Reumatologia: nuovo progetto di ricerca promosso da APMARR

Dall’equità di accesso alle cure al superamento delle disparità territoriali fino alla riduzione delle liste di attesa, l’obiettivo è quello di compiere un primo passo verso la garanzia di politiche sanitarie più inclusive. E democratiche per le persone affette da patologie reumatologiche. 

 

Colmare il gap informativo attualmente presente nel mondo scientifico sulla prevalenza e l’incidenza di alcune patologie reumatologiche come le spondiloartriti, il lupus e la nefrite lupica. Raccogliere dati inediti e specifici sulle spese private sostenute dal cittadino e sulla qualità della vita di chi convive con queste patologie. Rilevazione, su un campione di circa 200 strutture, pubbliche e private, dislocate in 4 regioni italiane (Lazio, Lombardia, Puglia e Veneto), della lunghezza delle liste di attesa per alcune delle prestazioni specialistiche reumatologiche fruite dai cittadini nel pubblico e/o nel privato.

Sono questi i principali obiettivi del progetto di ricerca “Patologie reumatologiche in Italia: epidemiologia ed equità di accesso alle cure”, promosso da APMARR – Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare APS ETS e dal centro C.R.E.A. Sanità.

Il progetto si avvarrà del contributo di un board scientifico multidisciplinare composto da rappresentanti delle società scientifiche (SIR – Società Italiana di Reumatologia, CReI – Collegio Reumatologi Italiani, SIN – Società Italiana di Nefrologia, Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica – SIAAIC), delle associazioni pazienti (APMARR – Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare APS ETS, ANMAR  – Associazione Nazionale Malati Reumatici ODV, Gruppo LES Italiano – ODV) e di alcuni stakeholder del sistema sanitario (C.R.E.A. Sanità, Salutequità e FNOPI  – Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche).

 

I dettagli del progetto

 

Il primo nodo che il progetto punta a sciogliere riguarda la necessità di ridurre  il gap informativo attualmente esistente circa la prevalenza e l’incidenza di alcune patologie reumatologiche come le spondiloartriti, il lupus e la nefrite lupica. Per farlo i membri del board e i ricercatori del centro C.R.E.A. Sanità procederanno con una revisione sistematica della letteratura scientifica che verrà effettuata secondo le best practice previste a livello internazionale.
In Italia, infatti, i dati epidemiologici sulle malattie reumatologiche sono pochi, generalmente limitati a ristrette aree geografiche e solo ad alcune delle patologie. Per il lupus eritematoso sistemico, ad esempio, si stima in Italia una incidenza tra 2,0 – 2,8 per 100.000/abitanti/anno e una prevalenza tra 39,2 – 71 per 100.000 abitanti come svelato dal documento “La prevenzione in reumatologia”, recentemente promosso e redatto dalla Società Italiana di Reumatologia.

Dopo un’analisi sulla prevalenza e sull’incidenza di alcune specifiche patologie reumatologiche, il progetto proseguirà con la raccolta di un set di dati mediante una survey permanente. Indirizzata ad un campione di persone affette da spondiloartriti, lupus e nefrite lupica e finalizzata a rilevare informazioni su aspetti quali condizioni socio-economiche dei pazienti, qualità della vita, costi diretti non sanitari (es. trasporti, carburante) e costi indiretti (es. giornate di lavoro perse). 

 

Il problema spinoso delle liste di attesa

 

Infine si arriverà ad analizzare ed indagare il tema della lunghezza delle liste di attesa in sanità. Prendendo a campione l’erogazione di una serie di prestazioni specialistiche, selezionate dal board scientifico, in 4 regioni italiane (Lazio, Lombardia, Puglia e Veneto). Il tutto mediante la somministrazione a circa 200 strutture ospedaliere, sia pubbliche che private, di un questionario finalizzato a raccogliere i dati relativi ai tempi di attesa per le prestazioni fruite sia nel pubblico (con compartecipazione dei cittadini e in regime di intramoenia) che nel privato (sia convenzionato che a pagamento totale). Nonché i relativi costi, fatta eccezione per quelli relativi al “ticket”. 

Quello delle liste di attesa rappresenta uno dei problemi più urgenti del Servizio Sanitario Nazionale, con un impatto significativo sulla salute dei cittadini, sull’equità di accesso alle cure e sulla percezione che i cittadini hanno circa l’efficienza del sistema sanitario pubblico. “Sulle liste di attesa la situazione attuale in Italia è drammatica – dichiara Antonella Celano, presidente APMARR – Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare APS ETSNelle patologie reumatologiche è molto importante riuscire ad arrivare a una diagnosi precoce.

Ma per fare questo è necessario che le liste di attesa siano abbattute, perché nel momento in cui per una visita reumatologica i tempi di attesa superano i 6-7 mesi le persone corrono il rischio di non riuscire ad avere una diagnosi precoce. E di poter ricevere delle cure appropriate. In questo senso viene meno la garanzia nell’equità di accesso alle prestazioni sanitarie che mostra delle criticità. Non solo tra regione e regione ma anche tra Asl e Asl all’interno di una stessa regione. Occorre dunque rimboccarsi le maniche e lavorare concretamente per risolvere il problema delle liste d’attesa in sanità. E noi come APMARR, grazie al supporto dei ricercatori del C.R.E.A. Sanità e del board scientifico, desideriamo, grazie al progetto di ricerca, dare il nostro contributo concreto”.

 

Risolvere il gap informativo sulle malattie reumatiche

 

Le malattie croniche hanno un forte impatto sulla salute del paziente e, quando il sistema sanitario della regione è in sofferenza, il paziente si può trovare in condizione di rinunciare alle cure per problemi economici o organizzativi – spiega il C.R.E.A. SanitàQuesto problema è emerso spesso nei rapporti del C.R.E.A. Sanità e il progetto rappresenta un passo fondamentale per colmare il gap informativo sulle malattie reumatologiche nel nostro Paese. Una seria revisione sistematica della letteratura scientifica, condotta secondo le best practice internazionali, è essenziale per comprendere la reale prevalenza e incidenza di patologie come le spondiloartriti, il lupus e la nefrite lupica.

Parallelamente, la creazione di un modello in grado di rilevare la situazione attuale e disegnare prospettive future è cruciale per proporre soluzioni concrete. La raccolta e l’elaborazione rigorosa di dati real world, attraverso survey permanenti e questionari strutturati, ci permetterà di analizzare aspetti socio-economici, qualità della vita e costi sostenuti dai pazienti. Oltre ad affrontare il problema delle liste di attesa. Solo con un approccio scientifico e multidisciplinare sarà possibile garantire politiche sanitarie più inclusive. E migliorare l’equità di accesso alle cure per le persone affette da patologie reumatologiche.”

 

Le malattie sotto i riflettori

 

Il Lupus Eritematoso Sistemico (LES) è una malattia autoimmunitaria cronica che può coinvolgere ogni apparato e organo del corpo umano. L’espressione della malattia varia da forme meno severe a forme più serie, e spesso la malattia alterna periodi di benessere a riacutizzazioni. In alcuni casi, per fortuna oggi rari, la malattia può essere particolarmente aggressiva e causare persino la morte. Tuttavia, grazie alla possibilità di una diagnosi precoce e alle nuove cure sempre più efficaci, la qualità della vita dei pazienti è molto migliorata.

Il LES è 9 volte più frequente nel sesso femminile rispetto a quello maschile. In genere, la malattia compare tra i 25 e i 40 anni e si calcola che ogni anno in Italia ci siano 7-8 nuovi casi ogni 100 mila abitanti.
Inoltre, il LES è più comune nella razza nera e in quella asiatica, che tendono ad avere anche le forme più gravi della malattia. I sintomi più comuni riguardano la pelle, le articolazioni, il rene e si associano febbricola, stanchezza e malessere generalizzato.

 

Le Spondiloartriti sono un gruppo eterogeneo di artriti infiammatorie caratterizzate dall’assenza del fattore reumatoide (sieronegative) e dei noduli reumatoidi. Si presentano a volte, associate a sintomi sistemici, a manifestazioni mucocutanee, oculari e gastrointestinali.

La famiglia delle spondiloartriti sieronegative comprende:

  • spondilite anchilosante
  • artrite psoriasica
  • spondiloartriti enteropatiche (associate a Morbo di Crohn o rettocolite ulcerosa)
  • spondiloartriti reattive (sindrome di Reiter ed altre artriti HLA-B27 correlate)
  • Sindrome SAPHO (sinovite, acne, pustolosi, iperostosi, osteite)
  • Spondiloentesoartriti indifferenziate
La Nefrite Lupica è  una complicanza del lupus eritematoso sistemico, in cui il sistema immunitario attacca per errore i reni.  I sintomi più comuni includono affaticamento, ipertensione arteriosa, epatite, edema (gonfiore), ematuria (sangue nelle urine), proteinuria (proteine nelle urine) e in casi avanzati, iperazotemia (eccesso di azoto nel sangue). La diagnosi  si basa su biopsia renale e altri esami del sangue e delle urine. Il trattamento dipende dalla causa, dalla gravità e dallo stadio della malattia. Può includere l’uso di farmaci immunosoppressori per le malattie autoimmuni, come il lupus. 
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