Nel mondo 196 milioni di persone sono affette da degenerazione maculare neovascolare (essudativa) correlata all’età (nAMD) e si prevede che questa cifra arriverà a 288 milioni entro il 2040. Circa il 10-15% delle persone affette da AMD svilupperà la forma avanzata nAMD. Mentre la retinopatia diabetica (RD) colpisce 146 milioni di persone, patologia che può evolvere in una condizione più grave, l’edema maculare diabetico (DME), che interessa circa 21 milioni di persone a livello globale.
Numeri importanti, che interessano patologie dell’occhio per le quali la ricerca sta compiendo grandi passi avanti grazie a nuovi farmaci come aflibercept 8 mg.
“Negli studi clinici, aflibercept 8 mg ha dimostrato benefici significativi e clinicamente rilevanti, permettendo ai pazienti di ottenere un controllo duraturo della malattia. Ciò significa che il farmaco è in grado di offrire guadagni visivi con intervalli di trattamento prolungati e un controllo dei fluidi rapido e mantenuto nel tempo, con un profilo di sicurezza paragonabile al farmaco di confronto aflibercept 2 mg” ha dichiarato il Professor Paolo Lanzetta, Presidente del Dipartimento di Oftalmologia dell’Università di Udine, e componente del Comitato direttivo degli studi clinici.
PULSAR e PHOTON sono i primi studi clinici randomizzati e controllati che confrontano aflibercept 8 mg con lo standard di cura aflibercept 2 mg nella nAMD e nel DME. A conferma degli studi e della loro importanza The Lancet ha pubblicato i dati dei due studi clinici per il trattamento nella degenerazione maculare neovascolare (essudativa) correlata all’età (nAMD) e nell’edema maculare diabetico (DME).
“La non aderenza ai trattamenti rimane una sfida importante per pazienti con malattie della retina, dovuta alla necessità di sottoporsi a frequenti iniezioni e visite presso gli ambulatori oculistici. Aflibercept 8 mg ha la possibilità di ridurre il burden della malattia e del trattamento, prolungando gli intervalli tra le somministrazioni. Ciò può contribuire a migliorare la compliance e, in ultima analisi, a migliorare i risultati per i pazienti“, ha dichiarato la Professoressa Sobha Sivaprasad, consulente oftalmologa del Moorfields Eye Hospital di Londra, e componente del Comitato direttivo dello studio PHOTON.
In entrambi gli studi, il profilo di sicurezza di aflibercept 8 mg si è dimostrato coerente con quello di aflibercept 2 mg. Il numero di pazienti con infiammazione intraoculare (IOI) è stato basso in tutti i gruppi di trattamento, e non sono stati riportati casi di endoftalmite o vasculite retinica. Non vi è, inoltre, stata alcuna differenza nelle percentuali di aumento della pressione intraoculare rispetto ad aflibercept 2 mg.
I risultati ottenuti dimostrano che Aflibercept 8 mg è la risposta ai bisogni insoddisfatti nell’ambito del trattamento delle patologie retiniche, raggiungendo il Sustained Disease Control (SDC), per un controllo maggiore e più duraturo dell’attività della malattia rispetto ai trattamenti attuali, che potrebbe migliorare la qualità di vita dei pazienti e la pratica clinica dei medici.
Le malattie
La degenerazione maculare neovascolare (essudativa) correlata all’età (nAMD) è una malattia dell’occhio che progredisce rapidamente e che, se non trattata, può portare alla perdita della vista in pochi mesi. La nAMD è una delle principali cause di cecità irreversibile e di riduzione della vista in tutto il mondo e colpisce le persone in età avanzata. Questa malattia si manifesta quando sotto la macula, la parte dell’occhio che consente la visione centrale nitida insieme ai dettagli, proliferano vasi sanguigni anomali, perdendo liquido. Questo fluido può danneggiare e cicatrizzare la macula, causando la perdita della vista.
L’edema maculare diabetico (DME) è una complicanza oculare comune delle persone affette da diabete. La patologia si verifica quando gli elevati livelli di zucchero nel sangue danneggiano i vasi sanguigni dell’occhio, che rilasciano liquido nella macula. Questo può portare alla perdita della vista e, in alcuni casi, alla cecità.
