Sindrome dell’ovaio policistico: nessuna cura e 7 donne su 10 senza diagnosi

È uno dei disturbi ormonali più comuni tra le donne in età fertile. Ne soffre tra il 6% e il 13%, e 7 casi su 10 non vengono diagnosticati (OMS).

I sintomi possono variare da donna a donna e comparire gradualmente, rendendo la condizione difficile da riconoscere. Alcuni dei segnali possibili della Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) sono cicli mestruali irregolari o assenti, acne persistente, crescita eccessiva di peli su viso e corpo. Ma anche diradamento dei capelli e difficoltà a concepire.

Non esiste una cura
“Di norma la sindrome dell’ovaio policistico si manifesta durante l’adolescenza”, spiega il dott. Marco Grassi, ginecologo dell’Ospedale ‘C. e G. Mazzoni’ di Ascoli Piceno. “E’ un disturbo ormonale cronico che non può essere curato, ma solo gestito. È caratterizzato da squilibri ormonali, livelli eccessivi di androgeni e cisti ovariche. Con cicli irregolari e mancanza di ovulazione, che rendono più difficile il concepimento. Motivo per cui la PCOS è uno dei fattori che incidono maggiormente sulla fertilità femminile”.

Le cause sono molteplici
Le origini della PCOS non sono ancora completamente note. Ma sembrano derivare da un malfunzionamento del sistema riproduttivo legato a squilibri metabolici, fattori genetici e ambientali, che generano un vero e proprio “ciclo perpetuo” della condizione. Tra i principali fattori coinvolti vi sono:
Squilibri ormonali: le ovaie e le ghiandole che ne regolano l’attività (ipofisi e ipotalamo) producono un eccesso di androgeni, causando acne, irsutismo e, talvolta, perdita di capelli.
Sindrome metabolica: l’eccesso di insulina, dovuto alla resistenza cellulare, stimola la produzione di androgeni e può ostacolare l’ovulazione.
Infiammazione di basso grado: può favorire la produzione di androgeni da parte delle ovaie e, nel tempo, contribuire a problemi cardiovascolari.
Fattori genetici: legame tra la PCOS e specifici geni familiari.
Sovrappeso o obesità aumentano il rischio di manifestare la sindrome. La perdita di peso può favorire il ripristino dell’ovulazione.

I sintomi sono vari e la diagnosi è spesso difficile
La PCOS si manifesta spesso durante la pubertà, con i primi cicli mestruali, ma può comparire anche più tardi. Di solito la condizione viene diagnosticata quando sono presenti almeno due dei seguenti elementi:
Cicli mestruali irregolari: pochi flussi all’anno, intervalli lunghi tra un ciclo e l’altro o mestruazioni abbondanti.
Eccesso di ormoni maschili: crescita di peli in zone maschili, acne grave o perdita di capelli.
Ovaie policistiche: ingrossamento ovarico con più follicoli e possibile assenza di ovulazione. Nei casi di sovrappeso o obesità, i sintomi possono essere più evidenti.
“Gli esami del sangue aiutano a identificare alterazioni ormonali caratteristiche”, continua il dottor Grassi. “Come l’aumento dei livelli di testosterone, di estrogeni, che stimolano l’endometrio. Dell’ormone luteinizzante (LH), fondamentale per l’ovulazione, dell’insulina, coinvolta nel metabolismo energetico, e dell’ormone antimulleriano, indicatore della riserva ovarica”.

Sviluppo di possibili altre malattie
Le donne con PCOS presentano un maggiore rischio di sviluppare altre patologie tra cui diabete di tipo 2, ipertensione, colesterolo alto, malattie cardiache e tumore dell’endometrio. Oltre agli effetti fisici, può avere un impatto psicologico significativo generando ansia, depressione e percezione negativa dell’immagine corporea sono frequenti.
Purtroppo non esiste una cura ma si possono gestire i sintomi
“Non esiste una cura definitiva ma i sintomi possono essere gestiti”, chiarisce il dottor Grassi. “Nelle donne con PCOS che non desiderano una gravidanza, per ridurre gli ormoni androgeni circolanti e le irregolarità mestruali, si prescrive di solito una terapia ormonale a base di estrogeni e progestinici. Le terapie combinate con estrogeni/progestinici più un antiandrogeno aiutano a ridurre gli androgeni e i sintomi correlati come l’irsutismo e l’acne. Solitamente la terapia ormonale viene per via orale o, in alternativa, con un cerotto o un dispositivo vaginale. Un’altra scelta terapeutica è rappresentata dall’inositolo, un elemento chiave che promuove una corretta ovulazione”.

La prevenzione e lo stile di vita
Uno stile di vita sano ed equilibrato è un alleato prezioso contro la PCOS. Adottare abitudini corrette può aiutare a restare in salute, a ridurre la comparsa dei sintomi e a gestirli nel tempo. Alimentazione bilanciata, attività fisica regolare e controllo del peso sono elementi fondamentali.

“Seguire una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali e legumi, limitando zuccheri e grassi poco salutari, sostiene il benessere generale. Muoversi con costanza, evitare fumo e alcol e rispettare le indicazioni mediche completano il sostegno necessario per migliorare l’equilibrio ormonale e le condizioni fisiologiche”, conclude il dottor Grassi.

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