Si celebra, come ogni anno, il 19 aprile. È il World Liver Day. La giornata Mondiale del fegato. Al centro dell’attenzione una sfida sempre crescente: la steatosi epatica.
In pratica, si tratta dell’accumulo eccessivo di trigliceridi (oltre il 5%) nelle cellule del fegato. Una patologia che colpisce fino al 25% degli italiani adulti. Ma anche gli oltre 8 milioni che consumano alcol con modalità a rischio. Due condizioni spesso intrecciate, che contribuiscono alla crescita di cirrosi, tumore del fegato e necessità di trapianto.
Segnali non sempre evidenti
Il fegato può ammalarsi anche senza dare, per lungo tempo, segnali visibili. Tanto che la diagnosi arriva spesso quando il danno è già avanzato. Per questo le malattie epatiche rappresentano una delle principali sfide di salute pubblica, strettamente legata agli stili di vita.
Modelli alimentari scorretti
Negli ultimi anni lo scenario dell’epatologia è profondamente cambiato. Se i progressi terapeutici hanno rivoluzionato la gestione delle epatiti virali, in forte aumento sono le patologie legate a fattori metabolici e al consumo di alcol. Obesità, diabete, sedentarietà e alimentazione non equilibrata rappresentano, quindi, i principali fattori di rischio.
Il caso “binge drinking”
Un ruolo importante lo gioca il coinvolgimento delle fasce più giovani. A cominciare da modelli alimentari scorretti e dal cosiddetto “binge drinking”. L’assunzione compulsiva ed episodica di grandi quantità di alcol in un breve lasso di tempo. Solitamente 2-3 ore, al fine di ubriacarsi rapidamente. Tutto ciò contribuisce ad anticipare l’insorgenza della malattia epatica.
Il messaggio del World Liver Day
Questa giornata vuol mettere in evidenza un concetto fondamentale. La salute del fegato riguarda tutti e richiede un approccio attivo. Un metodo basato su consapevolezza, prevenzione e diagnosi precoce. Perché molte malattie epatiche possono essere prevenute o intercettate nelle fasi iniziali. A condizione, però, di non aspettare la comparsa dei sintomi.
Il primo passo è quello di conoscere il proprio stato di salute. Soprattutto in presenza di fattori di rischio. Oggi sono disponibili strumenti diagnostici semplici e non invasivi, che consentono di individuare precocemente eventuali alterazioni e avviare percorsi di cura appropriati.
Il ruolo dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF)
AISF è impegnata nella promozione della prevenzione, nella diffusione di corretti stili di vita e nello sviluppo di percorsi di diagnosi e cura sempre più efficaci e integrati.
“Le malattie del fegato stanno cambiando e sono sempre più legate agli stili di vita”, sottolinea il Prof. Giacomo Germani, Segretario AISF. “Il problema è che spesso si tratta di patologie silenziose, che vengono diagnosticate tardi. Il World Liver Day è un’occasione per ricordare che conoscere il proprio rischio e intervenire precocemente può fare la differenza. E ciò passa anche attraverso scelte quotidiane. Alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e attenzione al consumo di alcol sono elementi fondamentali per ridurre il rischio di malattia. Intervenire sugli stili di vita non significa solo prevenire l’insorgenza delle patologie, ma anche rallentarne la progressione e migliorare la qualità di vita dei pazienti”.
La Giornata Mondiale del Fegato è un’iniziativa guidata dall’Associazione europea per lo studio del fegato (EASL), dall’Associazione asiatica del Pacifico per lo studio del fegato (APASL), dall’Associazione americana per lo studio delle malattie del fegato (AASLD), dall’Asociacion Latino-americana para el Estudio del Higado (ALEH) e dalla Society on Liver Disease in Africa (SOLDA), sotto l’egida della Coalizione Healthy Livers, Healthy Lives.
