Diminuzione dei tassi di mortalità per tutti i tumori del 3,5% circa per gli uomini e dell’1,2% per le donne. Queste le previsioni per l’Unione Europea nel 2025. Sono i risultati pubblicati sulla rivista “Annals of Oncology” frutto di uno studio coordinato dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con l’Università di Bologna e sostenuto dalla Fondazione AIRC.
I ricercatori hanno esaminato e analizzato separatamente i tassi di mortalità nell’UE e nel Regno Unito, per quanto riguarda il tumore dello stomaco, del colon-retto, del pancreas, del polmone, della mammella, dell’utero (compresa la cervice), dell’ovaio, della prostata, della vescica e delle leucemie, per entrambi i sessi.
Nei Paesi dell’UE si passerà, dunque, da 125/100.000 nel 2020 a 121/100.000 nel 2025 per gli uomini, e da 80/100.000 a 79/100.000 per le donne. Per quanto riguarda l’Italia il tasso di mortalità per tutti i tumori diminuirà per gli uomini, passando da 112 nel 2020 a 96/100.000 nel 2025, e per le donne, passando da 75 a 71/100.000.
Tumore della mammella – Anche in questo caso nell’Unione Europea (UE) nel 2025 i tassi di mortalità dovrebbero diminuire in tutte le fasce d’età pari al 3,6% nell’UE e allo 0,8% in Italia nel 2025 rispetto al 2020. Unica eccezione le pazienti ultraottantenni. Per queste ultime si prevede infatti un aumento del 7% circa rispetto a quelli osservati nel periodo 2015-2019. Gli epidemiologi coordinati da Carlo La Vecchia, professore di statistica medica ed epidemiologia all’Università Statale di Milano, ritengono che un motivo possa essere la mancanza di screening regolari e di diagnosi tempestive per queste donne che hanno anche minore probabilità di ricevere i trattamenti più innovativi. Ma anche la prevalenza di sovrappeso e obesità osservata negli ultimi decenni nella maggior parte dell’Europa settentrionale e centrale potrebbe avere il suo peso. Un fenomeno non controbilanciato da un miglioramento della diagnosi e della gestione della malattia nelle donne più anziane.
“Le donne anziane non sono incluse nei programmi di screening e probabilmente, rispetto alle più giovani, hanno minore giovamento dagli importanti progressi nella diagnosi e nella gestione del tumore della mammella, compresi i miglioramenti nella chemioterapia, nella terapia ormonale e nell’immunoterapia che include il trastuzumab e i farmaci similari, ma anche nella radioterapia e nella chirurgia”, dichiara La Vecchia.
Il gruppo di ricercatori prevede una diminuzione dei tassi di mortalità per tumore della mammella a tutte le età pari al 3,6% nell’UE e allo 0,8% in Italia nel 2025 rispetto al 2020. “Stimiamo che tra il 1989 e il 2025 siano stati evitati 373.000 decessi per tumore della mammella nell’UE. La maggior parte di questi decessi evitati è dovuta al miglioramento della gestione della malattia e all’introduzione di innovazioni terapeutiche, ma il 25-30% è probabilmente attribuibile a una maggiore diffusione della diagnosi precoce e del programma di screening. Poiché oggi il tumore della mammella può essere curato efficacemente grazie ad approcci innovativi, è essenziale che tutte le pazienti alle quali viene diagnosticato vengano indirizzate a centri oncologici in grado di offrire tutte le terapie necessarie. Inoltre, come indicato dagli andamenti sfavorevoli per le donne ultraottantenni, il controllo del sovrappeso e dell’obesità rimane una priorità, non solo per le malattie cardiovascolari, ma anche per i tumori, compreso il quello della mammella”, aggiunge il professor La Vecchia.
Dal 1988 al 2025 nell’UE si sono evitati 6,8 milioni di decessi per tutti i tipi di tumore (4,7 milioni negli uomini e 2,1 milioni nelle donne) – Tuttavia, a causa del crescente numero di anziani nella popolazione, il numero di decessi per tumore aumenterà da 671.963 nel 2020 a 709.400 nel 2025 tra gli uomini nell’UE e da 537.866 a 570.500 tra le donne. In Italia, invece, il numero di decessi passerà da 97.866 a 94.740 per gli uomini e da 79.991 a 81.740 per le donne.
Le eccezioni alla regola – Se è vero, infatti, che i tassi di mortalità per la maggior parte dei tumori diminuiranno quest’anno nell’UE, stessa cosa non si può dire per il tumore del pancreas, che mostrerà un aumento del 2% negli uomini e del 3% nelle donne per le quali si prevede anche un aumento del 4% del tumore del polmone e del 2% di quello della vescica.
“Il fumo rimane di gran lunga la principale causa nota di tumore del pancreas, causando dal 20 al 35% dei casi in varie fasce di età, a seconda delle diverse abitudini di fumo. Il diabete e il sovrappeso che portano allo sviluppo della sindrome metabolica sono responsabili di circa il 5% dei tumori al pancreas in Europa. Questo aspetto sta diventando sempre più importante a causa della crescente prevalenza dell’obesità, ma il controllo e la prevenzione del fumo rimangono la priorità per il controllo di questo tumore”, spiega la professoressa Eva Negri, docente di epidemiologia ambientale e medicina del lavoro dell’Università di Bologna e co-leader della ricerca.
Il tumore del polmone rappresenta la principale causa di morte per cancro tra gli uomini nell’UE (151.000 casi) e in Italia (19.600 casi). Nel nostro Paese il tumore della mammella è la prima causa di morte per cancro fra le donne (13.660 casi). Stessa cosa per l’Unione Europea, tuttavia si stima che il tasso di mortalità per tumore del polmone supererà quello della mammella nel 2025. Infatti, l’andamento della mortalità per questo tumore è ancora in aumento tra le donne (+3,8% rispetto al 2020).
Conclude Carlo La Vecchia: “Gli andamenti di mortalità per tumore continuano a essere favorevoli in tutta Europa. Tuttavia vi sono anche aspetti negativi: uno di questi sono i decessi per tumore del colon-retto nelle persone di età inferiore ai 50 anni, che hanno iniziato ad aumentare nel Regno Unito e in diversi Paesi dell’Europa centrale e settentrionale, a causa dell’aumento della prevalenza del sovrappeso e dell’obesità nei giovani che, per età, non sono coperti dallo screening del tumore colorettale. Inoltre i tassi di mortalità per il tumore del pancreas non sono in diminuzione nell’UE ed è ora la quarta causa di morte per tumore dopo il cancro del polmone, del colon-retto e della mammella. I tassi di mortalità per tumore del polmone stanno iniziando a stabilizzarsi, ma non ancora a diminuire nelle donne dell’UE. Le tendenze del cancro del pancreas e del polmone nelle donne sottolineano l’urgenza di attuare un controllo ancora più rigoroso del tabacco in tutta Europa”.
