Una ricerca condotta da AMAB (Associazione Medici Agopuntori Bolognesi) presso l’Oncologia Medica Senologica del Policlinico conferma che l’agopuntura esercita una riduzione del dolore e dell’insonnia per 113 pazienti oncologiche
Riduzione del dolore, contrasto all’insonnia e un netto miglioramento dello stato di salute percepito. L’agopuntura si conferma un alleato prezioso per le donne che affrontano il percorso terapeutico contro il cancro.
Sono questi i pilastri dei risultati emersidai primi due anni di attività del servizio di agopuntura presso l’Oncologia Medica Senologica e Ginecologica del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS, offerto dall’associazione Loto Odv in collaborazione con A.M.A.B. (Associazione Medici Agopuntori Bolognesi, attiva dal 1986) e il Policlinico.
L’indagine realizzata da A.M.A.B., su 113 pazienti oncologiche evidenzia come questa pratica a possa ridurre drasticamente gli effetti collaterali delle cure oncologiche, migliorando il benessere fisico e psicologico delle donne sottoposte alle terapie.
Meno farmaci, più benessere
La ricerca si è concentrata su un campione di 113 donne in terapia oncologica, monitorando l’efficacia dell’agopuntura nel gestire sintomi spesso debilitanti che accompagnano la chemioterapia e le terapie ormonali. Tra le 95 che hanno completato il protocollo di 10 sedute settimanali, i benefici registrati tramite questionari certificati sono stati ampiamente significativi.
I risultati principali hanno evidenziato miglioramenti in diverse aree critiche: il dolore (oncologico e non) è diminuito, con un punteggio medio crollato dal 46,5% al 16%; i disturbi del sonno come l’insonnia sono più che dimezzati, passando dal 43,2% al 19,6%. La stanchezza cronica è scesa dal 49,7% al 26,5%; la percezione generale dello stato di salute è salita dal 50% al 68,4%, confermando un impatto positivo sulla qualità della vita non solo fisico, ma anche sociale.
Un approccio scientifico e umano
L’agopuntura può essere di aiuto anche per i suoi vantaggi in termini di sicurezza e di non interazione con altre terapie, in quanto terapia non farmacologica. “L’agopuntura non è una medicina alternativa, non cura il tumore, ma può alleviare i sintomi più strettamente legati alle terapie oncologiche, affiancandole in un’ottica di medicina integrata – spiega Claudio Zamagni, Direttore Oncologia Medica del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS e membro del comitato scientifico di Loto Odv – L’agopuntura permette infatti di modulare la risposta dell’organismo senza introdurre ulteriori molecole farmacologiche. Evitando così il rischio di interazioni e alleggerendo il carico tossico sulle pazienti già provate dalle cure”.
Affrontare un tumore non significa solo combattere la malattia, ma gestire un carico di sintomi spesso invalidanti nella vita quotidiana, come sottolinea Carlo Maria Giovanardi, Presidente dell’Associazione Medici Agopuntori Bolognesi (A.M.A.B.): “I risultati di questa indagine confermano che prenderci cura della persona, e non solo della malattia, è la chiave della medicina moderna. Grazie alla sinergia con Loto Odv e alla preparazione specifica dei nostri medici, siamo riusciti a offrire un sollievo concreto a problemi come l’insonnia e l’astenia. Per i quali spesso non esistono terapie standard. Vedere il punteggio dello stato di salute delle nostre pazienti salire significativamente dopo il trattamento è la conferma più importante del valore umano di questo progetto di medicina integrata”.
L’iter per le pazienti
Sono l’oncologo o il medico di riferimento a segnalare alla paziente la possibilità di accedere al servizio di agopuntura come strumento per alleviare i disturbi correlati alle terapie. Nel corso della prima visita, il Medico Agopuntore discute con la paziente il piano terapeutico per lei più indicato: il ciclo completo è costituito da 10 sedute di circa 30 minuti l’una. La frequenza delle sedute varia a seconda della patologia trattata, della sensibilità individuale della paziente, del risultato che si intende raggiungere.
“Ogni giorno, circa 50 donne affrontano cicli di chemioterapia al Sant’Orsola, convivendo con effetti collaterali che gravano pesantemente sulla loro quotidianità. Con questo progetto di agopuntura Loto Odv vuole donare alle pazienti una risorsa in più, non farmacologica e sicura, che permetta loro di affrontare le terapie salvavita con maggiore serenità e meno dolore. Mettere il benessere della donna al centro rimane la priorità assoluta della nostra associazione” conclude Sandra Balboni, Presidente nazionale Loto OdV.
