oggi, la paura diventa uno strumento per orientarsi in un sistema alimentare sempre più complesso. Peccato che sia quasi sempre uno strumento sbagliato. Infatti, intervengono quasi sempre fattori politici, economici e identitari che amplificano il rifiuto del nuovo. Trasformandolo in battaglia pubblica.
Ma la storia insegna che ciò che oggi appare estraneo e minaccioso, domani può diventare normale e persino tradizionale. Il problema, dunque, non sono i novel food: è la nostra difficoltà a riconoscere che anche la tradizione, un tempo, è stata una novità.”
La sicurezza alimentare
Sempre di più studi evidenziano il potenziale degli insetti commestibili come alternativa sostenibile. Ma la loro introduzione nel mercato europeo è subordinata al superamento di rigorosi controlli per garantire la sicurezza dei consumatori.
In Europa, gli insetti rientrano nella categoria dei novel food e, prima di essere commercializzati, le aziende interessate devono presentare un dossier scientifico completo alla Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che valuta in modo indipendente tutti i possibili rischi. Dalla composizione nutrizionale alla presenza di contaminanti microbiologici e chimici, fino al potenziale allergenico. A livello nazionale, gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali svolgono un ruolo fondamentale nel rafforzare il sistema di sicurezza alimentare, contribuiscono a individuare eventuali rischi emergenti. E a supportare le autorità competenti nei controlli ufficiali.
“La collaborazione tra istituzioni europee e nazionali – ha affermato Erminia Sezzi, biologa dirigente presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana – consente di coniugare innovazione e tutela della salute pubblica, garantendo un approccio basato su solide evidenze scientifiche. In questo contesto, gli insetti possono trovare spazio nella dieta in modo sicuro e consapevole, aprendo nuove prospettive per un sistema alimentare più sostenibile e resiliente.
Le proteine da insetti
L’interesse verso le proteine da insetti si inserisce oggi in un dato strutturale. Gli insetti rappresentano una componente naturale del nostro pianeta, in termini di biomassa costituiscono una parte dominante del regno animale pur non essendo tutte le specie commestibili. Sono dunque una matrice naturale, disponibile in natura, ad alta qualità proteica, allevabile e trasformabile in alimento proteico.
Carlotta Totaro Fila , fondatrice e CEO di ALIA Insect Farm, società agricola impegnata nello sviluppo di Novel Food a base di insetti per il consumo umano, con particolare focus su Acheta domesticus ripercorrendo l’iter di valutazione di un novel food a base di grillo (Acheta domesticus), ha messo in luce le criticità emerse nel primo dossier presentato a EFSA. In attesa di risposta ufficiale. Dall’esperienza ALIA emerge con chiarezza che il nodo centrale non è la materia prima. Bensì il livello di maturità e di standardizzazione del sistema produttivo con cui viene presentata.
“L’esperienza di ALIA dimostra come la sfida delle proteine da insetti si stia spostando dal piano teorico a quello produttivo. Non si tratta più soltanto di identificare nuove fonti naturali di proteine. Ma di costruire sistemi agro-industriali in grado di soddisfare i requisiti dei novel food lungo tutta la filiera. Dall’allevamento alla tavola.”
“Per superare le semplificazioni, riconoscendo il ruolo delle proteine animali nell’evoluzione umana. Senza chiudere la porta alle nuove soluzioni alimentari l’unica scelta è l’equilibrio – ha concluso Pietro Paganini, policy innovator, advisor e fondatore di Competere.eu, insegna innovazione delle politiche pubbliche ed European Business alla Temple University di Philadelphia e alla John Cabot University di Roma. “Dalla misura dei Greci all’era della personalizzazione, l’equilibrio diventa la chiave per regolare l’innovazione, tutelare i consumatori. E garantire libertà di scelta.”
