La gravidanza nelle donne con malattia cardiovascolare rappresenta una delle sfide più complesse della cardiologia moderna
La gravidanza comporta profonde modificazioni emodinamiche, ormonali e metaboliche che possono interagire in modo imprevedibile con la patologia cardiaca di base.
Non si tratta dunque soltanto di un problema clinico. Perchè si intrecciano medicina, etica, diritto alla maternità e responsabilità professionale. Le nuove linee guida ESC 2025 aggiornano la versione del 2018 e introducono un modello strutturato che ridefinisce la gestione della gravidanza nelle pazienti con malattie cardiovascolari (CVD).
Se ne è parlato nel corso del 43esimo Congresso “Conoscere e Curare il Cuore”, appuntamento scientifico che, di fronte alla comunità dei cardiologi italiani, ha riunito a Firenze, dal 19 al 22 marzo 2026 a Fortezza da Basso, alcuni tra i principali esperti italiani per analizzare le nuove frontiere della cardiologia dei nostri giorni.
Le nuove linee Guida ESC 2025
Il documento ruota attorno a tre pilastri: la centralità del Pregnancy Heart Team (PHT), la stratificazione del rischio tramite la classificazione mWHO 2.0, e percorsi clinici condivisi, specifici per le singole patologie.
“È importante sottolineare che la maggior parte delle raccomandazioni si basa su evidenze di livello C – commenta Eloisa Arbustini, direttore del Centro per lo Studio e la Diagnostica delle Cardiomiopatie presso la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia – Questo non riflette debolezza metodologica, ma i limiti etici intrinseci alla sperimentazione randomizzata in gravidanza. Le linee guida riconoscono esplicitamente ampi margini di giudizio clinico e aprono la porta al futuro ruolo dell’intelligenza artificiale nel supporto decisionale”.
Il diritto alla maternità
Uno dei passaggi più importanti del documento è il riconoscimento esplicito della maternità come diritto fondamentale. Le scelte riproduttive delle donne con CVD (malattia cardiovascolare) devono essere rispettate quando informate e autonome. Il compito del PHT non è proibire, ma accompagnare. Il counseling non deve limitarsi alla trasmissione di dati statistici: deve garantire comprensione reale del rischio.
“La letteratura clinica mostra che anche condizioni storicamente considerate proibitive, possono avere esiti favorevoli con gestione adeguata. La persistenza nella popolazione di molte CVD autosomiche dominanti dimostra che numerose gravidanze avvengono senza complicanze catastrofiche – aggiunge Eloisa Arbustini – La medicina moderna non deve negare la maternità, ma renderla più sicura”.
Il Pregnancy Heart Team è il cuore del sistema. “Il PHT infatti rappresenta il fulcro organizzativo della gestione. È obbligatorio per le classi di rischio elevate e dovrebbe includere: cardiologia specialistica, ostetricia ad alto rischio, anestesia, imaging cardiovascolare, genetica clinica, supporto psicologico– prosegue l’esperta- Dove il team formalizzato non esiste, le linee guida raccomandano la creazione di reti collaborative. Il modello è più organizzativo che tecnologico: la qualità della comunicazione tra specialisti è parte integrante della terapia.
Imaging in gravidanza: tra prudenza e necessità
L’ecografia e la risonanza magnetica rappresentano le metodiche di scelta. Le radiazioni ionizzanti devono essere limitate, ma non negate quando in gioco vi è una condizione potenzialmente letale.
Il principio guida è ALARA: as low as reasonably achievable. La sicurezza materna e fetale non è incompatibile con l’uso razionale della diagnostica avanzata. Raccomandazioni specifiche e “cose da non fare”.
Le linee guida introducono aggiornamenti su cardiomiopatie, aritmie primarie, cardiomiopatia peripartum, aortopatie, cardiopatie congenite, ipertensione polmonare, tromboembolismo, valvulopatie, coronaropatia, ipertensione, cardio-oncologia e trapianto cardiaco.
Particolarmente rilevanti sono le raccomandazioni di classe III, ciò che non deve essere fatto. Tra queste: DOAC in gravidanza, ACE-inibitori, ARB, ARNI, SGLT2-i, inibitori della miosina nella HCM, alcuni farmaci per ipertensione polmonare, micofenolato post-trapianto. Queste indicazioni negative sono spesso più importanti delle raccomandazioni positive.
Il potenziale dell’AI
L’AI potrebbe avere un grosso potenziale in questo campo. In particolare, potrebbe supportare la stratificazione del rischio, l’interpretazione dell’immagine, l’integrazione dei dati clinici.
