È una malattia mentale cronica, invalidante e progressiva, caratterizzata da deliri, allucinazioni e disturbi cognitivi che possono manifestarsi a intervalli variabili tra periodi di relativa stabilità dei sintomi.
Nel mondo, la schizofrenia colpisce circa 24 milioni di persone, ovvero 1 persona su 300. In genere, si manifesta nella tarda adolescenza e intorno ai vent’anni e l’insorgenza tende ad essere più precoce negli uomini che nelle donne.
È una delle 15 principali cause di disabilità in tutto il mondo. Il trattamento della schizofrenia negli adolescenti è complesso, con esiti variabili. Gli antipsicotici offrono miglioramenti nel controllo dei sintomi. Tuttavia, i pazienti più giovani possono essere particolarmente vulnerabili agli effetti collaterali.
Proprio per questo viene accolta positivamente la notizia che la Commissione Europea (CE) ha approvato brexpiprazolo per il trattamento della schizofrenia negli adolescenti a partire dai 13 anni di età in seguito all’approvazione nel 2018 per il trattamento negli adulti.
La CE ha basato la sua approvazione su uno studio della durata di 6 settimane, condotto su 316 pazienti adolescenti. Lo studio ha valutato l’efficacia e il profilo di sicurezza del farmaco rispettivamente come esiti primari e secondari. Brexpiprazolo (2-4 mg/die) è stato associato a una maggiore riduzione della gravità dei sintomi. Ed è stato generalmente ben tollerato con un profilo di sicurezza coerente con quello osservato nei pazienti adulti con schizofrenia.
