Selvaggio, naturale, sostenibile. E’ il salmone dell’Alaska

Siamo ciò che mangiamo. E mangiare bene è oggi più che mai una priorità. Per noi è facile, visto che la dieta mediterranea a base di alimenti vegetali (cereali, frutta, verdura, legumi, noci e semi), pesce, crostacei, grassi sani e un limitato consumo di carne rossa, è la migliore per prevenire le malattie croniche e migliorare la salute generale.

È noto che mangiare più pesce riduce il rischio di malattie cardiache, e uno dei motivi principali è che il pesce, in particolare il pesce grasso come il salmone, contiene acidi grassi polinsaturi omega-3 come l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA).

Gli acidi grassi omega-3 docosaesaenoico (DHA) ed eicosapentaenoico (EPA) sono importanti per la salute del cervello, della retina, delle membrane cellulari, per avere una gravidanza sana e per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

I pesci grassi come il salmone selvaggio, contengono grassi salutari per il cuore, come i grassi insaturi. Il grasso è necessario per assorbire vitamine liposolubili importanti quali le vitamine A, E, D e K. Se la dieta non comprende grassi, il corpo non assimila bene questi nutrienti, con conseguente basso livello degli stessi.

 

Dall’Alaska: gusto, sapore e salute

Il Salmone selvaggio dell’Alaska, presente nelle acque incontaminate dell’ Oceano Pacifico, viene pescato seguendo rigide Leggi dello Stato che ne garantiscono la giusta quantità evitando sprechi dannosi per la salute del Pianeta. Per questo è disponibile fresco solo durante la stagione della pesca (da maggio a ottobre circa) mentre per tutto l’anno è possibile trovarlo in versione surgelata presso i rivenditori autorizzati.

Il processo di surgelazione avviene in tempi strettissimi, spesso a bordo dei pescherecci, in tal modo si conservano  integralmente  le caratteristiche organolettiche del pesce. Anche nella versione affumicata il salmone selvaggio dell’Alaska mantiene intatte le sue virtù. Inoltre il suo colore intenso e l’uniformità delle carni garantiscono non solo la sua naturalità ma regalano la meravigliosa sensazione di un salmone che si scioglie in bocca.

L’affumicatura di questo straordinario pesce ha una tradizione secolare e, ancora oggi, i produttori  lavorano la materia prima secondo i principi artigianali in modo da conferire al prodotto finale qualità inconfondibili come la consistenza soda, il colore brillante e un sapore ricco di naturalità. Una bontà che si scioglie in bocca e che gli “artisti della cucina” utilizzano per un’infinità di preparazioni.

Il salmone selvaggio dell’Alaska viene pescato in ambienti naturali e si nutre esclusivamente di ciò che offre il suo habitat, mentre a quello di allevamento, viene dato un mangime elaborato esclusivamente dalla mano dell’uomo.

Proprio per il loro nutrimento così diverso le differenze tra selvaggio e allevamento sono significative. Quello d’allevamento è più grasso e contiene oltre il 40% di calorie, inoltre non è esente da rischi di contaminazione. Il salmone selvaggio dell’Alaska è invece ricco di omega 3, acidi grassi a catena lunga che apportano grandi benefici persino alla salute del cuore e del cervello.

Il selvaggio, grazie al suo nutrimento, si riconosce dal colore arancio o rosa molto intenso, colore dovuto anche alla astaxantina, molecola che si trova nelle alghe, nel plancton e nel krill oltre ad altri piccoli crostacei. Quello d’allevamento è invece più pallido e opaco, e presenta le tipiche striature bianche.

 

Le  specie di salmone selvaggio dell’Alaska sono Cinque: King, o Reale, Keta, Coho, Sockeye, Rosa.

IL REALE, O KING, è la varietà più grande e anche la più ricca di sapore. E’ molto apprezzato per il colore, la consistenza delicata e il sapore succulento.

II COHO, O ARGENTATO, ha carni compatte, magre e tenere. Ha un basso contenuto di grassi ed è molto utilizzato per l’affumicatura.

IL SOCKEYE, ROSSO, è il più piccolo ma la sua consistenza è perfetta e il suo sapore è assolutamente naturale. E’ perfetto per le preparazioni a crudo proprio per la sua delicatezza.

IL KETA è ideale per le cotture veloci, nelle marinate e nelle preparazioni a crudo oltre che per la preparazioni degli antipasti. Infatti da questa varietà si ricava l’ikura, il raffinato caviale rosso dal sapore intenso.

IL PINK, O ROSA, oltre ad avere un sapore delicato è a basso contenuto di grassi. Molto versatile per le sue dimensioni, si presta a diverse preparazioni, dalle grigliate, ai sughi, alle insalate e a ricette semplici.

 

La parte  migliore del salmone selvaggio dell’Alaska è la pancia, ovvero la più grossa tenera e profumata, perfetta per sashimi e ricette a crudo. La parte posteriore invece ha meno grassi ed è adatta per cibi cotti, marinate o fritture.

Ricordate però che, se lo friggete, dovete cominciare dalla pelle finché non diventa croccante, quindi capovolgere, spegnere il fuoco e continuare così a fuoco spento.

 

Una ricetta da provare 

Salmone selvaggio rosso (sockeye) dell’Alaska marinato con sedano, zenzero e pepe di Sichuan

Ingredienti
300 g di salmone selvaggio sockeye dell’Alaska senza pelle tagliato a pezzetti o a fettine
70 g di succo di limone
70 g di succo di lime
30 g di succo d’arancia
30 g di salsa di soia
20 g di sakè
sale qb
50 g di sedano affettato sottilmente senza le foglie
15 g di zenzero affettato sottilmente
10 g di olio evo
scorza di 1 arancia
3 g pepe di Sichuan

Preparazione:
Preparate la marinata unendo tutti gli ingredienti, quindi aggiungete il salmone in modo che venga ricoperto in tutte le sue parti.
Mettete in frigo per circa due ore, quindi disponete tutto in un piatto da portata.
Guarnite con foglie di sedano e cospargete con 3 g di pepe di Sichuan, 10 g di olio extravergine di oliva e scorza d’arancia, asciugata e tagliata a striscioline.
Salmone Selvaggio dell’Alaska  in crosta di senape e prezzemolo
Ingredienti:
2 tranci di Salmone Selvaggio dell’Alaska Coho da circa 180 g cad.
80 g di pangrattato
2 cucchiai di zucchero di canna
2 cucchiai di senape di Digione
80 g di burro
prezzemolo fresco tritato finissimo
Preparazione:
Preriscaldate il forno a 200°.
In una ciotola mescolate il pangrattato, lo zucchero di canna, la senape, il prezzemolo e il burro tenuto a temperatura ambiente.
Lavate e asciugate i tranci di salmone quindi disponeteli in una teglia antiaderente.
Adagiate sopra ognuno il composto preparato.
Fate cuocere per 15 minuti fino a quando la crosta risulterà croccate e dorata.
Secondo le stagioni potete servirlo con un contorno di verdure fresche oppure con patate al forno, spinaci e purea.
Torna in alto